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Eurochocolate 2022: Felici in un secondo

La 28ª edizione a Bastia Umbra, tra il Messico di Tabasco, i Saltimbocca e la doppia edizione di primavera

Aggiornato il

Eurochocolate 2022 è stata la ventottesima edizione del Festival Internazionale del Cioccolato di Perugia e la seconda ospitata al chiuso, nei padiglioni di Umbriafiere a Bastia Umbra, dal 14 al 23 ottobre 2022. Dieci giorni, oltre 14.000 metri quadrati, tre padiglioni tematici, un claim leggero e giocoso, "Felici in un secondo", e un ospite d'onore che più adatto non si poteva immaginare per un festival del cacao: il Messico, rappresentato dallo Stato di Tabasco, una delle terre in cui la storia del cioccolato è cominciata migliaia di anni fa.

Fu anche l'anno del raddoppio. In primavera, a ridosso della Pasqua, Eurochocolate era tornata per qualche giorno nel centro storico di Perugia con l'edizione speciale "A passo d'uovo", la prima presenza in città dopo due anni di assenza. In autunno, invece, gli organizzatori confermarono la formula nata nel 2021 per rispondere alla pandemia: ingresso con biglietto, percorso ordinato, un kit di prodotti in omaggio e un'attenzione crescente per la filiera del cacao, raccontata con il percorso Tree to Bar e con una piccola fabbrica del cioccolato funzionante.

In questa pagina ricostruiamo l'edizione 2022 di Eurochocolate attraverso le cronache dell'epoca: il significato del tema, il ruolo del Messico, che cosa si trovava in ciascun padiglione, quanto costava entrare, chi c'era sui palchi, che cosa raccontarono i giornali e che cosa ha lasciato questa edizione al festival che conosciamo oggi. È una delle schede che dedichiamo alle edizioni passate di Eurochocolate, scritta da chi da anni accompagna i viaggiatori a Perugia, ma non è il sito ufficiale della manifestazione: per i comunicati e i dati ufficiali la fonte resta l'organizzazione del festival.

Albero di cacao con cabosse che crescono direttamente sul tronco
Foto: Vinayaraj, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

In questa guida

Eurochocolate 2022 in sintesi

Per capire che cosa è stata l'edizione 2022 bisogna partire dal suo contesto immediato. Nel 2020 Eurochocolate era stata annullata a pochi giorni dall'apertura, per la prima volta nella sua storia. Nel 2021 era rinata in una forma completamente nuova, la Eurochocolate Indoor, trasferita dal centro storico di Perugia al polo fieristico di Bastia Umbra per poter controllare gli accessi secondo i protocolli sanitari. Quella prima edizione al chiuso, con il claim "Ne abbiamo piene le scatole", era stata giudicata dagli organizzatori una scommessa vinta. Il 2022 doveva dire se si trattava di una parentesi o di un modello.

La risposta arrivò già a fine dicembre 2021, quando l'organizzazione confermò Umbriafiere come sede dell'edizione autunnale 2022, dal 14 al 23 ottobre, annunciando contestualmente il ritorno a Perugia in primavera. Per questo chi cerca "Eurochocolate Perugia 2022" deve tenere presenti due luoghi diversi: il centro storico della città in primavera, Bastia Umbra in autunno. Il format indoor, dunque, non era più soltanto una soluzione d'emergenza: diventava una scelta, con i suoi vantaggi e i suoi limiti, che il festival avrebbe mantenuto anche nel 2023 prima di tornare in città per il trentennale del 2024.

I dati essenziali dell'edizione

VoceEurochocolate 2022
Edizione28ª
Date14-23 ottobre 2022 (dieci giorni)
LuogoUmbriafiere, Piazza Moncada, Bastia Umbra (PG)
Superficieoltre 14.000 m² in tre padiglioni (7, 8 e 9)
Claim"Felici in un secondo"
Paese ospite d'onoreMessico, con lo Stato di Tabasco
Prodotti in venditaoltre 6.000, secondo le guide dell'epoca
Espositoricirca 100 secondo una guida, 125 aziende secondo la presentazione ripresa da Tuttoggi
Paesi produttori di cacaoundici, nello spazio Eurochocolate World
Visitatoricirca 73.000 (dato desunto dal bilancio 2023, "stabile" rispetto al 2022)
Edizione speciale"A passo d'uovo", Perugia, primavera 2022

Due numeri della tabella meritano una precisazione subito. Il primo riguarda gli espositori: una guida pubblicata prima dell'evento parlava di "circa 100" tra artigiani e grandi aziende, mentre la presentazione ufficiale riportata da Tuttoggi e da PerugiaToday indicava 125 aziende espositrici nel solo Chocolate Show. La differenza dipende probabilmente dal momento in cui le cifre sono state diffuse e da che cosa si conta, ma è giusto segnalarla. Il secondo riguarda i visitatori: non siamo riusciti a consultare un comunicato di bilancio della sola edizione 2022 con cifre dettagliate; il dato di circa 73.000 presenze si ricava dal bilancio dell'edizione 2023, che definiva i propri 73.000 ingressi "stabili" rispetto all'anno precedente.

Chi c'era alla presentazione

L'edizione fu presentata in conferenza stampa nella sede della ISA Spa di Bastia Umbra, un'azienda del territorio, alla presenza di un parterre istituzionale che dice molto del peso economico attribuito al festival. Accanto al presidente di Eurochocolate Eugenio Guarducci c'erano la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, la presidente della Provincia di Perugia Stefania Proietti, l'assessore allo Sviluppo economico e al Turismo del Comune di Perugia Gabriele Giottoli e l'assessora al Commercio del Comune di Bastia Umbra Valeria Morettini. I partner istituzionali erano Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Bastia Umbra e Sviluppumbria; i patrocini quelli di Regione, Provincia, Comune di Perugia, Comune di Bastia Umbra e Camera di Commercio di Perugia. Una guida dell'epoca segnala anche il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico, del Ministero delle Politiche agricole e dell'International Cocoa Organization (ICCO), l'organizzazione intergovernativa che riunisce i Paesi produttori e consumatori di cacao.

All'inaugurazione, oltre a Guarducci e alla sindaca di Bastia Umbra Paola Lungarotti, presero la parola l'ambasciatore del Messico in Italia Carlos García de Alba e il segretario al Turismo dello Stato di Tabasco José Antonio Nieves Rodríguez, a sottolineare che la presenza messicana non era una semplice scenografia ma una partecipazione istituzionale.

Il polo fieristico Umbriafiere a Bastia Umbra in una foto del novembre 2018
Umbriafiere a Bastia Umbra in una foto del novembre 2018, non scattata durante il festival: è qui che si svolse Eurochocolate 2022, con il Messico ospite d'onore.Foto: Daniele Costantini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Un festival diverso da quello in città

Chi aveva conosciuto Eurochocolate nelle piazze di Perugia, nel 2022 trovava un'esperienza molto diversa. Niente passeggiata gratuita lungo Corso Vannucci tra centinaia di stand, niente folla compatta in Piazza IV Novembre: al suo posto un ingresso a pagamento, un percorso in tre tappe, aree tematiche ben segnalate, appuntamenti su prenotazione e un ambiente riparato dalla pioggia di ottobre. Il festival guadagnava in ordine e in contenuti didattici quello che perdeva in atmosfera e in spontaneità. Ne parliamo più a fondo nella sezione sul bilancio, perché il dibattito su questo cambiamento ha accompagnato tutti gli anni di Umbriafiere.

Allo stesso tempo, il 2022 mostrò un festival che cercava di non spezzare il legame con la città. Oltre all'edizione pasquale, durante i giorni di ottobre Eurochocolate mantenne una presenza nel centro di Perugia con alcuni punti vendita e spazi dimostrativi, e portò parte della festa anche nelle vie di Bastia Umbra con un programma di eventi collaterali. Vedremo nel dettaglio queste iniziative più avanti.

Qual era il tema di Eurochocolate 2022?

Ogni edizione di Eurochocolate ha un claim, una frase breve e quasi sempre giocata su un doppio senso, che dà il tono alla comunicazione, alle grafiche e spesso anche alle installazioni. Il tema di Eurochocolate 2022 fu "Felici in un secondo", e per capirlo bisogna partire da un piccolo cioccolatino.

Il Saltimbocca alla Perugina

Nel 2022 Perugina presentò al festival un prodotto nuovo, il Saltimbocca alla Perugina, un piccolo cioccolatino disegnato dal designer milanese Matteo Ragni. La sua particolarità, come spiegavano le cronache della presentazione, è che si "gioca": appoggiandolo su un piano e premendolo rapidamente con l'indice, il cioccolatino salta, e l'idea è farlo arrivare direttamente in bocca. Il nome, naturalmente, richiama il saltimbocca alla romana, il celebre secondo piatto di vitello, prosciutto e salvia.

Il Saltimbocca era già stato scelto come protagonista della campagna di comunicazione dell'edizione nel comunicato di fine dicembre 2021 con cui l'organizzazione confermava le date. Nell'ottobre 2022 diventò il centro di tutto: un grande cono con 13 Saltimbocca era incluso nel kit dei biglietti interi, una riproduzione gigante della confezione accoglieva i visitatori all'ingresso del padiglione 8, e nel padiglione 9 c'era un'area dedicata al cioccolatino.

Il doppio senso del claim

Il gioco di parole di "Felici in un secondo" funziona su almeno due livelli. Il primo è il più immediato: la felicità istantanea, quella che dura il tempo di un gesto, di un cioccolatino che salta e finisce in bocca. È un messaggio in linea con la tradizione del festival, che da sempre lega il cioccolato al buonumore e al piacere senza troppi pensieri. Il secondo livello, che la stampa locale ha colto sottolineando il richiamo al "noto secondo piatto", gioca sul secondo inteso come portata: il saltimbocca è un secondo, e dunque si è "felici in un secondo" anche nel senso gastronomico, come se il cioccolatino fosse il piatto forte del pranzo.

C'è poi una sfumatura che il contesto dell'anno rende evidente. Dopo due anni di pandemia, con un'edizione cancellata e una ripensata da cima a fondo, promettere una felicità "in un secondo" era anche un modo per alleggerire il clima. Il claim del 2021, "Ne abbiamo piene le scatole", parlava apertamente della stanchezza collettiva; quello del 2022 guardava avanti e proponeva un piccolo piacere immediato. Non abbiamo trovato dichiarazioni degli organizzatori che spieghino esplicitamente il claim in questi termini: è una lettura che proponiamo, coerente con il tono della comunicazione di quell'anno.

La sfida social del Saltimbocca

Il claim si tradusse anche in una vera e propria challenge. Chi riusciva a far saltare il Saltimbocca in bocca poteva pubblicare il video della prova sui propri profili social: in palio, secondo le cronache, c'era un ingresso omaggio da abbinare a un biglietto già acquistato. È un esempio interessante di come Eurochocolate abbia sempre usato la comunicazione: non solo un messaggio da leggere, ma un gesto da compiere, possibilmente da condividere. Negli anni dei grandi festival in città erano le sculture, gli ombrelli di cioccolato, le cioccolaterie temporanee a diventare sfondi per foto; nel 2022 il "contenuto" condivisibile era un cioccolatino lanciato con un dito.

Semi di cacao fotografati da vicino
Semi di cacao, la materia prima di ogni cioccolatino: dal Bacio Perugina, che nel 2022 compiva cento anni, al Saltimbocca che proprio quell'anno debuttava al festival.Foto: Maša Sinreih, Valentina Vivod, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Cento anni di Baci

Il 2022 era un anno speciale per il cioccolato perugino per un'altra ragione. La presentazione dell'edizione ricordava che Perugina celebrava i cento anni dei Baci, il cioccolatino nato a Perugia nel 1922. La storia è nota ma vale la pena richiamarla, perché lega il festival alla città più di qualunque claim. Il Bacio nacque da un'idea di Luisa Spagnoli, imprenditrice e anima della Perugina dei primi decenni, che pensò di recuperare i frammenti di nocciola avanzati dalla lavorazione mescolandoli con il cioccolato, completando la pralina con una nocciola intera sulla sommità e una copertura di fondente. La forma irregolare ricordava un pugno chiuso, e il nome originario, secondo la tradizione aziendale, era appunto "cazzotto"; fu Giovanni Buitoni a suggerire un nome più invitante, Bacio.

Negli anni successivi la confezione diventò un'icona grazie a Federico Seneca, direttore artistico della Perugina, che introdusse i cartigli con le frasi d'amore e disegnò la celebre scatola blu con la coppia di innamorati, ispirata al dipinto Il bacio di Francesco Hayez. Il cartiglio è, a suo modo, un antenato dei claim di Eurochocolate: una frase breve, da leggere in un attimo, che accompagna il cioccolato e lo trasforma in un piccolo rito.

Il fatto che nello stesso anno Perugina celebrasse il centenario di un classico e lanciasse al festival un prodotto nuovo, pensato per il gioco e per i social, dice molto del momento. Il cioccolato industriale italiano cercava un pubblico giovane senza rinunciare alla propria storia, ed Eurochocolate era la vetrina naturale per farlo.

Cesto di cacao in vendita in un mercato artigianale di Città del Messico
Cacao in un mercato artigianale di Città del Messico: dal Messico, ospite d'onore del 2022, il cacao arrivò in Europa secoli prima che Perugina ne facesse un'industria.Foto: Jorge A. Ramos Ruiz, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il claim nella storia dei temi di Eurochocolate

Chi cerca oggi il tema di Eurochocolate 2022 trova spesso citato solo il Messico, perché il Paese ospite ha avuto più spazio nelle cronache e negli allestimenti. In realtà l'edizione si reggeva su due elementi distinti: il claim, legato al Saltimbocca e alla comunicazione, e l'ospite d'onore, legato ai contenuti della Chocolate Experience. Messo in fila con gli altri temi del festival, "Felici in un secondo" appartiene alla famiglia dei claim più leggeri e diretti. Negli anni in città Eurochocolate aveva spesso giocato con slogan provocatori o con hashtag pensati per i social; negli anni di Umbriafiere i claim sono diventati più autoironici e più legati a un prodotto o a un'idea precisa. Il 2021 aveva puntato sulle scatole di latta e sul gioco di parole "Ne abbiamo piene le scatole"; il 2023, come raccontiamo nella pagina dedicata a Eurochocolate 2023, avrebbe giocato con la formula di Einstein trasformandola in "Eurochocolate = molto cioccolato". In mezzo, il 2022 ha scelto un cioccolatino e un gesto. È forse il claim più "piccolo" della serie, ma anche uno dei più coerenti con l'esperienza concreta del visitatore, che il Saltimbocca se lo trovava davvero in mano appena varcato l'ingresso.

L'anno del raddoppio: "A passo d'uovo" a Perugia

Prima ancora dell'autunno, il 2022 di Eurochocolate cominciò in primavera e cominciò a Perugia. Già nel maggio 2021, annunciando il trasferimento a Umbriafiere, gli organizzatori avevano presentato il 2021 come un anno di transizione e promesso per il 2022 una doppia edizione: un appuntamento pasquale nel centro storico e il tradizionale festival di ottobre. La prima metà della promessa fu mantenuta, e non a caso una delle presentazioni dell'evento pasquale si apriva proprio con le parole "promessa mantenuta".

Il nome e l'idea

Il titolo dell'edizione speciale era "A passo d'uovo", uno dei giochi di parole più riusciti della storia del festival. Il modo di dire "a passo d'uomo" indica un'andatura lenta, prudente, quella che si tiene in mezzo alla folla o, appunto, quando si rientra in un luogo dopo molto tempo. Sostituendo "uomo" con "uovo", il claim teneva insieme il tema pasquale, con l'uovo di cioccolato come protagonista, e il senso di un ritorno graduale in città, un passo alla volta, dopo due anni in cui Eurochocolate a Perugia non si era vista. Era anche un messaggio implicito ai perugini: il festival non aveva abbandonato il centro storico, stava tornando, ma con calma.

Le date: tre versioni diverse

Sulle date di "A passo d'uovo" le fonti non concordano, e la ragione è probabilmente il continuo aggiustamento del calendario in una fase ancora incerta della pandemia. Possiamo ricostruire tre versioni successive:

  • nel maggio 2021, l'agenzia Italpress riportava l'annuncio di un'edizione pasquale dal 7 al 10 aprile 2022;
  • nel dicembre 2021, il comunicato con cui si confermava Umbriafiere per l'autunno, ripreso dall'agenzia Efa News, indicava per la primavera le date dal 24 al 27 marzo 2022;
  • nelle cronache pubblicate a marzo 2022, l'evento risulta in programma per dieci giorni, dal 25 marzo al 3 aprile 2022.

La terza versione è quella riportata anche nella nostra pagina sulle edizioni passate ed è con ogni probabilità il calendario definitivo, perché è la più vicina all'evento. Va notato che, con la Pasqua 2022 caduta il 17 aprile, l'evento si svolse con un certo anticipo rispetto alla festa: più un'anteprima pasquale che una manifestazione nei giorni di Pasqua.

Dove e come si svolse

Secondo le cronache di marzo 2022, il cuore di "A passo d'uovo" erano i Giardini del Frontone, il giardino settecentesco del Borgo XX Giugno, poco oltre la Porta San Pietro, lungo la strada che conduce alla basilica di San Pietro. Non era dunque la classica geografia di Eurochocolate, tutta concentrata tra Piazza Italia, Corso Vannucci e Piazza IV Novembre, ma un luogo più raccolto, recintabile, adatto a un evento a numero controllato.

Anche la formula d'ingresso anticipava quella dell'autunno: biglietto intero a 8 euro nei giorni feriali e 10 euro nel fine settimana, ridotto per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni a 4 e 5 euro, più i diritti di prevendita, e ingresso gratuito fino ai 10 anni. Sono le stesse cifre che ritroveremo a Umbriafiere.

L'idea più interessante, però, era quella che portava i visitatori fuori dai giardini. L'evento proponeva una caccia al tesoro con cinque itinerari, uno per ciascuno dei cinque rioni storici di Perugia: Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta Santa Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro, le cinque porzioni in cui la città è divisa fin dal Medioevo e che prendono il nome dalle antiche porte etrusche e medievali. Chi completava il percorso riceveva un uovo di cioccolato chiamato Eggolo; chi visitava i musei cittadini presentando il biglietto di Eurochocolate poteva ottenere una versione più grande, l'Eggolo Maxi. Era un modo per usare il cioccolato come pretesto per far scoprire la città, una funzione che il festival ha sempre rivendicato.

Uova di cioccolato e un coniglietto di cioccolato
Uova e coniglietto di cioccolato: nella primavera del 2022 chi completava la caccia al tesoro di “A passo d'uovo” nei rioni di Perugia riceveva un uovo di cioccolato, l'Eggolo.Foto: AlphaLemur, CC0, via Wikimedia Commons

Che cosa sappiamo, e che cosa no

Le fonti disponibili su "A passo d'uovo" sono poche e quasi tutte precedenti all'evento: annunci, guide, presentazioni. Non abbiamo trovato un bilancio con il numero di visitatori né cronache dettagliate dei giorni della manifestazione, e per questo non ci spingiamo oltre. Quello che si può dire con sicurezza è che l'edizione pasquale ha rappresentato il primo vero ritorno di Eurochocolate con un evento nel centro storico di Perugia dopo l'ottobre 2019, in un formato ridotto e controllato, e che ha anticipato alcune soluzioni, come il biglietto con prezzi differenziati tra feriali e weekend, poi applicate anche a Umbriafiere.

Col senno di poi, "A passo d'uovo" fu anche un piccolo esperimento di destagionalizzazione. Il festival aveva sempre vissuto di un'unica, enorme concentrazione di visitatori nella seconda metà di ottobre. Portare il marchio in un altro periodo dell'anno, legandolo a una festa diversa, era un'idea che sarebbe tornata negli anni successivi, per esempio con l'edizione di San Valentino ad Avellino del febbraio 2024.

Il contesto: Italia, Perugia e cacao nel 2022

Ogni edizione di Eurochocolate racconta anche il proprio tempo, e quella del 2022 si svolse in un anno particolarmente denso di avvenimenti. Vale la pena ricordarli, perché aiutano a capire alcune scelte del festival e il clima in cui si mossero i visitatori.

Un'Italia tra uscita dalla pandemia e crisi energetica

Il 2022 fu l'anno in cui l'Italia uscì gradualmente dalle regole d'emergenza della pandemia. Lo stato di emergenza nazionale terminò il 31 marzo 2022 e nei mesi successivi caddero quasi tutte le restrizioni legate al green pass per la vita quotidiana. È uno dei motivi per cui l'edizione pasquale poté tornare in città e quella autunnale si svolse in un clima molto più disteso rispetto al 2021, quando i protocolli sanitari erano stati la ragione stessa del trasferimento a Umbriafiere.

Nello stesso tempo, però, il 2022 fu l'anno dell'invasione russa dell'Ucraina, cominciata il 24 febbraio, e delle sue conseguenze sui prezzi dell'energia. L'inflazione in Italia salì rapidamente: secondo l'ISTAT la media annua dei prezzi al consumo nel 2022 crebbe dell'8,1%, e proprio in ottobre, il mese del festival, l'inflazione tendenziale superò l'11%. Per un'industria come quella del cioccolato, che consuma molta energia nelle fasi di tostatura, concaggio e temperaggio e che usa zucchero, latte e imballaggi, i costi crescenti erano un tema concreto. Le cronache del festival non registrano polemiche esplicite sui prezzi, ma il contesto spiega perché la formula con biglietto e kit di prodotti venisse presentata anche come un modo per offrire valore certo al visitatore.

C'era poi la politica. Le elezioni politiche si erano tenute il 25 settembre 2022, e il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni giurò il 22 ottobre, il penultimo giorno del festival. Non c'è un legame diretto con Eurochocolate, naturalmente, ma è un dettaglio che aiuta a collocare nel tempo questa edizione: un autunno di transizione, in cui il Paese cercava di lasciarsi alle spalle l'emergenza sanitaria mentre ne affrontava una economica.

Perugia e Bastia Umbra nel 2022

Per Perugia, il 2022 fu l'anno del ritorno di Eurochocolate solo a metà. La città, governata dal sindaco Andrea Romizi, aveva ritrovato il festival in primavera con "A passo d'uovo", ma in autunno doveva condividerlo con Bastia Umbra. Il Comune di Perugia era comunque tra i partner istituzionali dell'edizione indoor e partecipava con il progetto Around Perugia, di cui parleremo, mentre alcuni punti vendita e spazi del festival restavano nel centro storico.

Per Bastia Umbra, invece, si trattava della seconda volta da protagonista. La cittadina, che sorge nella pianura attraversata dal fiume Chiascio, ospita da decenni il polo fieristico di Umbriafiere, noto per le grandi fiere agricole e campionarie. La sindaca Paola Lungarotti, che nel 2021 aveva parlato di un format "nuovo di zecca", partecipò anche nel 2022 all'inaugurazione, e il Comune di Bastia sostenne il programma di eventi collaterali Extrachocolate, pensato per portare la festa anche fuori dai padiglioni.

Il cacao nel 2022: prezzi ancora tranquilli, filiera sotto i riflettori

Chi segue oggi il mercato del cacao ricorda soprattutto l'impennata dei prezzi del 2023 e del 2024, quando le quotazioni internazionali hanno toccato livelli mai visti, superando i 10.000 dollari a tonnellata, a causa di raccolti scarsi in Costa d'Avorio e Ghana, malattie delle piante ed eventi climatici estremi. Nel 2022 quella tempesta non era ancora arrivata. Le quotazioni del cacao sui mercati internazionali si mantenevano su livelli paragonabili a quelli degli anni precedenti, nell'ordine dei 2.000-2.700 dollari a tonnellata. Il problema dei produttori di cioccolato, quell'anno, erano piuttosto l'energia, lo zucchero e la logistica.

Il 2022 fu però un anno importante per un altro aspetto della filiera: la sostenibilità. Nel dicembre 2022 le istituzioni europee raggiunsero l'accordo politico sul regolamento contro la deforestazione importata, poi adottato nel 2023, che include il cacao tra le materie prime per cui le aziende devono dimostrare di non contribuire all'abbattimento delle foreste. Da anni, del resto, il dibattito sul reddito dei coltivatori in Africa occidentale, sul lavoro minorile e sulla tracciabilità delle fave era entrato nella comunicazione dei grandi marchi e nei festival. Non è un caso che nel 2022 Eurochocolate abbia dato tanto spazio al percorso Tree to Bar, al racconto della pianta, della fermentazione e dell'essiccazione, e ai produttori dei Paesi d'origine.

Fave di cacao essiccate pronte per la tostatura in Tabasco, Messico
Fave di cacao essiccate pronte per la tostatura in Tabasco, lo Stato messicano ospite del 2022: quell'anno il loro prezzo era ancora stabile, prima dell'impennata del biennio successivo.Foto: AlejandroLinaresGarcia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La stagione del "bean to bar"

Un'altra tendenza di quegli anni era la crescita del cioccolato bean to bar ("dalla fava alla tavoletta"), cioè prodotto da piccoli laboratori che acquistano direttamente le fave, spesso da singole piantagioni o cooperative, e ne curano tutte le fasi di lavorazione. In questa logica rientrano anche i produttori tree to bar, che coltivano il cacao e lo trasformano nello stesso Paese d'origine. Eurochocolate intercettò questa tendenza con lo spazio Eurochocolate World, dedicato ai produttori dei Paesi del cacao, e con il percorso Tree to Bar affidato al Messico.

Un reportage della testata specializzata The Chocolate Journalist, dedicato proprio all'edizione 2022, offre uno sguardo interessante su questo incontro tra il grande pubblico del festival e il cioccolato artigianale d'origine. Secondo l'articolo, molti visitatori rimanevano sorpresi dai sapori, diversi da quelli del cioccolato industriale a cui erano abituati, e seguivano con attenzione le presentazioni tecniche; molti però esitavano davanti ai prezzi più alti delle tavolette di piccola produzione. È una tensione che accompagna ancora oggi il cioccolato di qualità: la curiosità c'è, la disponibilità a pagare di più si costruisce lentamente.

Perché il Messico era ospite d'onore di Eurochocolate 2022?

Se il claim era leggero, l'ospite d'onore portava con sé millenni di storia. Nel 2022 Eurochocolate scelse come Paese ospite d'onore il Messico, rappresentato dallo Stato di Tabasco, e gli affidò il cuore didattico del festival: il percorso Tree to Bar nel padiglione 7, la Chocolate Experience. Già nel settembre 2022, in un'intervista a Forbes Italia, Eugenio Guarducci aveva anticipato la scelta ricordando che Tabasco è la regione in cui si ritiene sia nata la cultura del cacao.

Tabasco, terra di cacao

Lo Stato di Tabasco si trova nel sud-est del Messico, affacciato sul Golfo del Messico, con capitale Villahermosa. È una terra pianeggiante, calda e piovosa, attraversata da grandi fiumi come il Grijalva e l'Usumacinta, con un clima ideale per la pianta del cacao. La zona della Chontalpa, nella parte occidentale dello Stato, è da secoli una delle aree cacaofere più importanti del Paese, e Tabasco è tradizionalmente indicato, insieme al vicino Chiapas, come il principale produttore messicano di cacao.

Il legame tra Tabasco e il cacao, però, non è solo agricolo. Nel territorio dello Stato si trova La Venta, uno dei grandi centri della civiltà olmeca, la più antica cultura complessa della Mesoamerica, fiorita tra il secondo e il primo millennio avanti Cristo. Le colossali teste di pietra scolpite dagli Olmechi, oggi esposte in parte nel parco-museo La Venta di Villahermosa, sono il simbolo di quella civiltà. Ed è proprio agli Olmechi che molti studiosi attribuiscono i primi usi documentati del cacao in Mesoamerica: tracce chimiche di cacao sono state trovate in recipienti molto antichi della costa del Golfo e del Pacifico, e la stessa parola kakawa sarebbe, secondo una delle ipotesi linguistiche più accreditate, di origine mixe-zoque, la famiglia di lingue a cui si ritiene appartenesse l'olmeco.

Sempre in Tabasco si trova Comalcalco, un sito maya particolare perché costruito in mattoni cotti anziché in pietra, al centro di una delle zone di produzione di cacao più antiche. E in Tabasco, nel 1519, sbarcò Hernán Cortés prima di dirigersi verso il cuore dell'impero azteco: un episodio che lega questa regione anche all'inizio della storia europea del cioccolato. È in questo senso che la scelta di Tabasco aveva un valore simbolico forte: era come invitare a Perugia una delle "case madri" del cacao.

Che cosa portò il Messico a Umbriafiere

Le cronache della presentazione descrivono un allestimento ricco di riferimenti alla storia precolombiana. All'ingresso del padiglione 7 i visitatori trovavano la riproduzione del tempio di Chichén Itzá, la grande piramide maya a gradoni; lungo il percorso comparivano una testa olmeca e una statua di Montezuma, l'imperatore azteco che le cronache spagnole descrivono come grande consumatore di bevande al cacao. C'erano la ricostruzione di una piantagione di cacao e una Cerimonia del Cacao, il rito di origine mesoamericana in cui la bevanda viene preparata e condivisa con un valore simbolico e spirituale.

Una precisazione è utile per chi conosce il Messico: Chichén Itzá non si trova in Tabasco ma nello Yucatán, a diverse centinaia di chilometri. La sua presenza nell'allestimento va letta come un simbolo del Messico e del mondo maya nel suo complesso, non come un riferimento geografico allo Stato ospite. Lo stesso vale per Montezuma, sovrano di Tenochtitlan, nel Messico centrale. Il percorso, in altre parole, metteva insieme le tre grandi civiltà legate al cacao, Olmechi, Maya e Aztechi, e la stampa locale ricordava proprio questo intreccio parlando del cacao come "cibo degli dèi".

Illustrazione del Codice Tudela con una donna azteca che versa il cioccolato da un recipiente all'altro per creare la schiuma
Nel Codice Tudela, manoscritto messicano del Cinquecento, una donna versa la bevanda al cacao da un recipiente all'altro per farla schiumare: è la tradizione che il Messico, ospite d'onore nel 2022, portò a Umbriafiere.Foto: Anonimo (Codex Tudela), Public domain, via Wikimedia Commons

Il "cibo degli dèi" e il nome scientifico del cacao

L'espressione "cibo degli dèi" non è soltanto una formula poetica. Quando nel Settecento Linneo classificò la pianta, la chiamò Theobroma cacao, dal greco theós (dio) e brôma (cibo): un nome che riprende il valore sacro che il cacao aveva presso i popoli mesoamericani. Per i Maya e gli Aztechi le fave erano un bene prezioso, usato come offerta, come bevanda rituale e, presso gli Aztechi, anche come moneta di scambio. La bevanda non aveva nulla a che vedere con la cioccolata calda che conosciamo: era amara, spesso aromatizzata con peperoncino, vaniglia o fiori, talvolta addensata con il mais e servita fredda, con una schiuma ottenuta versandola da un recipiente all'altro.

Fu solo dopo la conquista spagnola che il cacao arrivò in Europa, dove venne addolcito con lo zucchero e diventò, nel corso del Seicento, una moda delle corti. L'Italia ebbe un ruolo importante in questa storia, con Torino, Firenze e Venezia tra le prime città a fare del cioccolato un piacere raffinato. Il Messico di Eurochocolate 2022 riportava dunque i visitatori all'origine di un percorso lungo quasi quattromila anni.

Il cacao nella cucina messicana di oggi

Il Messico di oggi non è tra i giganti mondiali della produzione di cacao, dominata dai Paesi dell'Africa occidentale, ma è uno dei pochi luoghi in cui il cacao è rimasto parte della cucina quotidiana in forme diverse dalla tavoletta. In Tabasco e nel vicino Chiapas è diffuso il pozol, una bevanda rinfrescante a base di mais macinato a cui si aggiunge spesso il cacao, bevuta fredda nelle ore calde. In tutto il Paese il cacao entra nei mole, le salse complesse a base di peperoncini, spezie e frutta secca, il più celebre dei quali è il mole poblano, e nelle tavolette di cioccolato da sciogliere nel latte o nell'acqua, spesso aromatizzate con cannella, per preparare la cioccolata in casa. Per un visitatore italiano, abituato a pensare al cioccolato come a un dolce, scoprire il cacao in una salsa per la carne o in una bevanda al mais è una delle lezioni più spiazzanti che il Paese ospite poteva offrire.

Una presenza istituzionale

La partecipazione messicana non era un'operazione soltanto scenografica. Oltre all'ambasciatore Carlos García de Alba e al segretario al Turismo di Tabasco José Antonio Nieves Rodríguez, presenti all'inaugurazione, la presentazione ufficiale citava la collaborazione dell'IILA, l'Organizzazione internazionale italo-latino americana, presente con il supporto di alcune ambasciate dei Paesi membri. Una guida dell'epoca segnala che diversi altri Paesi dell'America Latina partecipavano all'area della Chocolate Experience. Per il Messico, che ha una lunga tradizione di promozione turistica e culturale in Italia, Eurochocolate era l'occasione per presentare Tabasco a un pubblico vasto e interessato al cacao, non soltanto agli addetti ai lavori.

Cosa c'era nei tre padiglioni di Eurochocolate 2022?

L'edizione 2022 occupava tre padiglioni di Umbriafiere, numerati 7, 8 e 9, ciascuno con una funzione precisa. È la stessa struttura in tre tempi già sperimentata nel 2021 e confermata nel 2023: Chocolate Experience, Chocolate Show e Funny Chocolate. Il visitatore la percorreva come un racconto: prima la conoscenza e l'esperienza, poi l'acquisto, infine il gioco.

Padiglione 7, Chocolate Experience

Il padiglione 7 era la parte più didattica e, per molti visitatori, la più sorprendente. Una guida pubblicata prima del festival elencava le sue aree: Tree to Bar, Fabbrica del Cioccolato, Sculture di cioccolato, Paesi Produttori, Grandi Firme del Cioccolato, Choco Local, Palco Chocolab, Palco Cooking Show e uno spazio per gli eventi speciali.

Il percorso Tree to Bar, curato dal Messico, accompagnava il visitatore dalla pianta alla tavoletta. Si partiva dalla ricostruzione di una piantagione, con gli alberi di cacao e le cabosse, e si proseguiva con le fasi che ogni appassionato di cioccolato dovrebbe conoscere: la raccolta dei frutti, l'estrazione delle fave avvolte nella polpa bianca, la fermentazione, che sviluppa i precursori dell'aroma, l'essiccazione al sole, poi la tostatura, la decorticazione, la macinazione. Il reportage di The Chocolate Journalist descrive questo spazio come un allestimento quasi museale, con stazioni dedicate alla fermentazione e all'essiccazione.

Albero di cacao con i suoi frutti alla Hacienda La Chonita, in Tabasco (Messico)
Un albero di cacao alla Hacienda La Chonita, in Tabasco (Messico), lo Stato ospite del 2022: il percorso Tree to Bar partiva proprio dalla ricostruzione di una piantagione.Foto: AlejandroLinaresGarcia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Alla fine del percorso c'era la Fabbrica del Cioccolato, una piccola linea produttiva funzionante realizzata con macchinari FBM, azienda italiana specializzata in attrezzature per il cioccolato, dove i cioccolatieri di Be Well mostravano dal vivo la trasformazione della massa di cacao in prodotto finito. Vedere il cioccolato fuso che scorre, viene temperato e colato negli stampi è uno di quei momenti che restano impressi soprattutto ai bambini, e che spiegano meglio di qualunque cartello perché una tavoletta ben fatta è lucida, si spezza con un suono netto e si scioglie in bocca in modo uniforme.

Dalla fava alla tavoletta, passo per passo

Per chi non ha visitato il percorso, vale la pena riassumere che cosa raccontava, perché sono nozioni che cambiano il modo di assaggiare il cioccolato. Le cabosse, i frutti del cacao, crescono direttamente sul tronco e sui rami principali dell'albero. Una volta raccolte e aperte, rivelano decine di semi avvolti in una polpa bianca e zuccherina. Semi e polpa vengono ammucchiati o messi in casse di legno per alcuni giorni: è la fermentazione, durante la quale lieviti e batteri trasformano gli zuccheri della polpa, la temperatura sale e all'interno del seme si formano le sostanze da cui, con la tostatura, nascerà l'aroma del cioccolato. Una fava non fermentata, o fermentata male, darà un cioccolato piatto e astringente, qualunque cosa si faccia dopo.

Segue l'essiccazione, spesso al sole su teli o graticci, che porta l'umidità delle fave a livelli che ne permettono la conservazione e il trasporto. È solo a questo punto che le fave lasciano, di solito, il Paese d'origine. Nella fabbrica vengono tostate, decorticate per separare la granella dalla buccia, macinate fino a ottenere la massa di cacao, una pasta fluida da cui si può estrarre il burro di cacao. La massa viene poi miscelata con zucchero ed eventualmente latte, raffinata, concata, cioè mescolata a lungo per affinarne la consistenza e il gusto, e infine temperata, portata a temperature precise perché il burro di cacao cristallizzi nella forma giusta. Il percorso Tree to Bar del 2022 metteva in fila proprio queste tappe, dalla piantagione ricostruita alla fabbrica funzionante, e aiutava a capire perché due tavolette con la stessa percentuale di cacao possano avere sapori molto diversi.

Le sculture di cioccolato

Le sculture di cioccolato, uno dei simboli storici del festival, tornarono anche nel 2022. Gli scultori lavorarono dal vivo blocchi di cioccolato Icam da 11 quintali ciascuno, nei due fine settimana dell'edizione: sabato 15 e domenica 16, sabato 22 e domenica 23 ottobre. Le opere completate rimanevano poi esposte per tutta la durata del festival. È una tradizione che risale agli anni del centro storico, quando i blocchi venivano scolpiti all'aperto nelle piazze di Perugia; al chiuso perdeva la cornice monumentale ma guadagnava in visibilità, perché il pubblico poteva osservare il lavoro da vicino e con calma. Le fonti che abbiamo consultato non riportano i soggetti scolpiti nel 2022, né i nomi degli scultori, e preferiamo non ipotizzarli.

I palchi: cooking show, Choco Lab e degustazioni

Il padiglione 7 ospitava anche i due palchi del festival. Sul palco dei cooking show erano annunciati, con ingresso gratuito su prenotazione, alcuni volti molto noti della cucina televisiva e della pasticceria italiana:

  • Igles Corelli, sabato 15 ottobre alle 12, con la presentazione del libro Il cuore del cacao di Napoleone Neri;
  • Luca Montersino, domenica 16 ottobre alle 12, con abbinamenti a tema cacao;
  • Sonia Peronaci, fondatrice di GialloZafferano, domenica 23 ottobre alle 12;
  • Giorgio Barchiesi, il "Giorgione" della televisione, con abbinamenti al cioccolato: una guida lo indica nei pomeriggi del 15, 16, 22 e 23 ottobre.

Nel Choco Lab, ogni giorno alle 15 e alle 17, il maître chocolatier Nicola Maramigi preparava praline dal vivo. Il programma comprendeva poi una serie di appuntamenti che raccontano bene la varietà del pubblico a cui il festival si rivolgeva. Venerdì 14 ottobre la Fondazione Barbanera, legata al celebre almanacco nato in Umbria, proponeva un percorso di saggezza popolare ispirato al suo calendario, quello che una guida definisce il curioso collegamento tra cioccolato e astrologia. Sabato 15 la realtà dolciaria Dolceamaro festeggiava i suoi cinquant'anni con Claudio e Silvano Papa. Venerdì 21 Domori guidava una degustazione sul cacao Criollo, la varietà più antica e pregiata, e nel pomeriggio L'Espresso Media e BFC Media presentavano la loro Guida del Cioccolato con cento eccellenze italiane. Nel secondo weekend i maître chocolatier Lindt conducevano degustazioni dedicate alle alte percentuali della linea Excellence.

Uno degli appuntamenti più particolari erano le degustazioni con Claudio Corallo, il produttore italiano che da decenni coltiva cacao e caffè a São Tomé e Príncipe, nel Golfo di Guinea, collegato in diretta dall'isola nei quattro giorni del fine settimana, alle 11. Corallo è una figura nota tra gli appassionati proprio per il suo approccio "tree to bar" ante litteram: coltiva, fermenta e trasforma il cacao nello stesso luogo.

Grandi marchi e novità

Accanto alle esperienze, il padiglione 7 dava spazio alle Grandi Firme del Cioccolato. Le novità annunciate per il 2022 erano diverse: Perugina celebrava il centenario dei Baci e lanciava il Saltimbocca; Lindt presentava il Lindor al caramello salato e la tavoletta Excellence 70% Delicato; Vanini ampliava la sua gamma dedicata al cacao dell'Uganda. Un elenco che mostra come il festival fosse ormai, per l'industria, anche un luogo di lancio dei prodotti in vista della stagione autunnale e natalizia, quella in cui si concentra gran parte delle vendite di cioccolato.

Nello stesso padiglione trovava posto l'area Choco Local, legata al progetto Chocolocal di Sviluppumbria, l'agenzia regionale per lo sviluppo economico. Più di cinquanta studenti dell'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia, del corso di Design del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell'Università di Perugia, dell'Istituto Italiano Design di Perugia e della Scuola Politecnica di Design di Milano avevano lavorato a progetti di food design sul cioccolato. Il vincitore fu annunciato il 13 ottobre e premiato venerdì 21 ottobre alle 16 sul palco della Chocolate Experience. Non abbiamo trovato nelle fonti il nome del progetto premiato.

Andiamo al Nocciòlo

All'ingresso di Umbriafiere, prima ancora dei padiglioni, i visitatori incontravano un piccolo noccioleto, realizzato con il vivaio UmbraFlor con piante vere di diverse dimensioni e varietà, tradizionali e nuove. Il nome dello spazio, "Andiamo al Nocciòlo", giocava sull'espressione "andare al nocciolo" della questione e sulla pianta del nocciolo. Il tema non era casuale: la nocciola è l'ingrediente che lega il cioccolato italiano alla sua storia, dal gianduiotto piemontese al Bacio Perugina, e la coltivazione del nocciolo si stava diffondendo in quegli anni anche in Umbria.

Tostatura delle fave di cacao in un laboratorio della Hacienda La Chonita, in Tabasco
La tostatura delle fave in un laboratorio della Hacienda La Chonita, in Tabasco: nel 2022 la lavorazione del cioccolato si mostrava dal vivo nel Choco Lab e nella Fabbrica del padiglione 7.Foto: AlejandroLinaresGarcia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Padiglione 8, Chocolate Show

Il padiglione 8 era quello degli acquisti. All'ingresso accoglieva i visitatori la grande riproduzione della confezione di Saltimbocca, realizzata dagli scenografi di ATMO; secondo la ricostruzione riportata nella nostra pagina sulle edizioni passate, fu anche lo sfondo del taglio del nastro. All'interno, secondo la presentazione, le aziende espositrici erano 125, con un'attenzione dichiarata ai prodotti Fairtrade, senza glutine e vegani: un segnale di come il pubblico del cioccolato stesse cambiando, con esigenze alimentari e scelte etiche sempre più presenti.

Le aree principali del Chocolate Show erano:

  • L'Italia del Cioccolato, un espositore lungo oltre 13 metri con i prodotti sfusi delle principali aziende italiane, suddivisi per regione, da cui ci si poteva servire liberamente: un modo efficace di mostrare la geografia del cioccolato italiano;
  • lo Spazio Gianduiotto, dedicato al cioccolatino torinese a forma di barchetta rovesciata, con un maxi esemplare;
  • lo Spazio Modica, con un'installazione dedicata al cioccolato modicano e riproduzioni giganti delle sue tavolette;
  • il Choco Bazar, A Tutta Tavoletta e Spalm Beach, quest'ultimo uno dei nomi storici del festival, dedicato alle creme spalmabili;
  • il Grande Emporio del Cioccolato;
  • Eurochocolate World, lo spazio dei Paesi produttori.

Gianduiotto e Modica, due Italie del cioccolato

La scelta di dedicare spazi specifici al gianduiotto e al cioccolato di Modica non era casuale: sono le due tradizioni italiane più riconoscibili, e rappresentano due modi opposti di intendere il cioccolato. Il gianduiotto nasce a Torino nell'Ottocento, quando, secondo la tradizione, la scarsità di cacao spinse i cioccolatieri a "allungarlo" con le nocciole tostate delle Langhe, ottenendo una pasta morbida e vellutata; il nome si lega alla maschera di Gianduja. È il cioccolato della tecnica raffinata, della concatura e della lavorazione industriale nata nel Piemonte sabaudo.

Semi di cacao
Semi di cacao: secondo la tradizione, a Torino la scarsità di cacao spinse i cioccolatieri ad allungarlo con le nocciole, dando vita al gianduiotto, protagonista di uno spazio nel 2022.Foto: Maša Sinreih, Valentina Vivod, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il cioccolato di Modica, al contrario, è il cioccolato della lavorazione "a freddo". Secondo la tradizione locale deriva dalla tecnica spagnola, a sua volta ereditata dal mondo azteco, ed è lavorato a basse temperature senza concaggio, così che lo zucchero non si scioglie del tutto e resta in cristalli. Ne nasce una tavoletta opaca, granulosa, profumata, spesso aromatizzata con cannella, vaniglia, peperoncino o agrumi. Dal 2018 il cioccolato di Modica è riconosciuto come IGP, la prima indicazione geografica protetta europea per un cioccolato. Nel contesto di un'edizione dedicata al Messico, il legame era evidente: la tavoletta modicana è, tra i cioccolati italiani, quella che più ricorda le origini mesoamericane del cacao. Eurochocolate, del resto, aveva un rapporto stretto con Modica, dove il marchio era stato presente con edizioni dedicate tra il 2005 e il 2008.

Eurochocolate World: i Paesi del cacao

Lo spazio Eurochocolate World riuniva i produttori dei Paesi d'origine. La presentazione ufficiale parlava di undici Paesi del network Cacao Solution con le rispettive aziende produttrici; il reportage di The Chocolate Journalist parla di "una dozzina" di Paesi e cita, tra gli espositori, marchi della Repubblica Dominicana, della Colombia, dell'Ecuador, delle Filippine, del Nicaragua, dell'Uganda e una realtà belga-indiana. Non abbiamo trovato un elenco ufficiale completo degli undici Paesi, per cui ci limitiamo a quelli citati dalle fonti.

A questi si aggiungeva il Venezuela. Secondo un resoconto della Camera di commercio venezolano-italiana (CAVENIT), pubblicato da Assocamerestero, una delegazione di aziende venezuelane del cioccolato partecipò a Eurochocolate 2022 con uno stand nel padiglione 7, guidata dal segretario generale Cristoforo Furst. Tra i marchi presenti c'erano Chocolates Valle Canoabo, Cacao de Origen e Nattivo Cacao, con degustazioni che, secondo lo stesso resoconto, registrarono un'alta affluenza. Il reportage di The Chocolate Journalist ricorda in particolare un intervento di Rodrigo Morales di Valle Canoabo sul cacao di Chuao, uno dei più celebri cacao fini del mondo, che avrebbe commosso il pubblico.

Padiglione 9, Funny Chocolate

Il terzo padiglione era quello del gioco, pensato soprattutto per famiglie e bambini ma frequentato volentieri anche dagli adulti. Una guida dell'epoca ne elencava le aree con nomi che sono un piccolo campionario dell'ironia del festival: lo spazio dedicato al Saltimbocca alla Perugina, Occio, Astrologia e Chocokomandamenti, Posta in Choco, Nomade e Photo Choc, i Costruttori di Dolcezze, Chocolate Pastry, ChocoPasta e ChocoPizza, i Laboratori, Choco Fun & Game, il Mini Choco G.P., il Choco Theatre, Cioccolato e Magia e Choco Pet.

I Costruttori di Dolcezze, il marchio di prodotti nato all'interno del mondo Eurochocolate nel 2006, riproponevano alcune delle loro attrazioni più amate: la Choco Arrampicata, una parete da scalare a forma di gigantesca tavoletta di cioccolato, la maxi Choco Cornice e il maxi Choco Selfiestick, pensati per le foto ricordo. Accanto a questi c'erano laboratori creativi e attività interattive, e gli spazi gastronomici più curiosi, come la pizza e la pasta al cacao, che il festival avrebbe riproposto anche l'anno seguente.

Pinocchio, i piccoli piloti e i cani

Tre iniziative del padiglione 9 meritano una menzione particolare. La prima è lo spettacolo "A me non piace il cioccolato", dedicato a Pinocchio, in scena nel Choco Theatre con cinque repliche al giorno. Pinocchio è un personaggio toscano, nato dalla penna di Carlo Collodi, ma è anche uno dei grandi archetipi dell'infanzia italiana, e un titolo come quello, in un festival del cioccolato, era già di per sé un piccolo paradosso comico.

La seconda è il Choco Mini GP, organizzato con l'ASI, Automotoclub Storico Italiano: una corsa di piccole auto per bambini con finalità solidali, in collaborazione con UNICEF Italia. La terza è una prima assoluta per Eurochocolate: il Dog Choco Park firmato Vitakraft, un'area dedicata ai cani aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, con il Pet Carpet, una sfilata aperta a cani di tutte le razze e meticci, nelle domeniche 16 e 23 ottobre. Chi ha un cane sa che il cioccolato, per loro, è tossico, a causa della teobromina che il loro organismo smaltisce molto lentamente: un'area pensata per farli stare a proprio agio, e non certo per dar loro cioccolato, era un segnale di attenzione verso un pubblico che sempre più spesso viaggia con il proprio animale.

La Choco Parade

A legare i tre padiglioni, e a portare la festa anche fuori, c'era la Choco Parade dell'Accademia Creativa by Eurochocolate: una sfilata itinerante con trampolieri, danzatori aerei, un'auto di cioccolato e un personaggio ispirato a Willy Wonka, il cioccolatiere visionario di Roald Dahl. Lo stile scelto era quello dell'Art Nouveau, con costumi ispirati alla Belle Époque, e il corteo si muoveva tra i padiglioni e il centro di Bastia Umbra. Era un modo per recuperare, almeno in parte, quella dimensione di festa di strada che il trasferimento al chiuso aveva sacrificato.

Fette di torta e una tazza di tè sul tavolo di una pasticceria
Dolci in una pasticceria: nel 2022 il Choco Lab mostrava dal vivo il lavoro dei maestri, come Nicola Maramigi con le sue praline, mentre il padiglione 9 puntava sulle famiglie. Foto illustrativa.Foto: Orderinchaos, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Fuori dai padiglioni: Bastia Umbra, Perugia e i dintorni

Una delle critiche ricorrenti al format indoor riguardava l'isolamento del festival: chiuso in un polo fieristico, Eurochocolate rischiava di diventare una fiera come tante, scollegata dalla città che le aveva dato il nome. Nel 2022 gli organizzatori cercarono di rispondere a questa obiezione con una serie di iniziative diffuse, a Bastia, a Perugia e nel territorio.

Extrachocolate e il Chocotrain

A Bastia Umbra il programma Extrachocolate portava nelle vie della cittadina appuntamenti di cultura, scuola, sport e sociale, coinvolgendo associazioni e realtà locali. Per collegare il centro di Bastia con Umbriafiere era attivo un Chocotrain, un trenino su gomma, mentre nei due fine settimana era previsto un servizio navetta dalla stazione ferroviaria di Assisi, che si trova a Santa Maria degli Angeli, a circa quattro chilometri dal polo fieristico. Una guida dell'epoca ricorda che dalla stazione di Bastia Umbra, sulla linea Foligno-Terontola, si raggiungeva Umbriafiere a piedi in circa un quarto d'ora.

Trenitalia era il vettore ufficiale dell'edizione: chi arrivava in treno e mostrava il biglietto nell'area ticketing poteva accedere a sconti e promozioni dedicate. Per chi arrivava in auto, una guida segnala un ampio parcheggio a pagamento, con una tariffa di 5 euro.

Il festival in centro a Perugia

Anche durante i giorni di Umbriafiere, Eurochocolate non spariva del tutto dal centro di Perugia. La presentazione dell'edizione citava tre flagship store in Piazza IV Novembre, un nuovo punto vendita in Via Oberdan 11, aperto dal 12 ottobre, e uno spazio in Piazza della Repubblica con due focus dedicati all'artigianato del cioccolato:

  • "Chi la fa la Spezza", con Be Well e Artigiano Perugino, dedicato alle lastre di cioccolato artigianali da spezzare, con un gioco di parole sul proverbio "chi la fa l'aspetti";
  • "Ne facciamo di tutti i colori", con Ellegi, dedicato ai tenerelli, i confetti morbidi ricoperti lavorati nelle bassine, le grandi bacinelle rotanti in cui si confettano frutta secca e cioccolato.

Erano presenze piccole rispetto alla grande festa diffusa degli anni precedenti, ma significative: tenevano viva l'immagine di Perugia come "città del cioccolato" e davano ai turisti che dormivano in città un motivo in più per passeggiare in centro.

Il negozio di cioccolato Brondo a Paraíso, in Tabasco (Messico)
Un negozio di cioccolato a Paraíso, in Tabasco, lo Stato messicano ospite del 2022. A Perugia, intanto, Eurochocolate teneva aperti i suoi negozi in Piazza IV Novembre.Foto: AlejandroLinaresGarcia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Around Perugia e la Choco Gravel

Il Comune di Perugia partecipava al festival con uno stand del progetto Around Perugia, finanziato con fondi del Piano di Sviluppo Rurale per l'Umbria, che presentava sei percorsi cicloturistici "Dolci Colline" nel territorio comunale. Il 22 ottobre si svolse la prima edizione della Choco Gravel, una pedalata in bicicletta gravel, il tipo di bici adatto a strade bianche e sterrati, che proprio in quegli anni stava conquistando molti appassionati. L'idea di legare un festival goloso alla bicicletta può sembrare curiosa, ma risponde a una tendenza del turismo umbro: valorizzare le colline attorno alle città d'arte, con percorsi lenti che uniscono paesaggio, borghi e prodotti tipici.

Perugia da vedere, partendo da Eurochocolate 2022

Chi visitò Eurochocolate 2022 con un viaggio di più giorni aveva una posizione ideale per esplorare l'Umbria. Umbriafiere si trova nella valle tra Perugia e Assisi, e in pochi minuti si raggiungevano entrambe. Per chi vuole ripercorrere oggi quei luoghi, ecco qualche suggerimento, che approfondiamo nella nostra guida alla città di Perugia.

  • Il centro storico di Perugia. Da Piazza Italia si percorre Corso Vannucci fino a Piazza IV Novembre, con la Fontana Maggiore di Nicola e Giovanni Pisano, il Palazzo dei Priori con la Galleria Nazionale dell'Umbria e la Cattedrale di San Lorenzo. Per arrivarci si possono usare le scale mobili che attraversano la Rocca Paolina o il minimetrò.
  • Il Borgo XX Giugno e San Pietro. È la zona dei Giardini del Frontone, sede di "A passo d'uovo" nella primavera 2022, e della basilica di San Pietro, con il suo campanile appuntito e un interno ricchissimo di opere d'arte.
  • Assisi e Santa Maria degli Angeli. A pochi chilometri da Umbriafiere, la basilica di Santa Maria degli Angeli, che custodisce la Porziuncola, e più in alto la città di San Francesco, con la Basilica e la Rocca Maggiore.
  • Bastia Umbra. La cittadina che ospitava il festival ha un piccolo centro storico raccolto e una storia antica, legata al nome di Insula Romana con cui era conosciuta nel Medioevo, quando sorgeva in una zona circondata da paludi e corsi d'acqua.

Se volete organizzare oggi un soggiorno simile, nella nostra pagina dedicata agli hotel per Eurochocolate trovate le zone in cui conviene dormire, e in quella su come arrivare i collegamenti in auto, treno e pullman.

Biglietti, kit e formule di visita del 2022

Il passaggio al chiuso aveva cambiato radicalmente il modo di visitare Eurochocolate. Negli anni del centro storico l'accesso alle piazze era libero e si pagavano solo gli acquisti e alcune esperienze, oltre all'eventuale Chococard, la tessera che dava diritto a omaggi e sconti presso gli espositori. Con Umbriafiere arrivò il biglietto d'ingresso. Per il 2022 le fonti che abbiamo consultato non citano la Chococard: tutto il sistema di omaggi e vantaggi passava attraverso il biglietto e il suo kit.

Quanto costava entrare

Secondo una guida pubblicata prima del festival, i prezzi erano questi:

TipologiaLunedì-venerdìSabato e domenica
Intero8 euro10 euro
Ridotto 11-17 anni4 euro5 euro
Bambini fino a 10 annigratuitogratuito

A queste cifre si aggiungevano i diritti di prevendita. I biglietti si acquistavano sul sito ufficiale del festival, presso i rivenditori autorizzati o direttamente alle biglietterie di Umbriafiere. L'ingresso dava accesso libero a quasi tutte le attività in programma; alcune iniziative, come le degustazioni guidate e i cooking show, richiedevano però una prenotazione, gratuita, sul sito ufficiale. La differenza di prezzo tra giorni feriali e fine settimana era pensata anche per distribuire meglio i visitatori, incoraggiando le visite nei giorni meno affollati.

Le fonti consultate non riportano in modo univoco gli orari di apertura dei padiglioni nel 2022, per cui non li indichiamo.

Che cosa c'era nel kit

Il biglietto intero comprendeva un kit di prodotti, ma le descrizioni del contenuto non coincidono del tutto. La presentazione ripresa da Tuttoggi e da PerugiaToday parla di una confezione con 13 Saltimbocca alla Perugina, un Napolitain offerto da Plenitude e due assaggi Lindt. Una guida pubblicata nello stesso periodo specifica il contenuto Lindt: una Boule Lindor al caramello salato, la novità dell'anno, e una mini tavoletta Lindt Excellence 70%. Le due versioni sono compatibili: i "due assaggi" della presentazione corrispondono con ogni probabilità ai due prodotti elencati dalla guida.

Il kit aveva una funzione precisa nella logica del format indoor. Da un lato restituiva al visitatore, in prodotti, una parte del costo del biglietto, rendendo l'ingresso più facile da accettare per chi era abituato al festival gratuito. Dall'altro permetteva agli sponsor di far assaggiare le proprie novità a decine di migliaia di persone. In un'intervista del settembre 2022 a Forbes Italia, Guarducci spiegava che, con la riduzione degli spazi di molti sponsor, il pubblico era diventato il principale finanziatore del festival grazie al ticketing: il biglietto, in altre parole, non era solo un filtro per contenere gli accessi, ma la base economica della nuova formula.

Le visite di gruppo

Una parte non trascurabile del pubblico di Umbriafiere arrivava con viaggi organizzati in pullman, gruppi parrocchiali, associazioni e scuole. Un indizio della loro importanza viene da una cronaca dell'edizione successiva: secondo La Nazione, all'apertura dell'edizione 2023 le prenotazioni di gruppo risultavano in crescita del 38% rispetto all'anno precedente, con 1.821 visitatori prenotati contro i 1.333 dello stesso momento del 2022. Nello stesso articolo si legge che i biglietti individuali venduti in prevendita online alla vigilia erano 10.624, contro i 7.300 dell'edizione 2022. Sono dati parziali, riferiti alla sola prevendita, ma danno un'idea delle proporzioni: la grande maggioranza degli ingressi del 2022 fu acquistata in loco o comunque non nelle settimane precedenti.

Scorcio del centro storico di Perugia
Il centro storico di Perugia: negli anni di Umbriafiere i gruppi organizzati in pullman arrivavano invece direttamente al polo fieristico di Bastia Umbra, con un ampio parcheggio.Foto: trolvag, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Per chi viaggiava in gruppo, il format indoor aveva vantaggi pratici evidenti: il pullman poteva lasciare i passeggeri davanti all'ingresso, senza le lunghe risalite dai parcheggi al centro storico di Perugia, e il percorso al coperto metteva al riparo dalla pioggia autunnale. Lo svantaggio era la mancanza della cornice monumentale, che molti viaggiatori recuperavano abbinando alla visita del festival una passeggiata ad Assisi o a Perugia. È la stessa logica con cui ancora oggi organizziamo i viaggi per Eurochocolate, anche se dal 2024 la festa è tornata in città.

Bilancio, cronache ed eredità di Eurochocolate 2022

Quanto pubblico ebbe Eurochocolate 2022, e come fu giudicata? Le risposte sono meno nette di quanto si vorrebbe, e conviene dire con chiarezza che cosa si sa e che cosa no.

I numeri: circa 73.000 visitatori

Non siamo riusciti a consultare un comunicato di bilancio dell'edizione 2022 con i dati finali, e le cronache locali di fine ottobre 2022 che abbiamo potuto leggere non riportano cifre complessive. Il dato più solido arriva in modo indiretto: il bilancio dell'edizione 2023, diffuso alla chiusura di quell'anno, parla di 73.000 visitatori, stabili rispetto al 2022, con un aumento del 7% degli ingressi nei giorni feriali. Se ne deduce che anche il 2022 si collocò attorno ai 73.000 ingressi, in leggera crescita rispetto ai circa 70.000 del 2021 indicati da Forbes Italia.

Il confronto con il passato va maneggiato con cura. Negli anni del centro storico gli organizzatori stimavano le presenze in centinaia di migliaia di persone, fino ai circa 700.000 citati da Forbes per il 2019. Ma si trattava di stime su un evento a ingresso libero, diffuso in un'intera città, mentre a Umbriafiere si contavano biglietti. Sono due misure diverse, e il crollo apparente da 700.000 a 73.000 non equivale a un crollo dell'interesse: racconta piuttosto un cambiamento di natura dell'evento, da festa di piazza a manifestazione a pagamento con capienza limitata.

Sul piano economico, Forbes Italia aveva riferito che già nel 2021, nonostante i visitatori fossero un decimo rispetto al 2019, il fatturato era rimasto attorno ai 2,5 milioni di euro, in linea con gli anni pre-pandemia, grazie al biglietto. Per il 2022 non abbiamo trovato cifre di fatturato pubblicate; la stabilità dei visitatori lascia supporre un risultato analogo, ma è un'ipotesi che non possiamo verificare.

Che cosa raccontarono le cronache

Le cronache dell'epoca si concentrarono soprattutto sui contenuti: il Messico e il tempio di Chichén Itzá, il Saltimbocca e la sua sfida, gli chef dei cooking show, le sculture, l'area per i cani. Il tono generale era positivo, in linea con quello delle presentazioni ufficiali, e la stampa locale definiva la prima edizione indoor del 2021 un "grande successo" da cui ripartire.

Lo sguardo più interessante, forse, è quello esterno. Il reportage di The Chocolate Journalist descrive un festival in cui convivevano due mondi: da un lato il grande pubblico e i marchi industriali, che occupavano la maggior parte degli spazi di vendita; dall'altro una nicchia di produttori artigianali e bean to bar, concentrati nello spazio Eurochocolate World, capaci di emozionare chi si fermava ad ascoltarli ma alle prese con la resistenza di molti consumatori verso prezzi più alti. L'articolo si chiudeva chiedendosi se i consumatori italiani potessero essere conquistati dal cioccolato fine. È una domanda che Eurochocolate si sarebbe posta a sua volta negli anni successivi, rafforzando gli spazi dedicati alla filiera e alla degustazione guidata.

Il dibattito sul format indoor

Il 2022 fu anche l'anno in cui il dibattito sul format indoor si fece più esplicito. Dopo la prima edizione al chiuso, giustificata dall'emergenza sanitaria, la conferma di Umbriafiere a pandemia ormai in fase di superamento fu letta da alcuni come una scelta definitiva. A favore della formula giocavano la sicurezza, il controllo dei numeri, la possibilità di offrire un'esperienza più curata e ricca di contenuti, la protezione dal maltempo e, non ultimo, una base economica solida grazie al biglietto. Gli organizzatori sottolineavano il gradimento di sponsor e operatori turistici, e Forbes riferiva del tutto esaurito nelle strutture ricettive tra Perugia e Assisi già nel 2021.

Contro la formula si esprimevano molti commercianti e ristoratori del centro storico di Perugia, che per quasi trent'anni avevano visto arrivare nelle loro vie un flusso enorme di visitatori nei giorni del festival, e una parte del pubblico affezionato, che rimpiangeva la passeggiata tra gli stand con la Fontana Maggiore sullo sfondo. Le iniziative in centro, i negozi in Piazza IV Novembre e l'edizione pasquale di "A passo d'uovo" vanno lette anche come risposte a queste critiche: segnali che il legame con Perugia non era reciso.

Fave di cacao tostate alla Hacienda La Chonita, in Tabasco (Messico)
Fave di cacao tostate alla Hacienda La Chonita, in Tabasco: il lavoro della filiera, raccontato nel percorso Tree to Bar del 2022, è diventato poi un tema sempre più centrale del festival.Foto: AlejandroLinaresGarcia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L'eredità: un anello di congiunzione

A qualche anno di distanza, l'edizione 2022 appare come un anello di congiunzione tra l'emergenza del 2021 e il ritorno in città del 2024. Ha consolidato un modello e, al tempo stesso, ha messo in campo idee che il festival avrebbe sviluppato in seguito.

Il racconto della filiera

La prima eredità è il racconto della filiera. Il percorso Tree to Bar affidato al Messico non era una novità assoluta, ma nel 2022 divenne il cuore della Chocolate Experience, con una piantagione ricostruita e una fabbrica funzionante. L'anno successivo, come raccontiamo nella pagina su Eurochocolate 2023, il percorso sarebbe partito dal cacao di Playa de Oro, in Ecuador, accompagnato da un progetto eco-solidale finanziato dal festival. Già nel settembre 2022, del resto, Guarducci parlava a Forbes di una linea di prodotti realizzata con un'impresa ecuadoriana. Il passaggio dal Messico all'Ecuador mostra una continuità: il festival cercava ogni anno un'origine da raccontare, con persone e luoghi concreti.

La formula delle aree tematiche

La seconda eredità è la divisione in aree tematiche, ciascuna con una funzione chiara: conoscere, comprare, giocare. Quando nel 2024 Eurochocolate è tornato nel centro storico di Perugia, molte di queste logiche sono rimaste: il Chocolate Show lungo Corso Vannucci, lo spazio Eurochocolate World dedicato ai produttori dei Paesi d'origine, il Choco Lab per le degustazioni guidate su prenotazione. La festa diffusa è tornata, ma con un'organizzazione per aree che deve molto agli anni di Umbriafiere.

Il sogno della Città del Cioccolato

C'è poi un filo che dal 2022 porta dritto al presente. Nell'intervista a Forbes Italia del settembre 2022, Guarducci raccontava il suo sogno di creare a Perugia un parco tematico permanente sul cioccolato, indicando come possibile sede l'ex Mercato Coperto, nel centro storico, a poche decine di metri dal luogo in cui nacque la prima Perugina, e ricordando di averne parlato con tutti i sindaci dal 2004. Quel sogno ha preso forma: la Città del Cioccolato ha aperto nel novembre 2025 proprio nell'ex Mercato Coperto, e nel 2026 collabora per la prima volta con il festival. Il percorso Tree to Bar e la fabbrica del cioccolato del 2022 erano, in un certo senso, prove generali di quel museo esperienziale.

Le edizioni fuori stagione

Infine, la doppia edizione del 2022 ha aperto la strada alle edizioni speciali fuori dal periodo autunnale. "A passo d'uovo" ha dimostrato che il marchio poteva vivere anche in primavera, con un formato ridotto e un tema stagionale. Negli anni successivi il festival avrebbe sperimentato altre trasferte, come l'edizione di Avellino nel febbraio 2024, a ridosso di San Valentino.

Da Eurochocolate 2022 al 2026: che cosa è cambiato

Chi ha visitato Eurochocolate 2022 e torna oggi a Perugia trova un festival per molti versi diverso. Il confronto aiuta a capire l'evoluzione degli ultimi anni.

Eurochocolate 2022Eurochocolate 2026
Edizione28ª32ª
Date14-23 ottobre13-22 novembre
LuogoUmbriafiere, Bastia Umbracentro storico di Perugia
Ingressobiglietto con kit di prodottiaccesso libero alle vie, esperienze a pagamento
Tema"Felici in un secondo""Fate Dolci"
OspiteMessico, con lo Stato di Tabasco (Paese ospite)Calabria (prima Regione Ospite)
Spazio permanentenon ancora esistenteCittà del Cioccolato nell'ex Mercato Coperto

Dal Paese ospite alla Regione Ospite

Il cambiamento più curioso riguarda l'ospite. Nel 2022 il festival guardava lontano, all'altra sponda dell'Atlantico, per raccontare le origini del cacao. Nel 2026 la scelta cade su una regione italiana, la Calabria, la prima Regione Ospite nella storia della manifestazione, che porta a Perugia bergamotto, cedro, peperoncino, fichi e vini dolci da abbinare al cioccolato. Sono due prospettive complementari: quella del 2022 raccontava da dove viene il cacao, quella del 2026 racconta come il cioccolato si sposa con i prodotti di un territorio italiano.

Dal gesto alla partecipazione

Anche i temi dialogano tra loro. "Felici in un secondo" proponeva un piacere istantaneo, un cioccolatino da far saltare in bocca. "Fate Dolci", il tema del 2026, invita invece a mettere le mani in pasta, a creare: una felicità che richiede più tempo, ma che resta. In entrambi i casi il festival chiede al visitatore di fare qualcosa, non solo di guardare o comprare, ma il 2026 spinge questa idea molto più in là, con laboratori, la tavoletta personalizzata alla Città del Cioccolato e il Fate Lab per le famiglie. Tutti i dettagli sono nella nostra pagina dedicata a Eurochocolate 2026, nel programma e nella guida agli eventi del festival.

Dal padiglione alla città

Infine, la differenza più evidente: il luogo. Dove nel 2022 c'erano tre padiglioni fieristici, oggi ci sono le piazze e le vie dell'acropoli perugina, da Piazza Italia a Corso Vannucci fino a Piazza IV Novembre. Il festival ha recuperato l'atmosfera che tanti rimpiangevano, ma ha anche spostato le date a novembre, quando la città è meno affollata di turisti e il clima invita alla cioccolata calda. Le esperienze più strutturate, come le degustazioni guidate, richiedono come allora una prenotazione: un'eredità diretta del periodo indoor.

Antichi recipienti messicani per la bevanda al cacao con mattarello e frullino
Antichi recipienti messicani per la bevanda al cacao, antenata della cioccolata calda: con lo spostamento a novembre, dal 2024 il festival si gode nella stagione più adatta a questo classico.Foto: Autore sconosciuto, Public domain, via Wikimedia Commons

Approfondire il cioccolato dopo la visita

Chi ha scoperto a Umbriafiere il percorso dalla pianta alla tavoletta, o è rimasto colpito dalla differenza tra un gianduiotto e una tavoletta di Modica, può continuare a esplorare il tema nella nostra guida al cioccolato di Eurochocolate, dedicata alle varietà di cacao, ai metodi di lavorazione e ai prodotti da cercare al festival. Per ripercorrere la storia del festival anno per anno, oltre alla pagina madre sulle edizioni passate potete leggere le schede di Eurochocolate 2021, la prima a Umbriafiere, e di Eurochocolate 2023, l'ultima prima del ritorno in città.

Eurochocolate 2026 in pullman con Club Magellano

Dal 2022 molte cose sono cambiate, ma il piacere di arrivare a Perugia senza pensieri è lo stesso: viaggio in pullman Gran Turismo, accompagnatore e tempo libero per il festival nel centro storico.

Scopri i viaggi

Una nota su chi scrive

Questa pagina è curata da Club Magellano, il tour operator che da anni organizza viaggi in pullman per Eurochocolate. Non siamo gli organizzatori del festival e non parliamo a nome di Eurochocolate: abbiamo ricostruito l'edizione 2022 a partire da comunicati ripresi dalla stampa, cronache locali, guide e reportage dell'epoca, segnalando dove le fonti divergono e dove i dati mancano. Se avete partecipato a Eurochocolate 2022 e ricordate dettagli che qui non compaiono, come i soggetti delle sculture o il vincitore del concorso Chocolocal, saremo felici di integrarli dopo averli verificati. Per le proposte di viaggio verso l'edizione di quest'anno potete consultare anche le nostre offerte per Eurochocolate.

Domande frequenti

Quando si è svolta Eurochocolate 2022?

L'edizione autunnale di Eurochocolate 2022 si è svolta da venerdì 14 a domenica 23 ottobre 2022 nel centro fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra. Era la 28ª edizione del festival.

Qual era il tema di Eurochocolate 2022?

Il claim dell'edizione era "Felici in un secondo", legato al nuovo cioccolatino Saltimbocca alla Perugina, da far saltare in bocca con un colpo di dito. Il Messico, con lo Stato di Tabasco, era il Paese ospite d'onore.

Dove si è tenuta Eurochocolate 2022?

Nei padiglioni 7, 8 e 9 di Umbriafiere, in Piazza Moncada a Bastia Umbra, tra Perugia e Assisi, su oltre 14.000 metri quadrati. Alcune iniziative collaterali si sono svolte anche nel centro di Perugia e a Bastia.

Quanto costava il biglietto di Eurochocolate 2022?

Secondo le guide pubblicate prima dell'evento, l'intero costava 8 euro nei giorni feriali e 10 euro nel fine settimana, il ridotto 11-17 anni 4 e 5 euro, più i diritti di prevendita; fino a 10 anni l'ingresso era gratuito. L'intero comprendeva un kit di prodotti.

Cosa c'era nel kit d'ingresso del 2022?

Le cronache citano un cono con 13 Saltimbocca alla Perugina, un Napolitain offerto da Plenitude e degustazioni Lindt. Una guida specifica che si trattava di una Boule Lindor al caramello salato e di una mini tavoletta Lindt Excellence 70%.

Perché il Messico era ospite d'onore?

Il Messico è una delle culle storiche della cultura del cacao, coltivato e consumato da Olmechi, Maya e Aztechi. Nel 2022 ha curato il percorso Tree to Bar della Chocolate Experience con lo Stato di Tabasco, una delle principali regioni cacaofere del Paese.

Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2022?

Il bilancio diffuso a fine edizione 2023 parla di circa 73.000 visitatori stabili rispetto al 2022, il che colloca anche l'edizione 2022 attorno a quella cifra. Non abbiamo trovato un comunicato di bilancio 2022 consultabile con dati più dettagliati.

Che cos'era "A passo d'uovo"?

Era l'edizione speciale pasquale del 2022, che ha riportato Eurochocolate nel centro storico di Perugia dopo due anni. Le cronache di marzo 2022 la collocano dal 25 marzo al 3 aprile ai Giardini del Frontone, con una caccia al tesoro nei cinque rioni.

Chi erano gli ospiti dei cooking show nel 2022?

Tra gli ospiti annunciati c'erano Igles Corelli, Luca Montersino, Sonia Peronaci e Giorgio Barchiesi, noto come Giorgione. Il maître chocolatier Nicola Maramigi preparava praline dal vivo nel Choco Lab.

C'erano attività per bambini e famiglie?

Sì, soprattutto nel padiglione 9, Funny Chocolate: Choco Arrampicata, Choco Mini GP solidale con UNICEF Italia, lo spettacolo su Pinocchio "A me non piace il cioccolato" e laboratori. Per la prima volta c'era anche un'area dedicata ai cani.

Eurochocolate 2026 si svolge ancora a Umbriafiere?

No. Dopo il 2023 il festival è tornato nel centro storico di Perugia: l'edizione 2026 si svolge dal 13 al 22 novembre con il tema "Fate Dolci" e la Calabria come Regione Ospite.

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