Viaggi in bus e hotel per Eurochocolate da tutta Italia · a cura di Club Magellano

Eurochocolate 2023: Eurochocolate = molto cioccolato

La 29ª edizione, l'ultima al chiuso di Bastia Umbra: Einstein, il viaggio tree to bar dall'Ecuador e il bilancio di dieci giorni di cioccolato

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Eurochocolate 2023 è stata un'edizione di passaggio, e proprio per questo un'edizione speciale. Dal 13 al 22 ottobre 2023 il Festival Internazionale del Cioccolato di Perugia ha celebrato la sua ventinovesima edizione per la terza volta consecutiva al chiuso, nei padiglioni di Umbriafiere a Bastia Umbra, nella pianura tra Perugia e Assisi. Nessuno, allora, poteva dirlo con certezza, ma sarebbe stata l'ultima volta: l'anno successivo, per il trentennale, il festival sarebbe tornato tra le piazze medievali del capoluogo umbro. Eurochocolate Perugia 2023, insomma, ha chiuso la parentesi indoor nata con la pandemia.

Il claim scelto per l'occasione, "Eurochocolate = molto cioccolato", prendeva in prestito la formula più famosa della fisica, E=mc², e la trasformava in un gioco di parole da leggere ad alta voce: E come Eurochocolate, m come "molto", c al quadrato come cioccolato. Albert Einstein è così diventato, per dieci giorni, una sorta di padrino del festival: lo si incontrava nei laboratori per bambini, in uno spettacolo-escape room, nella comunicazione. Accanto al gioco, però, l'edizione aveva un'anima molto seria, quella del cacao: il padiglione della Chocolate Experience raccontava il viaggio "tree to bar" a partire da una comunità di coltivatori dell'Ecuador, Playa de Oro, che il festival si è impegnato a sostenere con un progetto triennale.

In questa pagina ripercorriamo l'edizione 2023 nel dettaglio, attingendo alle cronache dell'epoca e al bilancio diffuso dagli organizzatori: il significato del tema, il percorso nei tre padiglioni, gli ospiti dei cooking show, le sculture di cioccolato, i Paesi produttori presenti, i numeri di fine manifestazione, il contesto di un anno in cui il prezzo del cacao cominciava a salire in modo vertiginoso, e infine l'eredità di quell'edizione fino a Eurochocolate 2026. Il sito eurochocolate.net è curato da Club Magellano, tour operator che organizza viaggi in pullman per il festival, e non è il sito ufficiale della manifestazione: per la storia completa di tutte le edizioni puoi partire dalla nostra pagina sulle edizioni passate.

Albero di cacao con cabosse che crescono direttamente sul tronco
Foto: Vinayaraj, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

In questa guida

Eurochocolate 2023 in sintesi

Prima di entrare nei padiglioni, conviene mettere in fila i dati essenziali. La tabella qui sotto riassume l'edizione così come la raccontano le fonti disponibili: le cronache di Sky TG24, La Nazione e Assisi News, le schede di Umbria Tourism e il bilancio finale degli organizzatori ripreso dalla stampa.

VoceEurochocolate 2023
Edizione29ª
Date13-22 ottobre 2023 (dieci giorni)
LuogoUmbriafiere, Bastia Umbra (Perugia)
Spazioltre 14.000 metri quadrati in tre padiglioni (7, 8 e 9)
Tema"Eurochocolate = molto cioccolato", rilettura di E=mc²
Filo conduttoreAlbert Einstein
Origine raccontatail cacao di Playa de Oro, Ecuador
Espositori al Chocolate Show153 aziende, circa 5.000 prodotti
Visitatoricirca 73.000
Appuntamenti sui palchicirca 200, con circa 13.000 partecipanti
Cioccolato distribuitocirca 1,2 tonnellate

Perché è un'edizione da ricordare

Il primo motivo è storico. Eurochocolate è nato nel 1994 nel centro di Perugia e per oltre un quarto di secolo ha occupato ogni ottobre Corso Vannucci, Piazza IV Novembre, Piazza Italia, i Giardini Carducci. Nel 2020 la pandemia ha costretto gli organizzatori ad annullare l'edizione a pochi giorni dall'apertura; nel 2021 il festival è ripartito al chiuso, a Umbriafiere, con un formato a biglietto e accessi controllati. Il 2022 ha confermato quella scelta, il 2023 l'ha portata a compimento. Con l'edizione 2023 si chiude dunque un ciclo di tre anni che ha cambiato molte abitudini del pubblico e degli espositori.

Il secondo motivo è il contenuto. Rispetto alle edizioni precedenti a Bastia Umbra, il 2023 ha spinto con decisione sul racconto del cacao e della sua filiera: l'origine raccontata (Playa de Oro), il progetto di sostegno economico ai coltivatori, la collaborazione con il programma internazionale Cacao of Excellence, l'area Cocoa Route dedicata ai viaggi nei Paesi produttori, la presenza di numerosi piccoli produttori "bean to bar". È un'attenzione che l'anno successivo avrebbe portato a iniziative come l'Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato, e che oggi trova casa stabile nella Città del Cioccolato di Perugia.

Il terzo motivo è il tono. Dopo il "Ne abbiamo piene le scatole" del 2021, autoironico e un po' stanco come l'umore del Paese in quei mesi, e dopo il 2022 dedicato al Messico ospite d'onore, il claim del 2023 tornava al gioco puro, quello che da sempre è il marchio di fabbrica della comunicazione di Eurochocolate. Una formula che tutti conoscono, una lettera cambiata, un sorriso: è la stessa ricetta dei temi più fortunati degli anni Dieci, da "iChoc" a "#MustaChoc".

Le date e il calendario

L'edizione ha occupato due fine settimana pieni: da venerdì 13 a domenica 22 ottobre 2023. Il calendario seguiva lo schema classico del festival, con l'apertura di venerdì, il primo weekend (14-15 ottobre), cinque giorni feriali dal lunedì 16 al venerdì 20 e il secondo weekend (21-22 ottobre). È lo stesso schema "a due weekend" che Eurochocolate usa ancora oggi, anche dopo lo spostamento a novembre: l'edizione 2026, per esempio, va da venerdì 13 a domenica 22 novembre, con una coincidenza di numeri curiosa rispetto al 2023.

Secondo la guida pubblicata da Il Turista, gli orari dell'edizione al chiuso erano dalle 10 alle 19 dal lunedì al venerdì e dalle 9:30 alle 19:30 il sabato e la domenica. Erano orari tipici di una fiera, più brevi di quelli serali a cui il pubblico era abituato in città, dove gli stand restavano aperti fino a sera inoltrata nei fine settimana.

Un festival al chiuso, a biglietto

Chi conosceva Eurochocolate solo nella versione cittadina, a ingresso libero tra le vie, nel 2023 trovava un'esperienza diversa. A Umbriafiere si entrava con un biglietto, acquistabile online o alle casse. In cambio il visitatore riceveva un kit di prodotti e un percorso ordinato, coperto, attrezzato, con bagni, aree di sosta, parcheggi vicini. Dei biglietti e delle formule di visita parliamo in dettaglio nella sezione sui padiglioni.

Il polo fieristico di Umbriafiere a Bastia Umbra, fotografato nel novembre 2018
Il polo fieristico di Umbriafiere a Bastia Umbra in una foto del novembre 2018, non scattata durante il festival: è qui che nel 2023 Eurochocolate si è svolto al chiuso, con ingresso a biglietto.Foto: Daniele Costantini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Qual era il tema di Eurochocolate 2023?

Ogni edizione di Eurochocolate ha un claim, e quasi sempre il claim è un gioco di parole. Il tema di Eurochocolate 2023 è forse uno dei più riusciti della serie, perché lavora su un'immagine che appartiene alla cultura di tutti: la formula dell'equivalenza tra massa ed energia, E=mc², scritta su lavagne, magliette, copertine di libri e manifesti di ogni genere.

Come funziona il gioco di parole

La formula originale si legge "E uguale m c quadro": l'energia (E) è uguale alla massa (m) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c²). Nel claim del festival le stesse lettere cambiano significato. La E diventa l'iniziale di Eurochocolate, la m sta per molto, la c al quadrato per cioccolato: due c, come nella parola "cioccolato", che di c ne contiene tre ma che in italiano si pronuncia proprio con quella doppia "cc" in apertura. Il risultato, "Eurochocolate = molto cioccolato", è una definizione autoironica del festival: un evento che si riassume in una sola, golosissima quantità.

C'è poi un secondo livello. Gli organizzatori, presentando l'edizione, hanno spiegato che la formula di Einstein dice in sostanza che in una piccolissima quantità di materia è racchiusa un'enorme quantità di energia, e che il cioccolato è da secoli una fonte di energia amata. È un'osservazione che funziona anche fuori dalla metafora: il cioccolato fondente supera le 500 kilocalorie ogni 100 grammi, e nella sua storia è stato a lungo considerato un alimento ricostituente, dalla bevanda dei popoli mesoamericani alle razioni dei viaggiatori e dei soldati. Il gioco, insomma, non è solo fonetico: dice qualcosa di vero sul prodotto.

Perché proprio Einstein

Scegliere Einstein significava scegliere un personaggio riconoscibile a qualsiasi età. Per i bambini è lo scienziato con i capelli spettinati e la lingua di fuori della celebre fotografia; per gli adulti è il simbolo stesso del genio. In un festival che, al chiuso, puntava molto sulle famiglie e sulle scuole, la figura di Einstein offriva un aggancio naturale al gioco, alla scoperta e all'esperimento.

Va ricordato che Einstein ha un piccolo legame biografico con l'Italia: da ragazzo, a metà degli anni Novanta dell'Ottocento, visse per un periodo con la famiglia tra Milano e Pavia, dove il padre e lo zio avevano un'impresa elettrotecnica. La formula E=mc², invece, nasce nel 1905, l'anno che gli storici della scienza chiamano "annus mirabilis" di Einstein, in un breve articolo pubblicato sugli Annalen der Physik dal titolo che si potrebbe tradurre come "L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?". Nessuna delle fonti sull'edizione 2023 indica che il festival abbia raccontato questi dettagli al pubblico: li riportiamo come contesto per chi vuole capire perché quella formula sia diventata un'icona così facile da riprendere.

Einstein nei padiglioni

Il tema non è rimasto sui manifesti. Nel padiglione 9, il Funny Chocolate dedicato a famiglie e bambini, la novità dell'edizione era uno spazio chiamato "Spazio Albert Einstein", descritto da La Nazione come un luogo di esperimenti, laboratori ed enigmi. Il pezzo forte era lo spettacolo "Albert e il mistero del cioccolato quantistico", costruito in formato escape room e realizzato, secondo Sky TG24, con Accademia Creativa e Cronos. Umbria Tourism parla di un nuovo teatro dedicato ad Albert Einstein, con spettacoli quotidiani ed esperimenti.

L'idea era semplice ed efficace: trasformare il visitatore in un piccolo scienziato chiamato a risolvere un mistero, con il cioccolato come materia da indagare. Le fonti disponibili non descrivono nel dettaglio la trama dello spettacolo né il numero di repliche; sappiamo che si inseriva in un padiglione pensato per far giocare e sperimentare.

Il tema e la storia della comunicazione di Eurochocolate

Il claim del 2023 si inserisce in una tradizione lunga. Eurochocolate ha sempre costruito la propria immagine su titoli brillanti, capaci di strappare un sorriso e di fissarsi nella memoria. Nel 2012 il tema era "iChoc, Applichiamoci", un gioco sul linguaggio degli smartphone; nel 2014 "Masterchoc: non faremo torte a nessuno!", ispirato ai talent culinari televisivi; nel 2015 "#MustaChoc", con i baffi di cioccolato da fotografare e condividere; nel 2019 "Attacca Bottone", con i bottoni come oggetto-simbolo. Puoi rileggere quelle edizioni nelle pagine dedicate, per esempio Eurochocolate 2015 e Eurochocolate 2019.

Il 2023 dialoga con quella storia anche in modo esplicito. Tra i laboratori del Funny Chocolate, Sky TG24 elenca attività chiamate "Attacca Bottone" e "Mustachoc", cioè con i nomi di due temi del passato (2019 e 2015). È un segnale interessante: a Umbriafiere il festival recuperava i propri "classici" e li riproponeva come laboratori creativi, una sorta di archivio vivente della propria comunicazione.

Rispetto ai temi degli anni Dieci, il claim del 2023 ha una particolarità: non commenta l'attualità. "L'Italia è una repubblica fondente sul lavoro" parlava di crisi, "Evergreen" di ambiente, "Ne abbiamo piene le scatole" della stanchezza da pandemia. "Eurochocolate = molto cioccolato", invece, parla soltanto del festival e del cioccolato. È una scelta che si può leggere come un ritorno alla leggerezza dopo gli anni difficili, ma anche come un modo per rimettere al centro il prodotto, coerente con la grande attenzione riservata in quell'edizione alla filiera del cacao.

Scienza, cioccolato e divulgazione

Il tema scientifico si prestava anche a un racconto più serio, che il festival ha in parte sviluppato nelle attività per le scuole e negli incontri con gli esperti. Il cioccolato è infatti un prodotto in cui la fisica e la chimica contano moltissimo. Il burro di cacao può cristallizzare in sei forme diverse, e solo una di queste, quella che i tecnici chiamano "forma V", dà alla tavoletta la lucentezza, lo schiocco netto alla rottura e lo scioglimento in bocca che ci aspettiamo. È per ottenere quella forma che si fa il temperaggio, cioè la sequenza controllata di riscaldamento, raffreddamento e nuovo leggero riscaldamento che i visitatori vedevano fare dal vivo nelle dimostrazioni.

Allo stesso modo, la tostatura delle fave sviluppa gli aromi grazie a reazioni chimiche tra zuccheri e amminoacidi, e il concaggio, la lunga lavorazione della massa di cacao in macchine apposite, affina la consistenza e riduce le note acide. Sono processi che, per un festival con il volto di Einstein, offrivano lo spunto per spiegare che dietro una tavoletta c'è molta più scienza di quanto si immagini. Le fonti sull'edizione non riportano il contenuto preciso dei laboratori didattici, ma Sky TG24 conferma che le attività per le scuole toccavano proprio il Choco Lab, il percorso Tree to Bar e il Funny Chocolate.

Chi vuole approfondire questi temi, dalla cristallizzazione del burro di cacao alla degustazione consapevole, trova una guida completa nella nostra pagina dedicata al cioccolato di Eurochocolate.

La parola cocoa scritta con il cacao in polvere
La parola “cocoa” scritta nel cacao in polvere: un gioco tra lettere e cioccolato, nello spirito del tema 2023 che trasformava E=mc² in “molto cioccolato”.Foto: formulatehealth, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Il contesto: Eurochocolate 2023 tra fiera, città e cacao alle stelle

Per capire un'edizione bisogna guardare l'anno in cui si è svolta. Il 2023 è stato per Eurochocolate un anno pieno, con più appuntamenti, molti progetti in cantiere e una domanda aperta, quella sul ritorno in città, che avrebbe trovato risposta solo nei mesi successivi.

Il terzo anno a Umbriafiere

La decisione di portare il festival al chiuso risale alla primavera del 2021, quando i protocolli sanitari rendevano troppo complicato controllare gli accessi in un luogo diffuso come il centro storico di Perugia. Il trasferimento a Bastia Umbra era stato presentato come temporaneo. L'edizione 2021, con circa 70.000 visitatori secondo Forbes Italia, aveva convinto gli organizzatori che il formato indoor poteva funzionare anche sul piano economico; il 2022, dedicato al Messico, aveva confermato la formula con circa 73.000 presenze.

Nel 2023 la pandemia era ormai alle spalle, e la scelta di restare a Umbriafiere non era più dettata dall'emergenza. Le cronache dell'epoca raccontano di un formato che aveva trovato un suo pubblico: Eugenio Guarducci, presidente e fondatore del festival, lo definiva a La Nazione "un format che piace davvero molto, è trasversale e supera le incognite del meteo". Il riferimento alla pioggia non era casuale: per un evento in piazza a ottobre, il maltempo è sempre stato il nemico numero uno.

Al tempo stesso, le cronache mostrano un rapporto con il territorio in evoluzione. La sindaca di Bastia Umbra, Paola Lungarotti, intervenuta all'inaugurazione, ha lodato la creatività e il valore culturale della manifestazione; La Nazione annotava che il contributo del Comune di Bastia era sceso a 26.000 euro, rispetto ai 70.000 euro di tre anni prima, negli anni del Covid. Un dettaglio che racconta come l'evento, al terzo anno, si reggesse ormai soprattutto sui biglietti, sugli espositori e sugli sponsor.

Una primavera a Perugia

Il 2023 non è stato solo l'anno di Umbriafiere. Come nel 2022, quando a Pasqua era andata in scena l'edizione "A passo d'uovo", anche nella primavera del 2023 Eurochocolate è tornato per qualche giorno nel centro di Perugia con un'edizione primaverile. Secondo le guide agli eventi dell'epoca, si è svolta dal 24 marzo al 2 aprile 2023 ai Giardini del Frontone, in Borgo XX Giugno, con degustazioni, cooking show, laboratori e dolci pensati per la Pasqua. Le fonti che abbiamo potuto consultare su questa edizione primaverile sono poche e sintetiche: non riportano numeri di visitatori né un programma dettagliato.

Il dato interessante, però, è un altro: nel 2023 il festival viveva su due binari. In autunno l'edizione principale, al chiuso e a biglietto, nel centro fieristico; in primavera un formato più piccolo, all'aperto, dentro la città. È una divisione che spiega bene il dibattito che si sarebbe aperto alla fine dell'anno sulla sede dell'edizione del trentennale.

Perugia nel 2023: l'anno del Perugino

Il 2023 è stato per Perugia un anno culturale importante: si celebravano i cinquecento anni dalla morte di Pietro Vannucci, detto il Perugino, scomparso nel 1523. La Galleria Nazionale dell'Umbria, nel Palazzo dei Priori, ha dedicato al pittore la grande mostra "Il meglio maestro d'Italia. Perugino nel suo tempo", aperta dal 4 marzo all'11 giugno 2023, curata dal direttore Marco Pierini e da Veruska Picchiarelli, con circa settanta opere realizzate dal Perugino prima del 1504. Le celebrazioni erano coordinate da un comitato nazionale istituito dal Ministero della Cultura.

La mostra si era chiusa mesi prima del festival, e non ci risultano collegamenti diretti tra le due iniziative. Ma il contesto conta: nel 2023 Perugia era al centro dell'attenzione per la sua storia artistica, mentre il suo evento più popolare si svolgeva fuori dalle mura. È uno dei motivi per cui, a fine edizione, la questione del ritorno in città era tanto sentita. E per chi visita oggi Perugia durante Eurochocolate, la Galleria Nazionale resta una tappa obbligata: Corso Vannucci, la via degli stand, porta proprio il nome del pittore.

La Città del Cioccolato in cantiere

Nel 2023 era già in preparazione il progetto che avrebbe cambiato il rapporto tra il festival e Perugia: la Città del Cioccolato, un museo esperienziale permanente da allestire nell'ex Mercato Coperto, nel cuore della città. Secondo The Cocoa Post, che presentava l'edizione 2023, si parlava di una struttura di circa 2.800 metri quadrati, con una fattoria dimostrativa e un laboratorio di produzione, e l'apertura era prevista per ottobre 2024, in coincidenza con il trentennale. I tempi si sono poi allungati: il museo ha aperto nel novembre 2025.

Nel comunicato di chiusura del 2023, ripreso da Assisi News, gli organizzatori legavano esplicitamente la scelta della sede del 2024 anche ai "nuovi scenari" di possibili destinazioni tematiche permanenti nel centro storico di Perugia. In altre parole, il futuro museo e il futuro ritorno del festival in città erano due facce della stessa strategia.

Un albero di cacao
Un albero di cacao. Nel 2023 la Città del Cioccolato era ancora un progetto, che secondo le cronache prevedeva una fattoria dimostrativa e un laboratorio di produzione.Foto: Grace789, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il mondo del cacao nel 2023: l'inizio della grande impennata

Il 2023 è stato anche l'anno in cui il mercato del cacao ha cominciato a cambiare volto. Le cronache economiche di quei mesi raccontano un rialzo dei prezzi che non si vedeva da decenni. Secondo un'analisi di FinanzaOnline del 10 novembre 2023, poche settimane dopo la chiusura del festival, le quotazioni del cacao erano salite di circa il 70% da inizio anno e del 115% rispetto ai minimi del 2018, toccando i massimi da oltre quarant'anni. Il contratto di dicembre alla borsa di New York era quotato intorno ai 3.980 dollari per tonnellata; un anno prima la media del cacao a Londra era di 2.083 dollari per tonnellata.

Le cause erano soprattutto climatiche e agronomiche. In Africa occidentale, dove si concentra la maggior parte della produzione mondiale, piogge estive eccezionali avevano favorito la diffusione del marciume nero delle cabosse (black pod), una malattia fungina che rende inutilizzabili i frutti. In Costa d'Avorio, primo produttore al mondo, le esportazioni tra il 1° ottobre e il 5 novembre 2023 erano calate del 17,3%. Il Ghana, secondo produttore, aveva chiuso il raccolto 2022/23 con il risultato più basso da tredici anni, anche per la scarsità di fertilizzanti. L'Organizzazione internazionale del cacao (ICCO) stimava per la stagione 2022/23 un deficit di oltre 100.000 tonnellate e ne prevedeva un terzo consecutivo per il 2023/24, mentre il fenomeno climatico di El Niño faceva temere nuove siccità.

Nei mesi successivi la situazione si è aggravata. Il Sole 24 Ore riportava il 7 febbraio 2024 che i prezzi erano più che raddoppiati dall'inizio del 2023: a Londra il contratto con consegna a maggio aveva toccato il record di 4.248 sterline per tonnellata, a New York quello di marzo i 5.288 dollari, il livello più alto da oltre 46 anni. Secondo i dati ICCO citati dallo stesso articolo, Costa d'Avorio e Ghana insieme avevano fornito quasi il 60% della produzione mondiale nel raccolto 2022/23. Nel corso del 2024 le quotazioni sarebbero salite ancora, ben oltre questi livelli.

Al festival di ottobre 2023 questa tempesta era appena cominciata e non è entrata nelle cronache dell'evento, che non riportano commenti degli organizzatori o degli espositori sui prezzi della materia prima. È però un contesto essenziale per leggere le scelte di quell'edizione: l'insistenza sulla filiera, sul sostegno ai coltivatori, sul cacao di qualità e sulla sostenibilità arrivava proprio nel momento in cui il mondo scopriva quanto fosse fragile la catena che porta il cacao dagli alberi dell'equatore alle nostre tavolette.

Le tendenze del settore: bean to bar e cacao di qualità

Un'altra tendenza del 2023 era la crescita dei produttori artigianali "bean to bar", cioè dalla fava alla tavoletta: piccoli laboratori che comprano direttamente le fave di cacao, spesso da origini selezionate, e ne seguono tutta la lavorazione invece di partire da cioccolato semilavorato. The Chocolate Journalist, blog internazionale dedicato al cioccolato artigianale, nel suo resoconto di Eurochocolate 2023 sottolineava come al festival i produttori bean to bar italiani avessero condiviso per la prima volta uno spazio comune, un'esperienza che secondo lo stesso blog avrebbe poi portato alla nascita dell'associazione Bean-To-Bar Italia.

Tra i nomi citati dal blog ci sono Viganotti (Genova), Cioccolato Banchini (Parma), Riva Bean To Bar Chocolate (Bergamo), Forno Brisa (Bologna) e Matù Chocolate (Avellino), accanto a marchi legati ai Paesi d'origine come Nina Kakaw (Ecuador), Vega Community (Honduras) e Aroko Chocolate (Venezuela). Lo stesso resoconto annotava due elementi utili a capire il pubblico di allora: i visitatori italiani erano curiosi e aperti a nuove esperienze sensoriali, ma in gran parte nuovi al cioccolato artigianale, e alcuni restavano perplessi di fronte a prezzi più alti della media.

Prodotti peruviani, tra cui il cacao, esposti agli stand di una fiera
Prodotti peruviani, cacao compreso, esposti a una fiera dedicata ai prodotti del Perù: nel 2023 i produttori bean to bar puntavano su origini selezionate, comprando le fave direttamente nei Paesi del cacao.Foto: Ministerio de la Producción del Perú, Public domain, via Wikimedia Commons

Umbriafiere: i tre padiglioni di Eurochocolate 2023

Il percorso di Eurochocolate 2023 si sviluppava in tre grandi padiglioni del centro fieristico, i numeri 7, 8 e 9, per un totale di oltre 14.000 metri quadrati secondo Umbria Tourism e La Nazione. Ogni padiglione aveva una vocazione precisa, già sperimentata nelle due edizioni precedenti: la Chocolate Experience, per scoprire e imparare; il Chocolate Show, per assaggiare e comprare; il Funny Chocolate, per giocare. Era una struttura chiara, pensata per accompagnare il visitatore in un itinerario quasi obbligato, molto diverso dal "vagabondare" tra gli stand del festival in città.

Arrivare a Bastia Umbra

Umbriafiere si trova a Bastia Umbra, comune della pianura tra Perugia e Assisi, circa 15 chilometri dal capoluogo. Per chi arrivava in auto, la guida di Il Turista consigliava le uscite di Bastia Nord o Santa Maria degli Angeli Nord sulla superstrada per chi proveniva da Roma, Firenze o Cesena, e quelle di Santa Maria degli Angeli Nord o Ospedalicchio Sud per chi arrivava da Foligno. Vicino al quartiere fieristico c'erano parcheggi gratuiti e a pagamento.

In treno, la stazione più comoda era quella di Assisi, a circa 4 chilometri, collegata nel fine settimana da una navetta. La stessa guida segnala anche un servizio chiamato Chocotrain, un bus tra la stazione di Bastia Umbra e Umbriafiere, senza però precisarne giorni e orari. Trenitalia figurava tra i partner dell'edizione come vettore ufficiale, insieme a Hyundai per le auto e a Radio Subasio come radio ufficiale, secondo il comunicato di chiusura ripreso da Assisi News.

Per i gruppi organizzati in pullman, la sede in fiera era comodissima: parcheggio vicino all'ingresso, nessuna salita a piedi, nessun problema di traffico nel centro storico. È un aspetto molto apprezzato da chi viaggia in gruppo, e che spiega in parte l'aumento delle prenotazioni di gruppo registrato nel 2023 (ne parliamo nella sezione sul bilancio). Oggi che il festival è tornato a Perugia, la logistica è diversa: trovi tutte le indicazioni aggiornate nella pagina su come arrivare a Eurochocolate.

Biglietti e formule di visita

Le edizioni a Umbriafiere erano a pagamento, e il 2023 non ha fatto eccezione. Secondo la guida di Il Turista, le tariffe erano differenziate tra giorni feriali e fine settimana: il biglietto intero costava 6 euro nei giorni feriali e 10 euro nel weekend, il ridotto per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni 4 euro nei feriali e 5 euro nel weekend, più i diritti di prevendita; i bambini fino a 10 anni entravano gratis. Erano previsti anche pacchetti famiglia, tariffe per i gruppi e sconti con i partner. Le persone con disabilità potevano acquistare il biglietto o convalidare l'ingresso omaggio a un desk dedicato alle casse.

Il biglietto intero non era solo un titolo di accesso. Includeva un kit di prodotti, che le fonti descrivono in modo leggermente diverso ma compatibile. Sky TG24 parla di un Choco Blocco da 200 grammi, di un napolitain e di due assaggi di un marchio partner (Lindt); Il Turista di un "ChocoTicket" da convertire subito in un cubo di cioccolato da 200 grammi firmato Costruttori di Dolcezze e Icam. In pratica, una parte del prezzo del biglietto tornava al visitatore sotto forma di cioccolato.

La differenza di prezzo tra feriali e weekend non era un dettaglio. Nel bilancio finale gli organizzatori hanno attribuito l'aumento del 7% degli ingressi nei giorni feriali proprio a tariffe più contenute in quei giorni: un modo per alleggerire i fine settimana, sempre affollati, e distribuire meglio il pubblico.

Padiglione 7: la Chocolate Experience

Il padiglione 7 era il cuore didattico ed emotivo dell'edizione. Qui si trovava il percorso Tree to Bar dedicato a Playa de Oro, in Ecuador, che raccontiamo nel dettaglio nella prossima sezione; qui si svolgevano le Cerimonie del Cacao, il CabossaLab, le dimostrazioni della Fabbrica del Cioccolato e le sculture di cioccolato dei due fine settimana. Qui c'erano anche i due palchi del festival: il palco principale dei cooking show e il Choco Lab, dedicato a laboratori, degustazioni guidate e incontri.

La fabbrica del cioccolato, secondo Sky TG24, era realizzata con FBM (azienda di macchinari per il cioccolato, che The Chocolate Journalist indica come FBM Boscolo) in collaborazione con Be Well, e affiancata da mini sessioni chiamate "Be Experience", prenotabili online o direttamente in fiera. Il pubblico poteva così vedere da vicino le macchine che trasformano le fave in massa di cacao e la massa in cioccolato temperato, pronto per gli stampi.

Il bilancio finale parla di circa 200 appuntamenti sui due palchi della Chocolate Experience, con circa 13.000 partecipanti complessivi. Molti eventi erano gratuiti, ma richiedevano la prenotazione online obbligatoria sul sito ufficiale: una regola che a Umbriafiere permetteva di gestire i posti a sedere e che il pubblico aveva imparato a conoscere già nelle edizioni precedenti.

Padiglione 8: il Chocolate Show

Il padiglione 8 era il grande mercato del cioccolato: 153 aziende e circa 5.000 prodotti, secondo i dati diffusi all'apertura e confermati nel bilancio. Qui si trovavano i marchi industriali e gli artigiani, le tavolette e le praline, le creme spalmabili e i liquori, i prodotti regionali e quelli dei Paesi produttori. Accanto agli stand commerciali c'erano tre aree tematiche che meritano un racconto a parte: l'Italia del Cioccolato, Eurochocolate World e MercaVino.

Tra le "grandi firme" presenti, Sky TG24 cita Perugina con i Baci, compresi i nuovi gusti Caffè Avvolgente e Amaretto, e il KitKat; Lindt con le tavolette Excellence e la gamma Choco Wafer; Icam con la linea di tavolette Vanini Tasting Experience in quattro varianti (bianco, caramello, latte, fondente). Tra le novità segnalate c'era anche una tavoletta dal nome ironico, "Rompere in caso di astinenza", del marchio Costruttori di Dolcezze legato al festival.

Nel padiglione 8 trovavano posto anche due spazi particolari: un'area di sosta chiamata "Break" e lo spazio "Fallo!", riservato agli adulti e vietato ai minori, riproposto dopo il successo dell'anno precedente. Le cronache non ne descrivono i contenuti in modo dettagliato; il nome, in perfetto stile Eurochocolate, lascia intuire il tono malizioso. C'era infine spazio per la solidarietà: La Nazione segnala un'iniziativa di dolci benefici dell'associazione Azzurra Donna per raccogliere fondi contro la violenza sulle donne.

L'Italia del Cioccolato e il ponte che si mangia

Una delle installazioni più fotografate era l'Italia del Cioccolato, un espositore lungo oltre 13 metri che riproduceva la penisola e celebrava le specialità regionali. Già presente nel 2022, nel 2023 ospitava spazi dedicati al distretto piemontese, con il gianduiotto, e al cioccolato di Modica, l'unico cioccolato italiano a Indicazione Geografica Protetta, lavorato a bassa temperatura e riconoscibile per la sua consistenza granulosa.

Proprio con il cioccolato di Modica, raccontava La Nazione, Guarducci aveva fatto realizzare un ponte sullo Stretto di Messina, presentandolo con una battuta: "l'unico ponte che si mangia". Era un riferimento, ironico e attualissimo, al dibattito sul Ponte sullo Stretto che nel 2023 era tornato al centro della politica nazionale. È un esempio perfetto dello stile del festival: un'installazione golosa che commenta l'attualità con un sorriso.

Tavolette di cioccolato di Modica dalla superficie opaca e granulosa
Tavolette di cioccolato di Modica: nel 2023 il cioccolato siciliano a Indicazione Geografica Protetta aveva uno spazio dedicato nell'Italia del Cioccolato e servì per il "ponte sullo Stretto" commestibile.Foto: Mussklprozz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

MercaVino: cioccolato e vini umbri

Nel padiglione 8 c'era anche MercaVino, con le etichette di 18 aziende vinicole umbre, organizzato con Umbria Top e con il sostegno di una misura del Programma di sviluppo rurale dell'Umbria. Lunedì 16 e martedì 17 ottobre, alle 17, erano in programma degustazioni di vini dolci e passiti in abbinamento al cioccolato.

L'abbinamento tra vino e cioccolato è uno dei più delicati: il tannino del fondente e l'alcol del vino possono accentuare l'amaro, mentre lo zucchero del cioccolato rende secchi e acidi i vini poco dolci. La regola più seguita dai sommelier è che il vino sia dolce almeno quanto il cioccolato, e per questo i passiti sono una scelta naturale. In Umbria, terra di vini dolci come il Sagrantino passito di Montefalco, il tema aveva radici solide. Allo stesso filone appartenevano, nel Choco Lab, gli incontri "Vino & Cioccolato" con Assosommelier e quelli su grappa e cioccolato con l'associazione dei grappaioli ANAG, entrambi con cioccolato Vanini.

Padiglione 9: il Funny Chocolate

Il padiglione 9 era il regno delle famiglie. Oltre allo Spazio Albert Einstein con lo spettacolo-escape room di cui abbiamo parlato, il Funny Chocolate proponeva una serie di laboratori creativi: Sky TG24 cita "Attacca Bottone", "Mustachoc", "Montmaître" e "Choco in Casa"; Umbria Tourism aggiunge il Choco Climbing, di cui le fonti riportano soltanto il nome. C'era poi la gastronomia: la ChocoPizza e l'Area ChocoPasta, dove lo chef Giuliano Viaggi, dal 13 al 22 ottobre a partire dalle 12, proponeva la pasta al cacao.

Sempre nel padiglione 9, Umbria Tourism, l'ente di promozione turistica regionale, aveva allestito otto maxi cubotti di cioccolato trasformati in set fotografici, mentre Sviluppumbria, l'agenzia regionale per lo sviluppo economico, presentava lo spazio "Remix" dedicato agli otto bandi della cosiddetta Manovra Remix. Era esposta anche la mostra fotografica "Angolo di Campo", con 60 immagini vincitrici di un concorso. Il festival, al chiuso, diventava così anche una vetrina per la Regione.

GUSTUM e il territorio

Tra i partner del 2023 c'era anche GUSTUM, un progetto che riuniva 45 imprese locali tra ristoranti tipici, agriturismi e produttori artigiani, promosso dai quattro Gruppi di azione locale (GAL) dell'Umbria (Alta Umbria, Media Valle del Tevere, Trasimeno-Orvietano, Valle Umbra e Sibillini) con Confcommercio Umbria e CIA Umbria. La presentazione era in programma sul palco principale sabato 14 e sabato 21 ottobre alle 9:30. Sky TG24 elenca tra i promotori dell'edizione anche AssoGAL e i Comuni di Gualdo Tadino e Giano dell'Umbria, oltre a Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Bastia Umbra e Sviluppumbria.

In fiera trovava spazio anche la filiera della nocciola umbra, presentata martedì 17 ottobre, e l'associazione delle Città dell'Olio, domenica 22. Un segnale di come, negli anni al chiuso, il festival avesse rafforzato i legami con l'agroalimentare regionale, proponendosi come vetrina dell'Umbria oltre che del cioccolato.

Il legame con il centro di Perugia

Anche se il festival si svolgeva a Bastia Umbra, il centro di Perugia non era del tutto escluso. Sky TG24 segnala tre flagship store del festival in città: in Piazza IV Novembre, in Via Oberdan 11 e in Piazza della Repubblica. Con loro un focus chiamato "Chi la fa la Spezza", dedicato alle lastre di cioccolato artigianali vendute a peso, con Be Well, L'Artigiano Perugino e ToCiok. Era un piccolo presidio, ma sufficiente a ricordare che il cioccolato restava di casa sull'acropoli. Lo stesso format "Chi la fa la spezza!" sarebbe poi stato riproposto in altre tappe del marchio, per esempio ad Arezzo nel 2024.

Pezzi di cioccolato fondente accanto a cacao in polvere
Cioccolato fondente e cacao in polvere: nel 2023 il cioccolato del festival si trovava anche in centro a Perugia, nei tre flagship store e nel focus “Chi la fa la Spezza” sulle lastre artigianali.Foto: Nikowsk, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Dal cacao di Playa de Oro alla tavoletta: il percorso tree to bar

Se il tema di Eurochocolate 2023 era il gioco, la sostanza era il cacao. Il percorso Tree to Bar del padiglione 7, cioè "dall'albero alla tavoletta", era già comparso nel 2022, quando il viaggio partiva dal Messico ospite d'onore. Nel 2023 il punto di partenza era un luogo preciso e poco conosciuto: Playa de Oro, una comunità di coltivatori dell'Ecuador.

Playa de Oro, un cacao "fino de aroma"

Le fonti dell'epoca descrivono Playa de Oro come una comunità isolata immersa nella foresta. Secondo Sky TG24 il territorio si estende per circa 11.000 ettari ed è raggiungibile in un'ora di canoa a motore; La Nazione parla di una comunità amazzonica isolata che coltiva quello che potrebbe essere uno dei cacao più pregiati al mondo; Umbria Tourism precisa che vi cresce il cacao "fino de aroma", la categoria dei cacao aromatici di qualità. Le fonti non indicano la provincia ecuadoriana in cui si trova la comunità, e non riportano altri dettagli sulla sua popolazione: ci limitiamo a quanto documentato.

Il termine "fino de aroma" ha un significato preciso nel mondo del cacao. Sui mercati internazionali si distingue tra cacao "bulk", o comune, che rappresenta la stragrande maggioranza della produzione e viene usato soprattutto dall'industria, e cacao "fine o di aroma", più raro, con note floreali, fruttate o speziate. L'Ecuador è da sempre uno dei grandi nomi di questa seconda categoria, in particolare grazie alla varietà tradizionale chiamata Nacional, nota anche come "Arriba" dalla zona del fiume Guayas da cui partiva un tempo il cacao destinato all'esportazione.

Un cacao antichissimo: la borraccia dei Mayo-Chinchipe

Una delle installazioni del percorso era la riproduzione, in scala dieci a uno secondo La Nazione, di un antico recipiente della cultura Mayo-Chinchipe, descritto da Sky TG24 come una borraccia. Il riferimento non era casuale: nel 2018 un gruppo internazionale di ricercatori ha pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution lo studio dei residui trovati in reperti del sito archeologico di Santa Ana-La Florida, nell'alta Amazzonia ecuadoriana, attribuito proprio alla cultura Mayo-Chinchipe. Le analisi (amidi, teobromina e DNA antico di cacao) hanno mostrato che il cacao vi veniva consumato già oltre cinquemila anni fa, più di mille anni prima delle più antiche testimonianze mesoamericane.

Sky TG24 riporta la cifra di 5.450 anni fa come data del primo uso alimentare del cacao in Ecuador. È una scoperta che ha cambiato la storia del cioccolato: per decenni si era pensato che tutto fosse cominciato in Messico e America centrale con Olmechi, Maya e Aztechi; oggi sappiamo che il cacao è stato addomesticato e usato per la prima volta nell'alta Amazzonia, dove la specie ha la sua origine genetica. Raccontarlo nel 2023, l'anno dopo l'edizione dedicata al Messico, significava completare il quadro: dalle culle mesoamericane del cioccolato bevanda alla culla amazzonica della pianta.

Le tappe del viaggio

Il percorso, secondo il resoconto di The Chocolate Journalist, era un itinerario a piedi che seguiva le fasi della filiera: la raccolta delle cabosse, la fermentazione, l'essiccazione, la spedizione. Ogni tappa corrisponde a un passaggio fondamentale per la qualità del cioccolato, anche se il pubblico tende a ignorarlo.

La raccolta si fa a mano, con machete o lunghe pertiche, perché le cabosse crescono direttamente sul tronco e sui rami principali e maturano in momenti diversi. Aperti i frutti, le fave vengono estratte con la polpa bianca e zuccherina che le avvolge. Segue la fermentazione, che dura in genere da due a sette giorni in casse di legno o in cumuli coperti da foglie di banano: i lieviti e i batteri trasformano gli zuccheri della polpa, la temperatura sale e all'interno delle fave si formano i precursori degli aromi che si svilupperanno con la tostatura. Senza una buona fermentazione, anche il miglior cacao dà un cioccolato piatto e astringente.

L'essiccazione, spesso al sole su teli o graticci, riduce l'umidità delle fave fino a renderle conservabili e trasportabili. Solo allora il cacao viene insaccato e spedito verso i Paesi trasformatori. Il resto della storia, tostatura, decorticazione, macinazione, concaggio, temperaggio e modellaggio, si svolge di solito lontano dai luoghi d'origine: ed è per questo che il percorso si chiudeva idealmente con la Fabbrica del Cioccolato del padiglione, dove le macchine completavano il viaggio sotto gli occhi dei visitatori.

Il raccolto del cacao in Camerun
Il raccolto del cacao in Camerun (non in Ecuador): raccolta, fermentazione ed essiccazione erano le prime tappe del percorso tree to bar raccontato nel 2023.Foto: ICCFO, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Cerimonie del cacao e CabossaLab

Accanto al percorso, ogni giorno si svolgevano le Cerimonie del Cacao, che The Chocolate Journalist definisce appuntamenti quotidiani. Si tratta di rituali di ispirazione mesoamericana e andina in cui il cacao viene preparato e condiviso come bevanda, con un'attenzione alla dimensione lenta e collettiva del consumo. Le fonti sull'edizione non descrivono chi le conducesse né come fossero strutturate nel dettaglio.

Il CabossaLab era invece un laboratorio pratico: secondo lo stesso blog, i partecipanti decoravano una cabossa di cacao in resina. Un'attività semplice, adatta anche ai più piccoli, che permetteva di portare a casa un ricordo e di familiarizzare con la forma del frutto, che molti visitatori vedevano per la prima volta.

Il progetto eco-solidale: 90.000 euro per Playa de Oro

Il racconto di Playa de Oro non era solo un allestimento. Eurochocolate ha annunciato un sostegno di 90.000 euro nel triennio 2024-2026 a un progetto eco-solidale legato a quella comunità. Secondo Sky TG24 il progetto fa capo all'agronomo Pierre Molinari, che dal 2016 gestisce una fabbrica di cioccolato a Mindo, cittadina della foresta nebulosa a nord-ovest di Quito, e all'associazione locale indicata con la sigla ASO.P.Y.R.C.F.A. Il comunicato di chiusura, ripreso da Assisi News, ha confermato l'impegno.

Le fonti consultate non dettagliano come sarebbero stati impiegati i fondi né riportano, a oggi, un rendiconto pubblico dei risultati: chi vuole approfondire deve fare riferimento alle comunicazioni ufficiali di Eurochocolate. Resta il dato di un festival che, in un'edizione dal tema scherzoso, ha scelto di legare il proprio nome a un impegno pluriennale verso una comunità di coltivatori.

Alberi di cacao e alberi da ombra

Sul fronte ambientale, il 2023 ha visto anche una collaborazione con zeroCO2, una realtà che promuove progetti di riforestazione nei Paesi del Sud del mondo. Chi piantava un albero di cacao attraverso la piattaforma, usando un codice dedicato al festival, otteneva uno sconto del 65%; per ogni albero piantato in questo modo, Eurochocolate si impegnava a piantarne uno di cedro come "shade tree", cioè albero da ombra.

È un dettaglio agronomico importante. Il cacao è una pianta del sottobosco tropicale e cresce meglio all'ombra di alberi più alti, che proteggono le piante giovani dal sole diretto, mantengono l'umidità del suolo e ospitano biodiversità. I sistemi agroforestali, in cui il cacao convive con alberi da ombra, da frutto o da legname, sono considerati tra i modelli più sostenibili di coltivazione, in contrapposizione alle monocolture a pieno sole che hanno contribuito alla deforestazione in Africa occidentale.

Cacao of Excellence, Cocoa Route e ricerca universitaria

Tra le novità del 2023 c'era l'area Cacao of Excellence, dedicata al programma internazionale che premia i migliori campioni di cacao del mondo e promuove la qualità e la diversità del cacao. Secondo Sky TG24 il programma fa capo a Bioversity International e al CIAT, con sede a Roma e attività in oltre 70 Paesi. Venerdì 13 ottobre, giorno dell'apertura, era in programma la presentazione della guida "Cacao Quality and Flavour", in collaborazione con la Camera di Commercio dell'Umbria. The Cocoa Post presentava la partnership come un modo per celebrare il cacao di qualità e i suoi produttori.

C'era poi l'area Cocoa Route, con gli stand di agenzie e tour operator specializzati in turismo sostenibile nei Paesi produttori: The Chocolate Journalist cita Ruta Cacao, Voyages Pluriels e Vega Community. Un'idea originale, che trasformava il festival in una porta d'accesso ai viaggi nelle terre del cacao. Il Choco Trip con il network Cacao Solution ospitava, sempre secondo Sky TG24, l'intervento di Michele Nardella dell'ICCO, l'Organizzazione internazionale del cacao, e una degustazione "Cacao e Rum" a cura dell'Ambasciata del Venezuela.

Infine la ricerca: con le Università di Sassari e di Torino, nell'ambito di un progetto chiamato "TERRA", il festival ha promosso un'indagine sulle preferenze dei consumatori, mentre il comunicato finale cita una collaborazione con l'Università di Sassari su ricerche legate alla sostenibilità del cacao in Ghana, con un questionario rivolto al pubblico. È un altro tassello di quell'attenzione alla filiera che nel 2024 avrebbe portato alla lettera d'intenti per un Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato, firmata durante il trentennale.

Chi erano gli ospiti di Eurochocolate 2023?

Il palco principale della Chocolate Experience ha ospitato per dieci giorni un calendario fitto di cooking show, con nomi noti al grande pubblico televisivo e maestri della pasticceria professionale. Tutti gli show erano gratuiti, con prenotazione online obbligatoria. Ecco il calendario degli ospiti principali, come riportato da Sky TG24 nel giorno dell'inaugurazione.

GiornoOraOspite
Sabato 14 ottobre12:00Frau Knam (Alessandra Mion)
Sabato 14 ottobre14:00Ernst Knam
Domenica 15 ottobre16:00Francesco Aquila
Da lunedì 16 a domenica 22 ottobre12:00Maestri APEI
Sabato 21 ottobre16:00Edoardo Franco
Domenica 22 ottobre15:00Luca Montersino
Dolci artigianali al cioccolato in una pasticceria di Quito, in Ecuador
Pasticceria artigianale al cioccolato a Quito: l'Ecuador era l'origine raccontata nel 2023, e Luca Montersino ne ha usato il cacao per il suo gelato monorigine al 70%.Foto: David Adam Kess, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ernst Knam e Frau Knam

Il primo grande nome annunciato per l'edizione, già ad agosto secondo l'agenzia EFA News, era Ernst Knam, maestro pasticcere e cioccolatiere di origine tedesca, attivo a Milano e diventato popolare in televisione. Sabato 14 ottobre, alle 14, Knam ha realizzato sul palco tre tipi di cioccolatini. Due ore prima, alle 12, era salita sul palco Alessandra Mion, sua moglie, conosciuta dal pubblico dei social come "Frau Knam", che ha presentato un suo libro. È stato l'appuntamento più atteso del primo weekend, e La Nazione lo ha citato tra i momenti clou della giornata.

I vincitori di MasterChef: Francesco Aquila ed Edoardo Franco

Il legame tra Eurochocolate e la televisione culinaria è antico: nel 2014 il tema stesso del festival, "Masterchoc", faceva il verso al talent più famoso. Nel 2023 sono arrivati a Umbriafiere due vincitori di MasterChef Italia. Domenica 15 ottobre, alle 16, è stata la volta di Francesco Aquila, vincitore dell'edizione andata in onda nel 2021; sabato 21 ottobre, alle 16, di Edoardo Franco, vincitore della dodicesima edizione, conclusa nella primavera del 2023. Per Franco si trattava quindi di una delle prime uscite pubbliche dopo la vittoria.

La presenza dei volti televisivi aveva una funzione precisa: attirare un pubblico giovane e trasversale, che magari non conosceva i nomi della pasticceria professionale ma seguiva i talent. Era la stessa logica che, negli anni, ha portato al festival chef e pasticceri noti al grande pubblico.

Luca Montersino e il gelato al cioccolato dell'Ecuador

Domenica 22 ottobre, nell'ultimo giorno di festival, alle 15, il palco è stato di Luca Montersino, chef e pasticcere piemontese, noto per i suoi libri e programmi dedicati alla pasticceria. Secondo Sky TG24 Montersino ha preparato un gelato al cioccolato monorigine Ecuador al 70%: una scelta coerente con il tema del cacao ecuadoriano che attraversava tutta l'edizione. Un gelato al cioccolato fondente è più difficile di quanto sembri, perché il burro di cacao tende a indurire il composto a basse temperature: bilanciare grassi, zuccheri e solidi è un esercizio di precisione, adatto a un festival che parlava di scienza.

I maestri APEI

Per tutta la settimana feriale, da lunedì 16 a domenica 22 ottobre, alle 12, il palco ha ospitato sei maestri dell'associazione di pasticceri APEI: Eugenio Morrone, Francesco Elmi, Salvatore Varriale, Denis Buosi, Paolo Staccoli e Francesco Mastroianni. Era un modo per garantire, anche nei giorni meno affollati, un appuntamento di alto livello tecnico. Alle 14, invece, si esibiva Ivan Alunni Pasquali, presente il venerdì 13 e poi dal 16 al 22 ottobre.

Gli altri appuntamenti del palco principale

Il palco principale ha proposto anche incontri più insoliti. Il calendario di Sky TG24 cita la confettatura Papa (domenica 15 alle 14); la presentazione del libro "Annamo bene" con Renato Trabalza, seguita da una dimostrazione di coda alla vaccinara (domenica 15 alle 15); il cioccolato molisano di Dolceamaro (sabato 14 alle 14); la "Tropical Chocolate Experience" vegana di Emanuele Di Biase (domenica 15 alle 12). Per l'Istituto Internazionale Chocolatier si sono esibiti Rossana Bettini (dal 16 al 19 ottobre alle 16) e Gian Paolo Brasceschi (18 ottobre alle 15). Nei due fine settimana, alle 10:30, c'erano le degustazioni dei Maître Chocolatier Lindt. Domenica 22, alle 11, lo chef Luca Antonacci proponeva un maritozzo salato al cacao: un esempio di quanto il cioccolato possa uscire dalla pasticceria per entrare in cucina.

Il Choco Lab: degustare per capire

Il secondo palco, il Choco Lab, era dedicato a laboratori e degustazioni guidate. L'appuntamento fisso, tutti i giorni alle 10, 12, 14, 15 e 18, era "Più o meno buono: da cosa dipende?" con Roberto Caraceni, esperto di analisi sensoriale del cioccolato, lo stesso che oggi dirige la parte didattica dei corsi Chocolate Taster alla Città del Cioccolato. Il titolo riassume bene lo spirito dell'incontro: spiegare al pubblico che la qualità di un cioccolato dipende dall'origine del cacao, dalla fermentazione, dalla lavorazione, e che la si può riconoscere con un po' di allenamento.

Altri appuntamenti del Choco Lab erano il Choco Trip by Gelato Contemporaneo, ogni giorno alle 16 con ospiti diversi nei due weekend; gli incontri Vino & Cioccolato con Assosommelier alle 17; le degustazioni "C'è fondente e fondente" di voglioCioccolato, dal 13 al 21 ottobre alle 11; e gli incontri sul cioccolato crudo di Matù, il 13-15 e il 20-22 ottobre alle 13. Il cioccolato crudo, ottenuto da fave non tostate o lavorate a bassa temperatura, era una delle novità annunciate dall'edizione già in estate: EFA News, nell'anticipare il programma, parlava di eventi con i pionieri del raw chocolate. The Chocolate Journalist ricorda inoltre la degustazione di un gelato monorigine venezuelano e la partecipazione di nomi del mondo del cioccolato artigianale come la consulente Chloé Doutre-Roussel e Maria Fernanda Di Giacobbe, figura di riferimento del cacao venezuelano.

Le sculture di cioccolato

Nessuna edizione di Eurochocolate sarebbe completa senza le sculture. È una delle tradizioni più antiche e amate del festival: grandi blocchi di cioccolato fondente scolpiti dal vivo con scalpelli, sgorbie e raspe, mentre il pubblico raccoglie i frammenti che cadono. Per molti anni, nel centro di Perugia, le sculture si sono svolte lungo Corso Vannucci o in Piazza IV Novembre, con il cioccolato fornito a lungo dalla Perugina.

Nel 2023 la tradizione si è trasferita nel padiglione 7. Nei due fine settimana, due sabati e due domeniche, sono stati lavorati quattro blocchi di cioccolato Icam da 11 quintali ciascuno, cioè oltre quattro tonnellate di cioccolato in tutto, poi lasciati in esposizione per il resto del festival. Icam è un'azienda cioccolatiera lombarda, con sede a Orsenigo, nel Comasco, che quell'anno era tra le "grandi firme" presenti con la linea Vanini. Le fonti consultate non riportano i nomi degli scultori né i soggetti delle opere, anche se è probabile che, come in passato, fossero legati al tema dell'edizione: in mancanza di conferme, non ci spingiamo oltre.

Un'ultima annotazione: lavorare blocchi di cioccolato al chiuso, in un padiglione, è diverso dal farlo in piazza. All'aperto, in ottobre, il freddo e l'umidità possono rendere il cioccolato fragile o farlo "fiorire"; in fiera la temperatura è più costante. Al tempo stesso manca lo sfondo spettacolare dei palazzi medievali, che ha reso celebri le sculture perugine nelle fotografie di tante edizioni. Puoi confrontare il 2023 con le sculture di un'edizione in centro, per esempio nella pagina di Eurochocolate 2017.

Un cioccolatiere al lavoro su una scultura di cioccolato nel suo laboratorio
Un cioccolatiere al lavoro su una scultura (in un laboratorio belga): nel 2023 i blocchi di cioccolato Icam sono stati scolpiti dal vivo nel padiglione 7 di Umbriafiere.Foto: Jean-Pol Grandmont, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Paesi produttori ed Eurochocolate World

Se il percorso tree to bar raccontava una sola origine, l'area Eurochocolate World, nel padiglione 8, ne metteva in fila decine. Era lo spazio dedicato ai produttori dei Paesi del cacao, nato per promuovere un consumo equo e consapevole, come scriveva La Nazione, e per far conoscere al pubblico italiano tavolette che difficilmente si trovano nei negozi.

Quanti erano i produttori? Le fonti non concordano

Sul numero dei produttori presenti le fonti divergono, ed è giusto dirlo. Sky TG24 e il comunicato di chiusura ripreso da Assisi News parlano di oltre 25 produttori; La Nazione, all'apertura, di 30 produttori; The Chocolate Journalist, che misura con un criterio diverso, di oltre 40 marchi di cioccolato artigianale bean to bar. La differenza dipende probabilmente da cosa si conta: i soli produttori dei Paesi d'origine, oppure anche i marchi europei e italiani presenti nella stessa area, come quelli distribuiti da AP Distribuzione e Premieres citati da Sky TG24.

L'elenco dei Paesi

Umbria Tourism ha pubblicato l'elenco più completo, con i Paesi e i marchi presenti. Lo riportiamo così come documentato:

  • America centrale e Caraibi: Repubblica Dominicana (Definite), El Salvador (Belu Cacao), Nicaragua (Momotombo), Giamaica (Pure Chocolate), Grenada (Grenada Chocolate Company);
  • America meridionale: Perù (Quma, Kuyay), Colombia (Disidente, Color Cacao), Brasile (Baiani), Venezuela (Cacao de Origen, Valle Canoabo), Ecuador (Kuna, Kacau);
  • Africa: Madagascar (Menakao, Robert/Mava), Togo (Chocotogo), Costa d'Avorio (ChocoPlus), Uganda (Latitude), Ghana (Kumasi);
  • Asia e Oceania: Filippine (Auro, Theo & Philo), Thailandia (Siamaya), Indonesia (Krakakoa), Hawaii (Manoa).

La Nazione segnala inoltre, tra le novità, tavolette speciali provenienti da Ecuador e Gabon. The Chocolate Journalist cita tra gli ospiti internazionali Baiani (Brasile), Menakao (Madagascar) e Kuyay (Perù), oltre a produttori legati ai Paesi d'origine come Nina Kakaw (Ecuador), Vega Community (Honduras) e Aroko Chocolate (Venezuela).

Un dettaglio che conta: chi produce dove

L'elenco merita una lettura attenta, perché racconta una trasformazione del mondo del cacao. Per oltre un secolo i Paesi produttori hanno esportato quasi solo fave, mentre il valore aggiunto della trasformazione restava in Europa e in Nord America. Molti dei marchi presenti a Eurochocolate World, invece, producono il cioccolato direttamente nei Paesi d'origine: Menakao in Madagascar, Krakakoa in Indonesia, Siamaya in Thailandia, la Grenada Chocolate Company nell'isola caraibica. È un modello, spesso chiamato "tree to bar" o "made at origin", che trattiene nel Paese produttore una quota maggiore del valore e che si lega bene al tema del sostegno alle comunità.

Altrettanto significativa è la presenza di Costa d'Avorio e Ghana, i due giganti mondiali del cacao "bulk", accanto a piccoli produttori di cacao fine come quelli di Ecuador, Venezuela e Madagascar. In un anno in cui proprio l'Africa occidentale stava vivendo una crisi produttiva, vedere a Umbriafiere marchi come ChocoPlus e Kumasi ricordava che anche in quei Paesi esiste una produzione di cioccolato locale, oltre all'esportazione delle fave.

Paesi ospiti: Tabasco e Paesi Bassi

Il 2023 non aveva un Paese ospite d'onore come era stato il Messico nel 2022, ma il legame con il Messico non si era interrotto. Lo Stato di Tabasco, protagonista dell'edizione precedente, era presente per promuovere il dodicesimo Festival del Chocolate, in programma a novembre, e secondo Sky TG24 aveva inserito cinque tirocinanti messicani nello staff del festival. C'erano poi i Paesi Bassi, presenti in collegamento con Chocoa, la fiera del cioccolato e del cacao di Amsterdam, uno dei punti di riferimento europei del settore: un segnale di come Eurochocolate cercasse alleanze con gli altri grandi appuntamenti internazionali.

Il resoconto di The Chocolate Journalist cita anche la presenza, tra gli artisti, dell'argentino Hernán Diego Méndez, senza però specificare il tipo di opere esposte.

Cosa portare a casa da Eurochocolate World

Per il visitatore, Eurochocolate World era il posto giusto per un acquisto diverso: tavolette monorigine, spesso con percentuali e origini dettagliate in etichetta, da assaggiare con calma a casa. Il consiglio, valido ancora oggi per l'area produttori dell'edizione in città, è di fare domande: da quale regione arriva il cacao, quale varietà, come è stato fermentato, dove è stata fatta la tavoletta. I produttori artigianali amano raccontare il proprio lavoro, e la differenza di prezzo rispetto a una tavoletta industriale, che nel 2023 lasciava perplessi alcuni visitatori secondo The Chocolate Journalist, diventa più comprensibile quando si conosce la storia che c'è dietro.

Per imparare a degustare una tavoletta monorigine, dall'osservazione del colore all'analisi degli aromi, trovi una guida passo passo nella nostra pagina sul cioccolato.

Tavolette di cioccolato prodotte in Ecuador
Tavolette di cioccolato ecuadoriano: in Eurochocolate World si trovavano tavolette monorigine come queste, con origine e percentuale indicate in etichetta.Foto: David Adam Kess, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2023?

A fine manifestazione, come ogni anno, gli organizzatori hanno diffuso un bilancio, ripreso il 24 ottobre 2023 da Assisi News e da altre testate locali, tra cui PerugiaToday, che titolava il suo servizio video sui "73mila" motivi di un successo. È la fonte principale per i numeri dell'edizione, e va letta per quello che è: un comunicato degli organizzatori, non una rilevazione indipendente.

Visitatori, feriali e spesa media

Il dato principale è quello delle presenze: circa 73.000 visitatori, in linea con il 2022. Dentro questa stabilità, però, il comunicato segnala alcuni movimenti interessanti:

  • gli ingressi nei giorni feriali sono cresciuti del 7%, grazie, secondo gli organizzatori, a tariffe più contenute in quei giorni;
  • la spesa media per visitatore è salita da 19,80 a 21,80 euro;
  • l'afflusso si è concentrato nei due fine settimana, con benefici anche per il turismo di Perugia e Assisi, secondo il presidente Eugenio Guarducci.

Guarducci ha anche indicato due fattori che avrebbero frenato l'affluenza: le temperature elevate del primo weekend, anomale per metà ottobre, e un'allerta meteo negli ultimi due giorni. È curioso notare come il festival al chiuso, nato anche per difendersi dal maltempo, dovesse comunque fare i conti con il meteo: il caldo scoraggia l'acquisto di cioccolato, le allerte scoraggiano gli spostamenti.

Le prevendite e i gruppi

Un quadro più dettagliato dell'avvio arriva da La Nazione, che il 14 ottobre, all'indomani dell'apertura, riportava i dati forniti da Guarducci. Le prevendite online erano cresciute del 42% rispetto all'anno precedente; i biglietti individuali venduti erano 10.624, contro i 7.300 dello stesso momento del 2022; le prenotazioni dei gruppi erano salite del 38%, da 1.333 a 1.821 visitatori. Per l'edizione erano stati assunti quasi 500 giovani.

Il dato sui gruppi è particolarmente interessante per chi, come Club Magellano, organizza viaggi in pullman: la sede in fiera, con parcheggi e percorsi semplici, aveva reso il festival molto accessibile per le comitive, e la crescita delle prenotazioni lo conferma. Il confronto tra le prevendite brillanti e il totale finale stabile suggerisce però che l'aumento degli acquisti anticipati non si sia tradotto in un aumento complessivo delle presenze: una parte del pubblico, probabilmente, ha semplicemente comprato prima.

Gli appuntamenti e il cioccolato distribuito

Sul fronte delle attività, il bilancio parla di circa 200 appuntamenti sui due palchi della Chocolate Experience, con circa 13.000 partecipanti. Ai visitatori sono state distribuite circa 1,2 tonnellate di cioccolato, tra kit d'ingresso, assaggi e degustazioni. Restano confermati i numeri dell'apertura: 153 aziende e circa 5.000 prodotti al Chocolate Show, oltre 25 produttori a Eurochocolate World, 18 cantine a MercaVino, quattro blocchi Icam da 11 quintali per le sculture.

IndicatoreDato 2023Fonte
Visitatoricirca 73.000bilancio finale (Assisi News)
Ingressi feriali+7%bilancio finale
Spesa mediada 19,80 a 21,80 eurobilancio finale
Prevendite online+42%La Nazione, 14 ottobre
Biglietti individuali in prevendita10.624 (contro 7.300)La Nazione
Visitatori in gruppo prenotati1.821 (contro 1.333)La Nazione
Partecipanti agli eventicirca 13.000bilancio finale
Cioccolato distribuitocirca 1,2 tonnellatebilancio finale
Giovani assuntiquasi 500La Nazione

Come leggere i numeri

Settantatremila visitatori in dieci giorni sono tanti per una fiera, ma pochi rispetto ai numeri del festival in città, dove le stime degli organizzatori hanno parlato in passato di centinaia di migliaia di presenze, fino a quasi un milione, e dove per l'edizione 2026 si stimano circa 800.000 visitatori. Il confronto, però, non è omogeneo: in fiera si contano i biglietti venduti, in città si stimano i passaggi in un'area ad accesso libero, con metodi diversi e meno precisi. Forbes Italia, commentando il 2021, aveva osservato che il formato indoor aveva ridotto le presenze a circa un decimo rispetto al 2019, mantenendo però stabile il fatturato grazie al biglietto e a un pubblico più motivato.

Il 2023, insomma, ha confermato che il formato al chiuso aveva trovato un suo equilibrio economico e un pubblico affezionato, ma anche che quel pubblico non cresceva più. Era il segnale che il ciclo indoor aveva esaurito la sua spinta.

Le polemiche e i dubbi

Le cronache dell'edizione 2023 non riportano polemiche di rilievo legate all'evento in sé, a differenza di quanto accadeva spesso negli anni del festival in città, quando il traffico, l'occupazione delle piazze e la convivenza con i residenti alimentavano discussioni ogni ottobre. Le perplessità, semmai, riguardavano il futuro: il calo del contributo pubblico del Comune di Bastia, segnalato da La Nazione, e soprattutto l'incertezza sulla sede del trentennale. Le fonti consultate non riportano, per il 2023, critiche documentate da parte di espositori o visitatori, a parte l'osservazione di The Chocolate Journalist sui prezzi del cioccolato artigianale percepiti come alti dal pubblico italiano.

Il "mistero" sulla sede del 2024

Il titolo di Assisi News sul bilancio è eloquente: "Eurochocolate 2023 si chiude nel segno del successo. Per il 2024 'mistero' sulla location". Nel comunicato di chiusura gli organizzatori annunciavano le date dell'edizione del trentennale, allora previste dal 18 al 27 ottobre 2024, ma non il luogo. La scelta, spiegavano, sarebbe stata fatta dopo un confronto con le istituzioni locali e tenendo conto dei possibili nuovi scenari legati a destinazioni tematiche permanenti nel centro storico di Perugia, cioè, in sostanza, al progetto della Città del Cioccolato.

Il comunicato annunciava anche un'edizione primaverile dal 15 al 24 marzo 2024 e, soprattutto, l'edizione speciale di Avellino, dal 9 al 14 febbraio 2024, a ridosso di San Valentino. Presentava infine l'immagine scelta per il trentennale, firmata dall'art director Riccardo Boasso: una bocca composta di cioccolatini. Chi conosce il seguito della storia riconosce in quell'immagine l'anticipazione del tema del 2024, "Sulla bocca di tutti".

Come sappiamo, i piani sono poi cambiati: l'edizione del trentennale si è svolta nel centro storico di Perugia, ma a novembre, dal 15 al 24 novembre 2024, e non nelle date di ottobre annunciate a fine 2023. Le fonti che abbiamo potuto consultare non indicano con precisione il giorno in cui il ritorno in città e lo spostamento a novembre sono stati ufficializzati; sappiamo che la decisione è maturata nei mesi successivi alla chiusura dell'edizione 2023.

Il Museo del Vino di Torgiano, tra le colline vitate a sud-est di Perugia
Il Museo del Vino di Torgiano, a pochi chilometri da Bastia Umbra: il vino umbro era protagonista nel 2023 con le 18 cantine di MercaVino e le degustazioni di passiti abbinati al cioccolato.Foto: Douglas Hoyt, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Avellino, febbraio 2024: la prima tappa al Sud

Il collegamento con Avellino era nato proprio durante l'edizione 2023. Il 13 ottobre, giorno dell'apertura, il Comune di Avellino diffondeva un comunicato per annunciare la propria partecipazione a Eurochocolate con uno stand dedicato al capoluogo irpino, in cui si presentavano le nocciole, tre vini DOCG e i sapori del territorio a turisti e buyer. Lo stand, secondo il comunicato, era stato visitato anche da Eugenio Guarducci. La vicesindaca con delega al Turismo, Laura Nargi, parlava di un "grande onore" e definiva l'Irpinia una "nut valley" per le nocciole e un terroir ideale per i vini DOCG, a partire dal Fiano di Avellino. E ricordava la partnership che avrebbe portato in città una tappa del festival dal 9 al 14 febbraio 2024, presentando Avellino come l'unico capoluogo del Sud a ospitare l'evento.

È curioso notare che il comunicato del Comune di Avellino colloca l'evento "a Perugia", senza citare Bastia Umbra: un piccolo segno di quanto il nome del festival resti legato al capoluogo umbro anche quando si svolge altrove. L'edizione di Avellino si è poi svolta come annunciato; come riportiamo nella pagina madre sulle edizioni passate, le cronache locali hanno parlato di un bilancio positivo, e un titolo di AvellinoToday ha riferito di oltre 100.000 visitatori.

L'eredità di Eurochocolate 2023: dal ritorno in città all'edizione 2026

Che cosa resta, a qualche anno di distanza, di Eurochocolate 2023? Più di quanto sembri. L'ultima edizione al chiuso ha lasciato in eredità al festival alcune idee che sono sopravvissute al ritorno in città, e ha chiuso un ciclo che ha cambiato il modo in cui organizzatori, istituzioni e pubblico guardano alla manifestazione.

Il ritorno a Perugia e lo spostamento a novembre

La conseguenza più visibile è il ritorno nel centro storico. Dal 15 al 24 novembre 2024, per il trentennale, gli stand sono tornati tra Corso Vannucci, Piazza IV Novembre, Piazza Matteotti e i Giardini Carducci, con il tema "Sulla bocca di tutti". La Nazione, raccontando l'inaugurazione, scriveva che Eurochocolate tornava sull'acropoli "dopo cinque anni di assenza": l'ultima edizione autunnale in città era stata quella del 2019. Sul numero di espositori del Chocolate Show le cronache riportano cifre diverse (circa 170 aziende secondo alcune fonti, 570 lungo Corso Vannucci secondo La Nazione, che probabilmente conta tutti i marchi presenti), mentre l'area dei produttori di cacao, in Piazza Mazzini, ne riuniva 33. Puoi leggere il racconto completo nella pagina di Eurochocolate 2024.

Lo spostamento a novembre si è rivelato una scelta duratura. Secondo un'analisi della Camera di Commercio dell'Umbria con Isnart e Mastercard, riportata da La Nazione, durante la settimana del festival 2024 le transazioni a Perugia erano cresciute del 116% rispetto alla stessa settimana del 2023, quando il festival si era svolto a ottobre e fuori città. E nel febbraio 2025 La Nazione riferiva che, rispetto al novembre 2023, le presenze turistiche di novembre 2024 erano cresciute del 24,1% e gli arrivi del 36,8%. Il confronto con il 2023 è diventato così il metro per misurare il valore del ritorno.

Cosa è sopravvissuto del formato indoor

Alcune idee nate o consolidate a Umbriafiere sono rimaste. La divisione in aree tematiche, con il Chocolate Show come mercato principale e uno spazio dedicato ai produttori dei Paesi del cacao (Eurochocolate World), è stata riportata in città. Le degustazioni guidate su prenotazione, che al chiuso erano la norma, sono rimaste una componente stabile del programma, oggi ospitate negli spazi del Choco Lab e del LAB. L'attenzione alla filiera e ai produttori bean to bar, rafforzata nel 2023, ha trovato nel 2024 la firma della lettera d'intenti per l'Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato, e dal 2025 una casa permanente nella Città del Cioccolato, con la sua fabbrica bean-to-bar.

Anche l'idea di un festival "che si visita" con un percorso, e non solo "che si attraversa", ha lasciato traccia: le esperienze strutturate, a numero chiuso e su prenotazione, sono diventate parte integrante dell'offerta, accanto all'ingresso libero nelle piazze.

Eurochocolate 2023 ed Eurochocolate 2026 a confronto

Il confronto con l'edizione in arrivo aiuta a misurare la distanza percorsa in pochi anni. La trentaduesima edizione si svolgerà dal 13 al 22 novembre 2026 nel centro storico di Perugia, con il tema "Fate Dolci" e, per la prima volta, una Regione Ospite, la Calabria.

Eurochocolate 2023Eurochocolate 2026
Edizione29ª32ª
Date13-22 ottobre13-22 novembre
LuogoUmbriafiere, Bastia Umbra (al chiuso)centro storico di Perugia (all'aperto)
Accessoa pagamento, con kit di prodottilibero nelle vie; a pagamento le esperienze strutturate
Tema"Eurochocolate = molto cioccolato""Fate Dolci"
Ospiteorigine raccontata: Playa de Oro (Ecuador)Regione Ospite: Calabria
Visitatoricirca 73.000 (dato finale)circa 800.000 (stima degli organizzatori)
Spazio permanente collegatoCittà del Cioccolato in progettocollaborazione con la Città del Cioccolato, aperta nel 2025

Colpisce la coincidenza dei giorni: 13-22 ottobre nel 2023, 13-22 novembre nel 2026. Ma le differenze sono profonde. Nel 2023 il visitatore entrava in un padiglione e seguiva un percorso; nel 2026 tornerà a passeggiare tra Giardini Carducci, Largo della Libertà, Piazza Italia, Corso Vannucci, Via Fani, Via Mazzini, Piazza della Repubblica e Piazza Matteotti. Nel 2023 il tema giocava con la scienza; nel 2026 "Fate Dolci" invita alla manualità e alla partecipazione, con laboratori come il Fate Lab per le famiglie e l'esperienza di circa trenta minuti per creare la propria tavoletta nella fabbrica bean-to-bar della Città del Cioccolato. Trovi tutti i dettagli nella pagina dedicata a Eurochocolate 2026, nel programma e nella guida agli eventi.

Eppure un filo lega le due edizioni. Il CabossaLab, la Fabbrica del Cioccolato e i laboratori del Funny Chocolate del 2023 erano già, a modo loro, un invito a "fare" il cioccolato e non solo a mangiarlo. E il percorso tree to bar, che nel 2023 raccontava la strada dalla pianta alla tavoletta, è oggi un'esperienza concreta che si può vivere tutto l'anno nella fabbrica del museo perugino.

Bancarelle di un mercato all'aperto in Piazza del Duomo a Cividale del Friuli
Un mercato all'aperto in una piazza storica, a Cividale del Friuli: è la dimensione di festa tra le vie che Eurochocolate ha lasciato nel 2023 e ritrova nel 2026 a Perugia.Foto: Wolfgang Sauber, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La Calabria Regione Ospite: un ponte ideale con il 2023

C'è un'altra curiosa continuità. Nel 2023 l'installazione più commentata dell'Italia del Cioccolato era il "ponte sullo Stretto" fatto di cioccolato di Modica, che univa idealmente Sicilia e Calabria. Nel 2026 è proprio la Calabria a diventare la prima Regione Ospite della storia del festival, con i suoi prodotti simbolo, come il bergamotto e il peperoncino, che da sempre dialogano con il cioccolato nella pasticceria regionale. Non sappiamo se gli organizzatori abbiano pensato a questo collegamento, e non c'è nessuna fonte che lo affermi: lo segnaliamo come una coincidenza simpatica per chi ama rileggere la storia del festival.

La formula della Regione Ospite, del resto, è l'evoluzione naturale di quella del Paese ospite sperimentata a Umbriafiere: il Messico nel 2022, l'Ecuador di Playa de Oro come origine raccontata nel 2023. Dal racconto dei Paesi lontani del cacao si passa al racconto delle regioni italiane e delle loro tradizioni dolciarie.

Cioccolato di Modica, la specialità siciliana a Indicazione Geografica Protetta
Cioccolato di Modica: nel 2023 servì per il “ponte sullo Stretto” commestibile, e nel 2026 la Calabria, dall'altra parte dello Stretto, è la prima Regione Ospite del festival.Foto: Andrea Critti, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Un'edizione di transizione, non un'edizione minore

Sarebbe facile archiviare il 2023 come l'ultima di tre edizioni "di ripiego". Sarebbe ingiusto. L'edizione ha avuto un tema riuscito, un programma ricco, un forte contenuto culturale sul cacao e un pubblico fedele. Ha permesso al festival di arrivare al trentennale con i conti in ordine e con progetti concreti, dalla Città del Cioccolato all'apertura verso nuove città come Avellino. E ha dimostrato che Eurochocolate sa adattarsi: al chiuso o all'aperto, a ottobre o a novembre, il cuore della manifestazione resta lo stesso, cioè far scoprire il cioccolato divertendo.

Per vedere come il festival si è trasformato nell'arco di pochi anni, ti consigliamo di leggere in sequenza le pagine di Eurochocolate 2021, Eurochocolate 2022, questa sul 2023 e quella su Eurochocolate 2024: quattro edizioni che raccontano una vera e propria traversata, dall'emergenza al ritorno a casa.

Bastia Umbra, Assisi e Perugia: i luoghi di Eurochocolate 2023

Visitare Eurochocolate 2023 significava, per molti, scoprire un'Umbria diversa da quella del festival in città: la pianura tra Perugia e Assisi, con i suoi centri abitati, le basiliche, le colline coltivate a vite e olivo. Oggi che il festival è tornato a Perugia, questi luoghi restano a pochi chilometri e possono arricchire un viaggio per l'edizione 2026.

Bastia Umbra e Umbriafiere

Bastia Umbra è un comune della pianura umbra, sulla riva del fiume Chiascio, a metà strada tra Perugia e Assisi. Il suo quartiere fieristico, Umbriafiere, ospita durante l'anno manifestazioni di ogni genere, dalla grande fiera agricola Agriumbria agli appuntamenti dedicati alla casa, alla caccia e all'agricoltura biologica. Tra il 2021 e il 2023 è diventato, per tre autunni, la casa di Eurochocolate. La posizione, vicina alla superstrada e alla stazione di Assisi, ne faceva una sede facile da raggiungere per i visitatori da tutta Italia.

Assisi e Santa Maria degli Angeli

Il comunicato di chiusura del 2023 citava esplicitamente i benefici per il turismo di Perugia e di Assisi. Non è un caso: da Umbriafiere bastano pochi minuti per raggiungere Santa Maria degli Angeli, con la grande basilica che custodisce la Porziuncola, la piccola chiesa legata alla vita di San Francesco, e poco di più per salire alla città di Assisi, con la Basilica di San Francesco, la Basilica di Santa Chiara, il Tempio di Minerva in Piazza del Comune e la Rocca Maggiore. Per molti visitatori del 2023 la giornata al festival si è trasformata in un viaggio tra cioccolato e spiritualità francescana.

Panorama di Assisi sul fianco del Monte Subasio con la Basilica di San Francesco
Assisi sul fianco del Monte Subasio, a pochi chilometri da Umbriafiere: secondo il bilancio del 2023, l'afflusso dei due weekend del festival ha portato benefici al turismo di Perugia e di Assisi.Foto: Gunnar Bach Pedersen, Public domain, via Wikimedia Commons

Torgiano, Deruta e il vino

A sud di Bastia, sulle colline tra il Tevere e il Chiascio, si trova Torgiano, borgo del vino con il suo museo dedicato alla storia della vite e del vino, e poco più in là Deruta, capitale della maiolica umbra. Sono tappe che si legano bene al ricordo di MercaVino, l'area dei vini umbri dell'edizione 2023, e che oggi possono completare un fine settimana a Perugia durante il festival.

Perugia: i luoghi del cioccolato in città

Anche nel 2023 il cioccolato aveva i suoi presidi a Perugia, con i flagship store di Piazza IV Novembre, Via Oberdan e Piazza della Repubblica. Chi vuole ripercorrere oggi la geografia del festival in città può partire da Piazza IV Novembre, con la Fontana Maggiore, la Cattedrale di San Lorenzo e il Palazzo dei Priori, che ospita la Galleria Nazionale dell'Umbria, la stessa che nel 2023 dedicò al Perugino la mostra del cinquecentenario. Da lì si scende lungo Corso Vannucci fino a Piazza Italia e ai Giardini Carducci, con il panorama sulla valle umbra, e si può visitare l'ex Mercato Coperto, oggi sede della Città del Cioccolato.

Per chi arriva da fuori, il centro storico si raggiunge comodamente con il minimetrò o con le scale mobili che attraversano la Rocca Paolina. Tutti i consigli per organizzare la visita, dai monumenti ai sapori della cucina umbra, sono nella nostra pagina su Perugia; se vuoi fermarti per la notte, trovi suggerimenti nella pagina sugli hotel per Eurochocolate.

Un assortimento di dolcezze al cioccolato
Un assortimento di specialità al cioccolato: anche nel 2023, con il festival a Bastia Umbra, il cioccolato aveva i suoi presidi in centro a Perugia, nei flagship store.Foto: Sandra2604, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Vivere oggi il festival che è tornato in città

Se il racconto dell'edizione 2023 ti ha fatto venire voglia di vivere Eurochocolate dal vivo, l'occasione è l'edizione 2026, dal 13 al 22 novembre nel centro storico di Perugia. Club Magellano, tour operator che organizza viaggi in pullman per il festival, propone viaggi in giornata e fine settimana con partenze da numerose città italiane; trovi le formule disponibili nella pagina delle offerte e puoi conoscere meglio chi siamo nella pagina Club Magellano. Ricordiamo che non siamo gli organizzatori della manifestazione, curata da Eurochocolate: il programma ufficiale si consulta sul sito del festival.

Dal ricordo del 2023 all'edizione 2026

Eurochocolate è tornato nelle piazze di Perugia: raggiungi l'edizione 2026 "Fate Dolci" con un viaggio in pullman organizzato, in giornata o nel weekend, senza pensieri per il parcheggio.

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La pianura umbra tra Assisi e Perugia, dove si trova Bastia Umbra
La pianura tra Assisi e Perugia, dove sorge Bastia Umbra: nel 2023 le prenotazioni dei gruppi per raggiungere il festival a Umbriafiere sono cresciute del 38%.Foto: Timothy A. Gonsalves, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Domande frequenti

Quando si è svolto Eurochocolate 2023?

La 29ª edizione di Eurochocolate si è svolta dal 13 al 22 ottobre 2023, per dieci giorni consecutivi, negli spazi fieristici di Umbriafiere a Bastia Umbra, a pochi chilometri da Perugia.

Qual era il tema di Eurochocolate 2023?

Il claim era "Eurochocolate = molto cioccolato", una rilettura giocosa della formula di Einstein E=mc², in cui la E diventa Eurochocolate, la m "molto" e la c² il cioccolato. Albert Einstein è stato il filo conduttore di giochi, laboratori e di uno spettacolo in formato escape room.

Dove si è svolto Eurochocolate 2023?

Non nel centro storico di Perugia, ma al chiuso, nei padiglioni 7, 8 e 9 di Umbriafiere a Bastia Umbra, su oltre 14.000 metri quadrati. È stata la terza e ultima edizione nel centro fieristico: dal 2024 il festival è tornato nelle piazze di Perugia.

Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2023?

Secondo il bilancio diffuso dagli organizzatori a fine manifestazione, circa 73.000 visitatori, in linea con il 2022, con un aumento del 7% degli ingressi nei giorni feriali e una spesa media per visitatore salita da 19,80 a 21,80 euro.

Chi erano gli ospiti di Eurochocolate 2023?

Sul palco dei cooking show si sono alternati, tra gli altri, il maestro pasticcere Ernst Knam con la moglie Alessandra Mion (Frau Knam), i vincitori di MasterChef Italia Francesco Aquila ed Edoardo Franco, lo chef e pasticcere Luca Montersino e sei maestri dell'associazione APEI.

Cos'era la Chocolate Experience di Eurochocolate 2023?

Era il padiglione 7: un percorso tree to bar dedicato al cacao di Playa de Oro, in Ecuador, con cerimonie del cacao, il CabossaLab, una fabbrica del cioccolato funzionante, le sculture di cioccolato e due palchi con circa 200 appuntamenti, seguiti da circa 13.000 partecipanti.

Si facevano le sculture di cioccolato a Eurochocolate 2023?

Sì. Nei due fine settimana quattro blocchi di cioccolato Icam da 11 quintali ciascuno sono stati scolpiti dal vivo nel padiglione della Chocolate Experience e poi lasciati in esposizione.

L'ingresso a Eurochocolate 2023 era a pagamento?

Sì, come in tutte le edizioni a Umbriafiere. Il biglietto intero includeva un kit di prodotti, con un cubo di cioccolato da 200 grammi, e le tariffe erano diverse tra giorni feriali e fine settimana; i bambini fino a 10 anni entravano gratis.

Quali Paesi produttori di cacao erano presenti a Eurochocolate 2023?

Nell'area Eurochocolate World erano presenti produttori di oltre venti Paesi, tra cui Ecuador, Perù, Venezuela, Colombia, Brasile, Repubblica Dominicana, Madagascar, Ghana, Costa d'Avorio, Togo, Uganda, Filippine, Thailandia, Indonesia e le Hawaii. Le fonti indicano numeri diversi di produttori, da oltre 25 a circa 30.

Che cosa è successo dopo Eurochocolate 2023?

A febbraio 2024 Eurochocolate ha fatto tappa ad Avellino. In autunno, per il trentennale, il festival è tornato nel centro storico di Perugia, spostandosi a novembre (15-24 novembre 2024) con il tema "Sulla bocca di tutti".

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