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Eurochocolate 2024: Sulla bocca di tutti

La trentesima edizione, il ritorno nel centro storico di Perugia e il debutto a novembre

Aggiornato il

Eurochocolate 2024 è stata l'edizione del ritorno. Dal 15 al 24 novembre 2024 il Festival Internazionale del Cioccolato ha festeggiato il suo trentennale riportando stand, piazze e installazioni nel centro storico di Perugia, dopo un'assenza di cinque anni e tre edizioni al chiuso nei padiglioni di Umbriafiere a Bastia Umbra. Il claim scelto per l'occasione, "Sulla bocca di tutti", condensava in quattro parole l'orgoglio di una manifestazione diventata famosa ben oltre l'Umbria e il gesto più semplice e più antico legato al cioccolato: portarlo alla bocca.

Non si è trattato soltanto di un ritorno a casa. Eurochocolate Perugia 2024 ha cambiato anche il calendario: per la prima volta, dopo quasi tre decenni di ottobre, il festival si è spostato a novembre, una scelta motivata dagli organizzatori con il clima sempre più caldo dell'autunno e con l'idea di dare ossigeno a un mese tradizionalmente di bassa stagione. Nella stessa edizione hanno trovato spazio un'area internazionale con 33 produttori di cacao, degustazioni guidate nel Centro camerale Galeazzo Alessi, masterclass con nomi come Jordi Roca, la firma di una lettera d'intenti per un Osservatorio internazionale del cacao e le visite al cantiere della futura Città del Cioccolato.

In questa pagina ricostruiamo l'edizione 2024 in modo il più possibile fedele alle fonti: le cronache dei quotidiani umbri, i comunicati ripresi dalla stampa, gli studi diffusi nei mesi successivi. Dove le fonti non concordano lo segnaliamo, e dove un dato non si trova lo diciamo apertamente. Questo sito è curato da Club Magellano, tour operator che organizza viaggi in pullman per il festival, e non è il sito ufficiale della manifestazione: per la storia completa di tutte le edizioni puoi partire dalla nostra pagina sulle edizioni passate di Eurochocolate.

Il centro storico di Perugia durante Eurochocolate 2024
Foto: Flavia Ruffinelli, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

In questa guida

Eurochocolate 2024 in sintesi

Prima di entrare nei dettagli, conviene fissare i punti essenziali. Eurochocolate 2024 è stata la trentesima edizione del festival nato a Perugia nel 1994 da un'idea dell'architetto Eugenio Guarducci. La numerazione tiene conto del fatto che l'edizione 2020, annullata pochi giorni prima dell'apertura a causa della pandemia, non è entrata nel conteggio: per questo il trentennale, calcolato sugli anni trascorsi dalla prima edizione, è coinciso proprio con il 2024.

VoceEurochocolate 2024
Edizione30ª, trentennale
DateVenerdì 15 – domenica 24 novembre 2024
LuogoCentro storico di Perugia
Tema"Sulla bocca di tutti"
IngressoLibero nelle aree all'aperto; alcune attività su prenotazione
Produttori di cacao33 secondo le cronache dell'edizione (circa 40 in un annuncio precedente)
Edizione specialeAvellino, 9-14 febbraio 2024
Edizione precedente2023, a Umbriafiere
Edizione successiva2025, "La festa tra le nuvole"

Cosa ha caratterizzato l'edizione

Le novità del trentennale si possono riassumere in cinque elementi. Il primo è il luogo: dopo le edizioni indoor del 2021, del 2022 e del 2023 a Umbriafiere, il festival è tornato sull'acropoli perugina, con l'inaugurazione la mattina del 15 novembre sul palco di Piazza IV Novembre. Il secondo è il periodo: novembre al posto di ottobre, una scelta che da allora è diventata stabile. Il terzo è il tema, "Sulla bocca di tutti", tradotto in città da installazioni come i divani a forma di bocca e da una collezione di bocche di cioccolato firmata dal marchio Costruttori di Dolcezze con la Maître Chocolatier Alice Cianuri.

Il quarto elemento è la dimensione internazionale e culturale del cacao. Nell'area Eurochocolate World erano presenti, secondo le cronache, 33 produttori di cacao da America centrale e meridionale, Africa e Asia, tutti con un approccio "bean to bar", cioè con il controllo dell'intero ciclo dalla fava alla tavoletta. Con loro sono arrivati gli incontri "About Chocolate" su sostenibilità e tracciabilità e la lettera d'intenti, firmata il 21 novembre, per un Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato. Il quinto elemento è il futuro: per tutta la durata del festival si sono potute prenotare visite guidate al cantiere della Città del Cioccolato nell'ex Mercato Coperto, ed è partita una campagna di equity crowdfunding per sostenerne le attività.

I numeri disponibili, con le loro cautele

Sui numeri dell'edizione è bene essere precisi, perché le fonti non sono sempre allineate. I materiali di presentazione ripresi nella nostra pagina sulle edizioni passate parlano per il Chocolate Show di circa 170 aziende e circa 5.500 prodotti. Il quotidiano La Nazione, nella cronaca dell'inaugurazione del 16 novembre 2024, parla invece di 570 espositori lungo Corso Vannucci, "dai piccoli artigiani ai marchi globali". È possibile che le due cifre misurino cose diverse (aziende titolari e punti espositivi, per esempio), ma le fonti consultate non lo chiariscono: per questo le riportiamo entrambe.

Anche per i produttori di cacao c'è una piccola differenza. Un annuncio diffuso prima dell'evento indicava circa 40 produttori bean to bar e tree to bar, citando Paesi come Colombia, Perù, Madagascar, Gabon, Filippine, Ecuador e Giamaica; le cronache dell'edizione e le sintesi successive parlano di 33 produttori, con nuove presenze da São Tomé, Venezuela, Colombia, Filippine, Thailandia e India. Il dato di 33 è quello riportato a festival in corso ed è quello che usiamo nel resto della pagina.

Quanto ai visitatori, le fonti che abbiamo potuto consultare non riportano un conteggio ufficiale complessivo delle presenze del trentennale. Esistono però indicatori indiretti molto significativi, diffusi nei mesi successivi: le presenze turistiche a Perugia nel novembre 2024 sono cresciute del 24,1% rispetto al novembre 2023 e gli arrivi del 36,8%; uno studio della Camera di Commercio dell'Umbria con Isnart e Mastercard ha registrato nella settimana del festival un volume di spesa più che raddoppiato rispetto alla stessa settimana del 2023. Ne parliamo nella sezione dedicata ai bilanci.

Una cabossa di cacao in una piantagione di São Tomé
Una cabossa di cacao in una piantagione di São Tomé: nel 2024 São Tomé era tra le nuove origini dei 33 produttori riuniti a Perugia in Eurochocolate World.Foto: Ji-Elle, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Eurochocolate 2024 nella storia del festival

Per capire il peso di questa edizione bisogna guardare la sequenza degli anni precedenti. L'ultima edizione nel centro storico prima del ritorno era stata quella del 2019, con il tema "Attacca Bottone". Nel 2020 il festival era stato annullato a ridosso dell'apertura, dopo un'ordinanza regionale che riduceva la durata degli eventi e fissava tetti di presenza incompatibili con una festa diffusa. Dal 2021 al 2023 Eurochocolate si era trasferito al chiuso, a Umbriafiere, con un biglietto d'ingresso e percorsi tematici in padiglioni: l'edizione 2021 con il claim autoironico "Ne abbiamo piene le scatole", quella del 2022 con il Messico ospite d'onore e quella del 2023, "Eurochocolate = molto cioccolato", che chiudeva il ciclo con circa 73.000 visitatori e annunciava già la trasferta di Avellino.

Il trentennale è dunque il punto in cui due storie si saldano: quella della festa di piazza, nata nel 1994 e cresciuta per venticinque anni tra Corso Vannucci e Piazza IV Novembre, e quella della formula più strutturata sperimentata nei padiglioni, con le degustazioni su prenotazione, le aree tematiche e una maggiore attenzione alla filiera. Molte delle soluzioni nate al chiuso sono state portate in città proprio nel 2024: il Choco Lab nel Centro camerale Galeazzo Alessi ne è l'esempio più evidente.

Perché Eurochocolate 2024 è tornato in centro e a novembre?

La decisione di riportare Eurochocolate nel centro di Perugia è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa nella Biblioteca degli Arconi, alla presenza di Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate, della presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, dell'allora sindaco di Perugia Andrea Romizi, del presidente della Camera di Commercio dell'Umbria Giorgio Mencaroni e dell'assessora all'urbanistica Margherita Scoccia. Abbiamo raccontato quella giornata anche nel nostro articolo sul ritorno di Eurochocolate nel centro di Perugia nel 2024.

Le ragioni del ritorno

Guarducci ha spiegato la scelta con parole molto chiare: "Abbiamo accolto le numerose sollecitazioni ricevute negli ultimi anni, che ci chiedevano di tornare nel centro storico di Perugia. Tali sollecitazioni provenivano non solo dal pubblico, ma anche dagli operatori e dagli sponsor di Eurochocolate. Il superamento della difficile crisi post Covid e l'esperienza positiva di Avellino ci hanno incoraggiato a prendere questa decisione."

In queste frasi ci sono tre motivazioni distinte. La prima è la domanda del pubblico: per molti visitatori affezionati Eurochocolate era sempre stato una festa di strada, e il format indoor, pur apprezzato per comodità e sicurezza, non restituiva la stessa atmosfera. La seconda è la pressione degli operatori: commercianti, ristoratori e albergatori del centro storico avevano perso per tre anni un evento che per decenni aveva portato in città centinaia di migliaia di persone in pochi giorni. La terza è il superamento della fase post pandemica, che rendeva di nuovo praticabile un evento diffuso, con accesso libero e senza controlli d'ingresso.

Va ricordato che il trasferimento a Umbriafiere, nel 2021, era stato presentato fin dall'inizio come temporaneo. Il ritorno del 2024, in coincidenza con il trentennale, ha quindi chiuso una parentesi annunciata, scegliendo per farlo la ricorrenza più simbolica possibile: festeggiare le trenta edizioni "nei luoghi dove tutto ebbe inizio".

Perché novembre e non più ottobre

La novità più discussa, però, riguardava il calendario. Per quasi trent'anni Eurochocolate aveva occupato la seconda metà di ottobre. Nel 2024 le date sono diventate 15-24 novembre, e la spiegazione degli organizzatori è stata duplice.

Da un lato c'è il clima. Secondo quanto dichiarato in conferenza stampa, i cambiamenti climatici avevano reso ottobre un mese con temperature troppo elevate per un evento all'aperto dedicato al cioccolato, un prodotto che teme il caldo e che richiede condizioni stabili per essere esposto, venduto e degustato. Chi ha frequentato le edizioni di fine anni Dieci ricorda giornate di ottobre quasi estive, poco compatibili con stand pieni di tavolette e praline.

Dall'altro lato c'è il rispetto per gli altri operatori del centro. Le stesse condizioni meteo, ha osservato Guarducci, permettevano a bar e ristoranti di prolungare le loro occupazioni di suolo pubblico all'aperto, i dehors, fino a ottobre inoltrato. "Francamente", ha aggiunto, "non sarebbe stato corretto da parte nostra privarli di questa opportunità per almeno due settimane". Infine novembre, ha ricordato il presidente, è "un mese più adatto ai consumi di cioccolato".

C'è poi una motivazione turistica. Novembre è tradizionalmente un mese di bassa stagione per Perugia e per l'Umbria. L'idea esplicitata dagli organizzatori era di replicare, a novembre, l'effetto che il festival aveva avuto trent'anni prima su ottobre: trasformare un periodo debole in un periodo di richiamo, allungando la stagione turistica per la città e per tutta la regione.

Le parole di Flavia Ruffinelli e il ringraziamento a Bastia

Flavia Ruffinelli, executive manager di Eurochocolate, ha sottolineato la continuità con l'esperienza indoor: "Faremo tesoro delle esperienze positive maturate negli ultimi anni a Umbria Fiere. Non rinunceremo a consolidare e far crescere quegli elementi che hanno continuato a garantire il successo di Eurochocolate, come Eurochocolate World, che ha conferito al nostro evento una notevole visibilità a livello internazionale."

Durante la conferenza gli organizzatori hanno ringraziato il Comune di Bastia Umbra e la sindaca Paola Lungarotti per il sostegno ricevuto nei tre anni a Umbriafiere, assicurando collaborazione per future forme di cooperazione. Nella stessa occasione l'assessora Scoccia ha annunciato l'approvazione del progetto esecutivo della Città del Cioccolato da parte della commissione di valutazione del Comune, passo necessario per la firma della convenzione trentennale e l'apertura del cantiere nel Mercato Coperto. Vasco Gargaglia, presidente del consiglio di amministrazione di Destinazione Cioccolato, ha mostrato un video con riprese aeree degli spazi e il marchio, allora inedito, della Città del Cioccolato.

Cacao fotografato a Guanay, in Bolivia
Cacao in Bolivia: per Flavia Ruffinelli, Eurochocolate World e i suoi produttori dei Paesi d'origine erano tra gli elementi da far crescere con il ritorno in città.Foto: Das Morton, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Un anno in tre tappe: Avellino, Perugia e oltre

Il trentennale non si è giocato soltanto a Perugia. Dal 9 al 14 febbraio 2024, a ridosso di San Valentino e della festa del patrono San Modestino, Eurochocolate ha portato un'edizione speciale ad Avellino, in Irpinia. Il comunicato del Comune di Avellino diffuso alla vigilia parlava di 110 aziende del cioccolato, oltre mille referenze di prodotto e circa cento tonnellate di cioccolato, con un asse principale lungo Corso Vittorio Emanuele II dedicato al Chocolate Show e Piazza della Libertà occupata da Choco Lab, percorso Tree to Bar e Fabbrica del Cioccolato. All'ex cinema Eliseo c'erano il Choco Circus e l'area dell'Italia del Cioccolato.

Tra gli ospiti di Avellino figuravano Tommaso Foglia e Iginio Massari, il cui incontro del 14 febbraio fu spostato al Teatro Carlo Gesualdo per l'alta richiesta. La scelta della città non era casuale: il Comune la descriveva come la prima area italiana per produzione di nocciole e tra le prime tre province per lavorazione del cioccolato, e un convegno era dedicato proprio al "connubio d'amore" tra cioccolato e nocciole. Secondo un titolo di AvellinoToday, ripreso nella nostra pagina madre, i visitatori superarono quota 100.000. È questa "esperienza positiva di Avellino" che Guarducci ha citato tra le ragioni del ritorno in piazza a Perugia.

Una lettera del Comune di Avellino ai commercianti, datata 4 gennaio 2024, descriveva inoltre il programma del trentennale come un percorso tra Perugia, il Giappone e Avellino. Le fonti che abbiamo potuto consultare non forniscono però dettagli su una tappa giapponese del 2024, e per questo non andiamo oltre questa menzione.

Qual era il tema di Eurochocolate 2024?

Ogni edizione di Eurochocolate ha un claim, e quasi sempre si tratta di un gioco di parole. Il tema eurochocolate 2024, "Sulla bocca di tutti", è tra i più riusciti della serie proprio perché lavora contemporaneamente su due piani, quello figurato e quello letterale, senza bisogno di spiegazioni.

Il doppio senso del claim

In italiano "essere sulla bocca di tutti" significa essere al centro dei discorsi, godere di una notorietà diffusa, essere argomento di conversazione. È un'espressione che può avere una sfumatura neutra o anche maliziosa (si dice di uno scandalo, di un pettegolezzo), ma che nel caso di un festival al suo trentesimo compleanno diventa una rivendicazione: in trent'anni Eurochocolate è entrato nel lessico comune, è diventato un nome che chiunque in Italia associa a Perugia e al cioccolato. Celebrare il trentennale dicendo "siamo sulla bocca di tutti" era un modo leggero, quasi ironico, di misurare la strada percorsa.

Sul piano letterale, però, la bocca è l'organo del gusto, il luogo in cui il cioccolato si scioglie e rivela i suoi aromi. Il claim diventa allora un invito: il cioccolato del festival è destinato, letteralmente, a finire sulla bocca di tutti i visitatori. Questo doppio registro, celebrativo e goloso insieme, è la cifra della comunicazione di Eurochocolate fin dagli anni Novanta, e nel 2024 si è prestato a una traduzione visiva molto immediata.

C'è infine una terza lettura, meno evidente ma coerente con lo spirito dell'edizione: il passaparola. Un festival che torna in piazza dopo cinque anni vive anche di ciò che le persone raccontano, di foto condivise, di consigli tra amici. "Sulla bocca di tutti" allude anche a questo: alla reputazione costruita dal pubblico, oltre che dalla comunicazione ufficiale.

Divani a forma di bocca e bocche di cioccolato

In Piazza IV Novembre il tema ha preso forma con un palco arredato da divani a forma di bocca, un'installazione pensata per essere vissuta e fotografata, nella tradizione degli oggetti-simbolo che dal 2015 in poi hanno caratterizzato il festival: i baffi, il pianoforte, i bottoni giganti. Sul palco della piazza si sono svolti l'inaugurazione e diversi incontri del programma, e sedersi su un paio di labbra rosse sotto la Fontana Maggiore è diventato uno degli scatti tipici dell'edizione.

Accanto ai divani era esposta una collezione di bocche di cioccolato realizzata dal marchio Costruttori di Dolcezze con la Maître Chocolatier Alice Cianuri. Le fonti consultate la descrivono come una serie di sculture di cioccolato dedicate al tema; non riportano invece il numero dei pezzi, il loro peso o le dimensioni, e per questo non azzardiamo cifre. Quel che è certo è che, dopo le sculture realizzate dal vivo nei padiglioni delle edizioni indoor, il 2024 ha riportato le opere di cioccolato nella cornice monumentale che le aveva ospitate per decenni, tra la Cattedrale di San Lorenzo e il Palazzo dei Priori.

Cioccolato italiano fuso
Cioccolato fuso, la materia prima delle sculture: nel 2024 in Piazza IV Novembre era esposta una collezione di bocche di cioccolato realizzata da Costruttori di Dolcezze con Alice Cianuri.Foto: Andrea Pavanello, CC BY-SA 3.0 it, via Wikimedia Commons

Perugia, la città dei Baci

Un tema dedicato alla bocca, a Perugia, non può non richiamare il Bacio Perugina, il cioccolatino che più di ogni altro ha legato il nome della città al cioccolato. La storia è nota: il cioccolatino nasce negli anni Venti del Novecento dall'idea di Luisa Spagnoli di recuperare la granella di nocciole avanzata dalla lavorazione, e il nome con cui viene lanciato, Bacio, insieme ai cartigli con le frasi d'amore, ne fa un'icona della comunicazione italiana. Perugina era stata fondata nel 1907 secondo la tradizione aziendale (alcune fonti indicano il 1908) da Luisa e Annibale Spagnoli, Francesco Buitoni e Leone Ascoli.

Non è un caso che, secondo le cronache dell'edizione, Perugina abbia scelto proprio il trentennale per presentare il Bacio Caramellato alle mandorle. Accanto a lei, tra i marchi citati, Lindt con Lindor Tiramisù ed Excellence Pistacchio, e poi Vanini e Fabbri 1905. Il pistacchio, va notato, era in quel periodo uno degli ingredienti più cercati in assoluto nel mondo del cioccolato: nel corso del 2024 aveva cominciato a spopolare sui social il cosiddetto cioccolato "Dubai", con ripieno di pistacchio e pasta kataifi, una moda che l'anno successivo sarebbe diventata uno dei prodotti più richiesti anche agli stand del festival.

Dalla bocca al gusto: perché il cioccolato si scioglie in bocca

Il tema del 2024 offre anche lo spunto per una piccola digressione di cultura del cioccolato. Il motivo per cui il cioccolato è un piacere così legato alla bocca è in buona parte fisico: il burro di cacao, la frazione grassa delle fave, fonde in un intervallo di temperature molto vicino a quello del corpo umano, poco sopra i 30 gradi. Una tavoletta ben temperata resta solida e lucida a temperatura ambiente, ma si scioglie quando la si appoggia sulla lingua, liberando gli aromi in modo progressivo.

È per questo che chi conduce le degustazioni professionali, come quelle del Choco Lab di cui parleremo più avanti, insiste su alcuni gesti precisi: osservare la superficie, ascoltare lo "snap" della spezzatura, annusare, e poi lasciare fondere lentamente il pezzetto in bocca invece di masticarlo subito. La bocca, insomma, non è solo il luogo in cui il cioccolato finisce, ma lo strumento con cui lo si comprende: il gusto percepisce dolce, amaro e acido, mentre gran parte degli aromi arriva al naso per via retronasale, mentre il cioccolato si scioglie.

Il trentennale ha dato a questa dimensione sensoriale uno spazio preciso, con le degustazioni guidate su prenotazione e con gli incontri dedicati alla qualità del cacao. Il claim "Sulla bocca di tutti", da questo punto di vista, era anche una dichiarazione di metodo: assaggiare bene, oltre che assaggiare molto.

Tartufi al cioccolato in una vetrina di Bruxelles
Tartufi al cioccolato in vetrina, a Bruxelles: un pezzetto da lasciar fondere lentamente in bocca, come insegnavano le degustazioni guidate del trentennale.Foto: M0tty, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La bocca nella storia del cacao

C'è anche una lettura storica del tema. Prima di diventare tavoletta, il cacao è stato per millenni una bevanda. Nelle culture mesoamericane veniva macinato, mescolato con acqua, spezie e talvolta peperoncino, e versato da un recipiente all'altro per ottenere una schiuma densa, considerata la parte più pregiata. Arrivato in Europa nel Cinquecento, il cioccolato rimase a lungo una bevanda delle corti e dei salotti, e solo nell'Ottocento, con l'invenzione della pressa per separare il burro di cacao e poi con il concaggio, divenne il prodotto solido che conosciamo.

Ricordare questa storia aiuta a capire perché un festival del cioccolato possa costruire un intero claim sulla bocca: il cioccolato è sempre stato un cibo da condividere, da offrire, da raccontare. E proprio la condivisione, il raccontarsi l'un l'altro un'esperienza, è il senso più profondo di "essere sulla bocca di tutti".

Un claim nella serie dei temi del festival

Messo in fila con i temi delle edizioni vicine, "Sulla bocca di tutti" mostra bene il percorso della comunicazione del festival. L'ultima edizione in centro prima della pandemia, nel 2019, aveva puntato su un oggetto fotografabile e su un modo di dire, "Attacca Bottone". Gli anni di Umbriafiere avevano portato l'autoironia di "Ne abbiamo piene le scatole" (2021) e il gioco scientifico di "Eurochocolate = molto cioccolato" (2023), ispirato alla formula di Einstein. Il trentennale torna al modo di dire e all'oggetto-simbolo, ma con una sfumatura celebrativa che le edizioni precedenti non avevano: è il festival che parla di sé, della propria fama, del proprio compleanno.

Le edizioni successive avrebbero preso strade diverse: un'immagine sognante con "La festa tra le nuvole" nel 2025 e un invito alla manualità con "Fate Dolci" nel 2026. In questa sequenza il 2024 resta l'edizione più autoreferenziale, nel senso migliore del termine: quella in cui Eurochocolate si è guardato allo specchio dopo trent'anni.

Come il tema è stato comunicato

La comunicazione del trentennale ha usato il claim in modo coerente con lo stile del festival: frasi brevi, immagini colorate, oggetti fotografabili. Le fonti consultate non riportano descrizioni dettagliate della campagna grafica (manifesti, illustrazioni, gadget), e per questo non le descriviamo. Sappiamo però che il programma è stato presentato alla stampa con una scelta di luogo insolita e in linea con il tono giocoso del tema: l'autoscontro "Studio 54" del Luna Park di Perugia, con la partecipazione di Julien Simonis, del programma internazionale Cacao of Excellence, e di Andrea Mecozzi, di Chocofair.

Accanto al tema c'era anche una piccola festa di compleanno aperta al pubblico: secondo la ricostruzione della nostra pagina madre, ai primi 200 iscritti nati a novembre sono stati riservati una foto ricordo e un regalo. Un modo semplice per trasformare il trentennale del festival in una ricorrenza condivisa con i visitatori.

Dove si è svolto Eurochocolate 2024? Le aree nel centro di Perugia

Il ritorno nel centro storico ha significato ridisegnare il percorso del festival. Rispetto alle edizioni di fine anni Dieci, che arrivavano a coprire una parte molto ampia dell'acropoli, il 2024 ha concentrato le attività lungo l'asse principale della città alta, collegando giardini, piazze e palazzi storici in un itinerario che si percorre a piedi in pochi minuti ma che, in un giorno di festival, richiede ore. Ricostruiamo le aree sulla base delle cronache di La Nazione e degli annunci diffusi alla vigilia.

Piazza IV Novembre: il palco, i divani e le sculture

Il cuore simbolico dell'edizione è stato, come da tradizione, Piazza IV Novembre, la piazza monumentale chiusa tra la Cattedrale di San Lorenzo e il Palazzo dei Priori, con al centro la Fontana Maggiore scolpita da Nicola e Giovanni Pisano nel Duecento. Qui era montato il palco con i divani a forma di bocca e qui erano esposte le bocche di cioccolato di Costruttori di Dolcezze e Alice Cianuri.

Sul palco della piazza, la mattina del 15 novembre 2024, si è svolto il taglio del nastro. La piazza ha poi ospitato incontri e presentazioni per tutti i dieci giorni: le cronache segnalano, per esempio, la presentazione del libro "Naturalmente" del pasticcere Damiano Carrara, in programma domenica 17 novembre alle 15. Chi conosce la storia del festival sa che Piazza IV Novembre è stata negli anni il palcoscenico delle installazioni più grandi, dalla tavoletta da record del 2007 alla scatola di cioccolatini del 2018 e al pianoforte del 2017: tornare qui, per il trentennale, aveva un valore evidente.

Corso Vannucci e il Chocolate Show

Da Piazza IV Novembre parte Corso Vannucci, il salotto di Perugia, che nel 2024 è tornato a ospitare il Chocolate Show, l'area espositiva e commerciale del festival. Lungo il corso e nelle zone adiacenti dell'acropoli si susseguivano gli stand di artigiani da tutta Italia e dei marchi storici del cioccolato: è qui che si concentravano i numeri citati in apertura, circa 170 aziende e 5.500 prodotti secondo i materiali di presentazione, 570 espositori secondo la cronaca dell'inaugurazione.

Il Chocolate Show è sempre stato la parte più "popolare" del festival, quella in cui si passeggia assaggiando, si confrontano tavolette e creme spalmabili, si comprano regali. Nel 2024, a pochi giorni dall'Avvento, aveva anche una funzione molto pratica: molti visitatori ne approfittavano per i primi acquisti natalizi, un aspetto che lo spostamento a novembre ha reso più evidente rispetto alle edizioni di ottobre.

Tavolette e prodotti esposti da una cioccolateria artigianale
Tavolette e prodotti di una cioccolateria artigianale: è il genere di assortimento che nel 2024 riempiva gli stand del Chocolate Show lungo Corso Vannucci.Foto: Vistawhite, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Giardini Carducci

All'estremità opposta di Corso Vannucci, oltre Piazza Italia, gli stand si estendevano fino ai Giardini Carducci, la terrazza alberata costruita sopra i resti della Rocca Paolina, con il belvedere che guarda la valle verso Assisi e il Subasio. Per chi saliva in città dalle scale mobili della Rocca Paolina, i Giardini erano di fatto la porta d'ingresso del festival. Nella pianificazione delle edizioni successive questa area avrebbe assunto un ruolo ancora più importante nella gestione dei flussi, come vedremo parlando del bilancio.

Piazza Matteotti: spettacoli e Città del Cioccolato

Piazza Matteotti, parallela a Corso Vannucci e affacciata sulla mole dell'ex Mercato Coperto, è stata nel 2024 lo spazio degli spettacoli. Secondo La Nazione qui si esibivano gli artisti della Choco Parade, i Choco Buskers, la Choco Street Band e il Circo Tic. Gli annunci della vigilia citavano anche Chocoband e "Chocolieri", e una call rivolta agli artisti di strada per selezionare i Choco Buskers del trentennale.

Piazza Matteotti ospitava anche lo stand informativo della Città del Cioccolato, dove si potevano raccogliere informazioni sulla campagna di crowdfunding e prenotare le visite guidate quotidiane al cantiere del Mercato Coperto, che si trova proprio lì accanto. Era un modo per mettere fisicamente in contatto il festival temporaneo con quello che sarebbe diventato il suo presidio permanente in città.

Via Mazzini: Eurochocolate World e il Choco Lab

Tra Piazza della Repubblica e Piazza Matteotti corre Via Mazzini, che nel 2024 ha ospitato due aree importanti. La prima è Eurochocolate World, lo spazio dedicato ai produttori internazionali di cacao, che La Nazione colloca nella zona di Piazza Mazzini: qui erano riuniti i 33 produttori da America centrale e meridionale, Africa e Asia. Gli annunci della vigilia indicavano l'area come realizzata in collaborazione con Cacao Solution.

La seconda è il Choco Lab, ospitato nel Centro camerale Galeazzo Alessi, l'ex Borsa Merci di Via Mazzini, sede di servizi della Camera di Commercio dell'Umbria. Qui si svolgevano ogni giorno degustazioni guidate e momenti formativi condotti da esperti, con attività dedicate anche alle scuole del territorio e ai bambini. Ne parliamo in dettaglio nella sezione sul programma.

Palazzo dei Priori: Sala della Vaccara e Galleria Nazionale

Il festival ha coinvolto anche il Palazzo dei Priori, il grande palazzo comunale affacciato su Corso Vannucci e Piazza IV Novembre. Nella Sala della Vaccara le cronache segnalano, per esempio, la conferenza "Il cioccolato: alimento buono che fa bene", segnalata alle 15:30 nella cronaca dei primi giorni di festival. Ai piani superiori dello stesso palazzo ha sede la Galleria Nazionale dell'Umbria, che per il trentennale ha offerto un ingresso ridotto ai visitatori che mostravano un biglietto o un acquisto di Eurochocolate: un piccolo ponte tra il festival e il patrimonio artistico della città, con le opere di Perugino, Pinturicchio, Beato Angelico e Piero della Francesca.

Una ciotola di cacao in polvere
Una ciotola di cacao in polvere: il cioccolato come alimento era al centro della conferenza “Il cioccolato: alimento buono che fa bene”, nella Sala della Vaccara.Foto: blair, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Lo stand della Regione Umbria e la colonna sonora

Lungo il percorso trovava spazio anche lo stand della Regione Umbria, da cui Radio Subasio, indicata come colonna sonora dell'edizione, trasmetteva in diretta ogni giorno da un nuovo "Glass Studio", uno studio radiofonico in vetro visibile dal pubblico. Umbria Turismo presentava qui un Calendario dell'Avvento dedicato ai luoghi simbolo della regione, un'idea pensata per invitare i visitatori del festival a tornare in Umbria nelle settimane successive. Gli annunci della vigilia citavano inoltre Mercavino, un progetto di promozione dell'enogastronomia umbra realizzato con Umbria Top Wine.

Il percorso a piedi, in pratica

Mettendo in fila le aree, il percorso del 2024 si snodava così: dai Giardini Carducci a Piazza Italia, lungo Corso Vannucci fino a Piazza IV Novembre, con le diramazioni verso Via Mazzini, Piazza Matteotti e il Palazzo dei Priori. È un itinerario compatto, che corrisponde quasi esattamente al cuore della Perugia da cartolina. Chi lo percorreva poteva, in una sola giornata, alternare assaggi, spettacoli, incontri e visite: la Galleria Nazionale, la Cattedrale, la Fontana Maggiore, e appena fuori dal percorso il Pozzo Etrusco, l'Arco Etrusco e Via Maestà delle Volte. Per scoprire cosa vedere in città oltre al festival, la nostra guida a Perugia raccoglie i luoghi principali.

Le fonti consultate non riportano gli orari di apertura dell'edizione 2024, né l'esistenza o le caratteristiche di una Chococard, la carta prepagata che in molte edizioni passate dava diritto a una selezione di assaggi e prodotti: per questo non le descriviamo. Sappiamo invece, dalle cronache, che l'accesso alle aree all'aperto era libero e che alcune attività, come le degustazioni del Choco Lab e le masterclass, richiedevano una prenotazione.

Eurochocolate World: 33 produttori di cacao dal mondo

Se il Chocolate Show è la parte più popolare del festival, Eurochocolate World è quella che negli anni ne ha costruito la credibilità internazionale. Flavia Ruffinelli lo aveva citato espressamente, nella conferenza stampa del ritorno, come uno degli elementi da consolidare e far crescere, e nel 2024 l'area ha confermato questo ruolo.

Chi c'era

Secondo le cronache, nel 2024 Eurochocolate World riuniva 33 produttori di cacao provenienti da America centrale e meridionale, Africa e Asia. La caratteristica comune era l'approccio bean to bar: aziende che controllano l'intero ciclo produttivo, dalla selezione delle fave (e in alcuni casi dalla coltivazione, nel modello tree to bar) fino alla tavoletta finita. È un modello opposto a quello della grande industria, in cui il cacao viene acquistato come materia prima indifferenziata, e permette di raccontare l'origine, la varietà, la fermentazione e la tostatura come elementi del gusto.

Le nuove presenze dell'edizione arrivavano da sei Paesi: São Tomé, Venezuela, Colombia, Filippine, Thailandia e India. Tra i protagonisti citati per nome ci sono Douglas Dager, presentato come rappresentante dei cacao bianchi ancestrali del Venezuela, e quattro imprenditori di São Tomé. Gli annunci diffusi prima del festival citavano anche produttori da Perù, Madagascar, Gabon, Ecuador e Giamaica; le fonti consultate non forniscono però l'elenco completo dei 33 espositori presenti, e per questo non lo ricostruiamo.

Sei nuovi Paesi, sei storie di cacao

Ognuno dei Paesi arrivati per la prima volta nel 2024 porta con sé una storia diversa, e vale la pena raccontarle brevemente per capire il senso di quella presenza.

São Tomé e Príncipe, arcipelago nel Golfo di Guinea, è stato tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento uno dei maggiori produttori di cacao al mondo, sotto il dominio coloniale portoghese, in un sistema di piantagioni (le roças) segnato anche da condizioni di lavoro durissime. Oggi è un piccolo produttore che punta sulla qualità e sul biologico, e la presenza di quattro imprenditori locali a Perugia raccontava proprio questa trasformazione.

Il Venezuela è considerato una delle culle dei cacao fini e aromatici, in particolare delle varietà di tipo criollo, apprezzate per l'amaro contenuto e per le fave dal colore chiaro: è a queste varietà che si riferisce l'espressione "cacao bianchi ancestrali" usata per presentare Douglas Dager. La Colombia, che negli anni successivi avrebbe avuto uno spazio dedicato nell'edizione 2025, è un produttore di cacao fine in crescita, spesso legato a progetti di sviluppo rurale nelle aree che hanno vissuto il conflitto armato.

Le Filippine hanno una tradizione di cacao che risale all'epoca coloniale spagnola, quando la pianta arrivò dall'America attraverso il Pacifico, e una cultura domestica della bevanda al cacao (il tablea) ancora viva. Proprio un produttore filippino, come vedremo, è stato al centro del progetto Equochocolate del 2024. Thailandia e India rappresentano invece le frontiere più recenti: Paesi in cui la coltivazione del cacao è relativamente giovane o marginale, e in cui stanno nascendo piccoli marchi bean to bar che cercano visibilità sui mercati europei.

Cacao di Chuao, in Venezuela
Cacao di Chuao, in Venezuela, una delle culle dei cacao fini: nel 2024 il Venezuela era tra le sei nuove origini presenti in Eurochocolate World.Foto: Jocsarabia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Equochocolate: il produttore filippino del 2024

Tra le iniziative legate ai produttori, il trentennale ha confermato Equochocolate, il progetto con cui il marchio Costruttori di Dolcezze sostiene ogni anno un produttore di un Paese d'origine del cacao. Secondo le informazioni diffuse alla vigilia, nelle edizioni precedenti i partner erano stati Yumbos, dall'Ecuador, nel 2022, e Kakaomundo, dal Gabon, nel 2023. Nel 2024 il partner è stato Auro, azienda delle Filippine, che in quell'occasione lanciava una nuova linea di tavolette bean to bar.

Il progetto rientrava nel percorso annunciato al termine dell'edizione 2023, quando gli organizzatori avevano presentato un programma eco-solidale per il triennio 2024-2026 e una collaborazione per la piantumazione di alberi a protezione delle piante di cacao. Le fonti consultate non forniscono cifre sui risultati concreti di questi progetti nel 2024.

"About Chocolate" e la lettera d'intenti per l'Osservatorio

Accanto agli stand, il trentennale ha proposto un ciclo di incontri chiamato "About Chocolate", dedicato ai temi della sostenibilità e della tracciabilità del cacao. È in questo contesto che, il 21 novembre 2024, è stata firmata una lettera d'intenti per un Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato. Gli annunci della vigilia lo descrivevano come uno strumento per monitorare la qualità del cacao e del cioccolato a livello globale, e indicavano tra i soggetti coinvolti Cacao of Excellence, il programma internazionale che premia i migliori campioni di cacao dei Paesi produttori e che era stato presente anche alla presentazione del programma con Julien Simonis. Tra i collaboratori citati figurava anche Chocoa, l'evento annuale dedicato al cacao che si tiene ad Amsterdam.

Le fonti consultate non riportano l'elenco completo dei firmatari della lettera, né il testo dell'accordo. Sappiamo invece, dalla presentazione della campagna di crowdfunding della Città del Cioccolato, che l'Osservatorio era pensato con sede a Perugia e che il suo sviluppo era una delle quattro linee di attività da finanziare con la raccolta: un segno che, nelle intenzioni degli organizzatori, il festival e il futuro museo dovevano diventare anche un punto di riferimento per la filiera internazionale.

Perché la tracciabilità era un tema caldo

L'attenzione per la tracciabilità non era un vezzo. Nel 2024 l'Unione europea stava preparando l'applicazione del regolamento contro la deforestazione (EUDR), approvato nel 2023, che obbliga chi immette sul mercato europeo prodotti come cacao, caffè e soia a dimostrare che non provengono da terreni disboscati dopo una certa data. Proprio a fine 2024 l'applicazione del regolamento è stata rinviata di un anno, anche per le difficoltà dei piccoli produttori, soprattutto africani, a soddisfare i requisiti di documentazione. Per un festival che ospitava decine di piccoli produttori dei Paesi d'origine, parlare di tracciabilità significava parlare di un tema che li riguardava direttamente.

Il contesto: il 2024, l'anno del cacao record

Eurochocolate 2024 si è svolto in un momento eccezionale per il mercato mondiale del cacao. Chiunque abbia comprato cioccolato in quei mesi se ne è accorto: prezzi in aumento, confezioni più piccole, qualche prodotto sparito dagli scaffali. Raccontare l'edizione senza questo contesto significherebbe perdere una parte importante della storia.

Prezzi mai visti

Per diversi decenni il prezzo del cacao alla borsa di New York si era mosso per lo più tra i 2.000 e i 3.000 dollari a tonnellata. Tra il 2023 e il 2024 la situazione è cambiata in modo radicale. Secondo una ricostruzione pubblicata da Open nel febbraio 2025, a dicembre 2024, poche settimane dopo la chiusura del festival, il prezzo ha superato i 12.500 dollari a tonnellata, con un aumento di oltre il 400%. Altre fonti giornalistiche indicano un picco di circa 12.600 dollari a fine 2024, circa cinque volte il livello storico di riferimento. Nei mesi successivi i prezzi sarebbero scesi, ma restando a lungo ben al di sopra dei livelli di pochi anni prima.

Le cause

Le cause indicate da esperti e osservatori sono molteplici. La prima è il clima nell'Africa occidentale, dove Costa d'Avorio, Ghana, Camerun e Nigeria producono insieme circa il 70% del cacao mondiale. La crisi è cominciata nel 2023, con piogge anomale durante la stagione secca in Ghana che hanno favorito marciumi e la diffusione della "macchia nera" sulle cabosse; nel 2024 è arrivata invece una lunga siccità. Un rapporto di Climate Central, citato da Open, ha stimato che il cambiamento climatico abbia aggiunto alcune settimane di temperature superiori all'intervallo ottimale per la pianta nei principali Paesi produttori.

Accanto al clima, le fonti citano infestazioni di parassiti, il contrabbando e l'estrazione mineraria illegale che sottrae terreni alle piantagioni e, come fattore di incertezza, proprio il regolamento europeo sulla deforestazione. Il risultato è stato un deficit di offerta che ha fatto impennare le quotazioni.

Fave di cacao stese a essiccare in Ghana
Fave di cacao a essiccare in Ghana: piogge anomale nel 2023 e siccità nel 2024 in Africa occidentale hanno spinto il prezzo del cacao a livelli record.Foto: Francesco Veronesi, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Cosa significava per un festival del cioccolato

Per un evento come Eurochocolate, il cacao record ha avuto un doppio significato. Da un lato ha messo sotto pressione le aziende, soprattutto quelle artigianali, che hanno visto crescere i costi della materia prima in modo improvviso. Dall'altro ha reso molto più comprensibile, per il grande pubblico, il discorso sulla filiera: se il cacao costa di più, è utile sapere da dove viene, chi lo coltiva, quanto viene pagato chi lo raccoglie, quali rischi climatici corre la pianta.

È in questa luce che vanno letti gli incontri "About Chocolate", la lettera d'intenti per l'Osservatorio e la presenza dei produttori bean to bar. Il trentennale non è stato soltanto una festa: ha portato in piazza, davanti a un pubblico molto ampio, un dibattito che fino a pochi anni prima riguardava soprattutto gli addetti ai lavori. Per approfondire come nasce il cioccolato, dalla pianta alla tavoletta, puoi leggere la nostra guida al cioccolato di Eurochocolate.

Le tendenze di prodotto

Il 2024 è stato anche l'anno di alcune mode precise. La più evidente è stata quella del pistacchio, spinta dal fenomeno social del cioccolato "Dubai", con il suo ripieno verde e croccante, che in pochi mesi ha conquistato i feed di mezzo mondo. Le novità presentate a Perugia dai grandi marchi, come la tavoletta Lindt Excellence al pistacchio citata dalle cronache, si inserivano in questa tendenza. Un'altra direzione era quella dei gusti ispirati alla pasticceria, come il tiramisù dei nuovi Lindor, e delle varianti caramellate, come il nuovo Bacio presentato da Perugina.

Sul fronte artigianale, la tendenza più solida restava quella del bean to bar e delle tavolette monorigine, che raccontano un singolo Paese o una singola piantagione. La presenza di 33 produttori internazionali, molti dei quali con un approccio di questo tipo, faceva di Eurochocolate World una piccola mappa di questa evoluzione del gusto.

Il programma: Choco Lab, masterclass e spettacoli

Il programma del trentennale ha alternato tre registri: la degustazione consapevole, affidata al Choco Lab e alle masterclass; lo spettacolo di strada, con parate, bande e artisti; gli incontri di approfondimento, dalla salute alla sostenibilità. Le fonti consultate non riportano un calendario completo giorno per giorno, ma permettono di ricostruire i nomi e gli appuntamenti principali.

Il Choco Lab al Centro camerale Galeazzo Alessi

Il Choco Lab era il luogo delle degustazioni guidate. Ospitato nel Centro camerale Galeazzo Alessi di Via Mazzini, proponeva ogni giorno sessioni su prenotazione condotte da esperti, con un'impostazione didattica: imparare a riconoscere le caratteristiche di un cioccolato, le differenze tra origini e percentuali, gli abbinamenti. La formula riprendeva l'esperienza maturata a Umbriafiere, dove le attività su prenotazione erano diventate uno dei punti di forza del format indoor.

Tra i conduttori citati dalle cronache c'è Roberto Caraceni, della Compagnia del Cioccolato, l'associazione italiana dedicata alla cultura del cioccolato di qualità, che negli anni successivi avrebbe diretto anche il nuovo laboratorio del festival in Via Angusta. Accanto a lui la pasticcera Loretta Fanella, che secondo il programma presentava un dolce pensato per chi soffre di intolleranze alimentari, e che compare anche tra gli ospiti speciali segnalati da La Nazione nella cronaca dei primi giorni. Il Choco Lab coinvolgeva inoltre le scuole del territorio, con attività dedicate ai bambini.

Le masterclass: da Damiano Carrara a Jordi Roca

Il programma delle masterclass comprendeva alcuni nomi molto noti al grande pubblico. Damiano Carrara, pasticcere toscano diventato popolare grazie alla televisione, era atteso in Piazza IV Novembre domenica 17 novembre per presentare il suo libro "Naturalmente". Tra i maestri in programma la nostra pagina madre ricorda anche Lorenzo Turina.

L'appuntamento più atteso era però quello di sabato 23 novembre con Jordi Roca, il pasticcere catalano del celebre ristorante El Celler de Can Roca di Girona, che guida con i fratelli Joan e Josep. Le fonti lo presentano con il suo progetto di cioccolato Casa Cacao e indicano il tema della masterclass: gli abbinamenti tra cioccolato e spezie rare. La presenza di un nome di questo livello internazionale segnava il desiderio del trentennale di affiancare alla festa popolare un'offerta di alta gastronomia.

Primo piano di un tiramisù spolverato di cacao
Un tiramisù spolverato di cacao (foto illustrativa): la pasticceria era protagonista delle masterclass del 2024, dal libro di Damiano Carrara agli abbinamenti di Jordi Roca.Foto: lucy like whoa, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Gli incontri: salute, sostenibilità, filiera

Oltre agli "About Chocolate" sulla filiera, di cui abbiamo parlato, il programma includeva incontri divulgativi su cioccolato e salute. Le cronache dei primi giorni segnalano in Sala della Vaccara la conferenza "Il cioccolato: alimento buono che fa bene", un tema ricorrente nella storia del festival, che ha spesso ospitato medici e nutrizionisti per parlare delle proprietà del cacao, dai polifenoli al ruolo del cioccolato fondente in una dieta equilibrata.

Gli spettacoli di strada

Il ritorno in piazza ha significato anche il ritorno dello spettacolo diffuso. Nella formula indoor l'intrattenimento era concentrato su palchi e padiglioni; nel 2024 tornava a muoversi per le vie. Le fonti citano la Choco Parade, una sfilata itinerante; i Choco Buskers, artisti di strada selezionati con una call dedicata; la Choco Street Band e la Chocoband; il Circo Tic; giocolieri e artisti di danza aerea. Piazza Matteotti era il punto di riferimento degli spettacoli, ma la musica e le esibizioni attraversavano l'intera acropoli.

Bambini, famiglie e scuole

Eurochocolate è sempre stato un festival molto frequentato dalle famiglie, e lo studio diffuso nel 2025 dalla Camera di Commercio lo ha confermato: il pubblico del 2024 era composto in prevalenza da famiglie e gruppi di amici. Per i più piccoli il programma prevedeva laboratori, giochi e attività al Choco Lab, con il coinvolgimento delle scuole del territorio. Le fonti consultate non descrivono nel dettaglio i singoli laboratori del 2024; per un'idea di come si sono evolute le attività per bambini, l'edizione 2025 ha poi dedicato alle famiglie uno spazio specifico, il Nuvolab, nell'ex Borsa Merci.

Le novità dei grandi marchi

Il trentennale è stato anche un'occasione di lancio per i marchi storici. Secondo le cronache Perugina presentava i Baci Perugina Caramellato alle mandorle, Lindt i Lindor Tiramisù e la tavoletta Excellence Pistacchio, mentre tra le aziende presenti erano citate Vanini e Fabbri 1905. È una dinamica tipica del festival: la presenza di migliaia di visitatori in pochi giorni lo rende un banco di prova naturale per le novità di stagione, a ridosso del periodo natalizio.

La Città del Cioccolato: cantiere, crowdfunding e futuro

Se c'è un elemento che rende Eurochocolate 2024 diverso da tutte le edizioni precedenti, è il rapporto con un progetto permanente: la Città del Cioccolato, il museo esperienziale dedicato al cacao e al cioccolato nell'ex Mercato Coperto di Perugia, l'edificio degli anni Trenta affacciato su Piazza Matteotti e sulla valle.

Un progetto lungo vent'anni

L'idea di uno spazio permanente dedicato al cioccolato accompagnava Guarducci da molto tempo: in un'intervista del 2022 il fondatore raccontava di averne cominciato a parlare con le amministrazioni locali fin dal 2004. Nella conferenza stampa che aveva annunciato il ritorno in centro, l'assessora Scoccia aveva comunicato l'approvazione del progetto esecutivo, passo necessario per la firma della convenzione trentennale con il Comune. Secondo La Nazione, nei mesi precedenti il festival i lavori avevano rallentato a causa di interventi legati ai parcheggi, ma a novembre 2024 il cantiere era di nuovo pienamente operativo.

Il progetto, sempre secondo La Nazione, prevedeva oltre 2.800 metri quadrati di spazi e un costo stimato di circa 6 milioni di euro. L'apertura era indicata per il 2025: alcuni annunci della vigilia parlavano dell'estate, ma la struttura ha poi aperto a novembre 2025, in concomitanza con l'edizione successiva del festival.

Le visite al cantiere

Durante i dieci giorni del trentennale, il pubblico ha potuto prenotare visite guidate quotidiane al cantiere del Mercato Coperto, partendo dallo stand informativo in Piazza Matteotti. Per molti perugini era l'occasione per vedere dall'interno un edificio storico in piena trasformazione; per i visitatori del festival, un modo per sbirciare il futuro della manifestazione.

Fave di cacao stese al sole in Colombia
Fave di cacao al sole in Colombia: la raccolta fondi lanciata nel 2024 per la Città del Cioccolato prevedeva anche progetti di filiera sostenibile nei Paesi produttori.Foto: pipeafcr, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L'equity crowdfunding

Il trentennale è stato anche il momento scelto per lanciare una campagna di equity crowdfunding promossa da Destinazione Cioccolato sulla piattaforma Mamacrowd, presentata pochi giorni prima dell'apertura. La raccolta, spiegava La Nazione il 12 novembre 2024, non serviva a finanziare la costruzione, già coperta, ma a sostenere quattro linee di attività: il marketing, per arrivare a 370.000 visitatori a partire dal terzo anno di apertura; l'Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato con sede a Perugia; progetti di filiera sostenibile nei Paesi produttori; progetti di inclusione sociale all'interno del museo, con il 30% del personale previsto da categorie fragili e corsi di cioccolato per persone sorde e cieche.

L'obiettivo minimo era di 300.000 euro, il massimo di un milione. Le quote erano suddivise in fasce dal nome goloso: Latte (da 300 a 4.999 euro), Gianduia (da 5.000 a 99.999), Fondente (da 100.000 a 199.999) ed Extra Fondente (da 200.000 euro in su). "Si vuole aprire il progetto alla città, con l'obiettivo di coinvolgere un azionariato diffuso", spiegava Guarducci. La partenza è stata rapida: secondo La Nazione del 16 novembre, nelle prime 24 ore erano stati raccolti 508.000 euro, metà dell'obiettivo massimo. A distanza di tempo, un articolo del Sole 24 Ore del 2026 ha riferito che il progetto è stato sostenuto da 198 investitori.

Dal festival al museo

La Città del Cioccolato ha cambiato la natura della presenza di Eurochocolate in città: non più soltanto un evento di dieci giorni, ma un presidio stabile. Secondo il Sole 24 Ore, pochi mesi dopo l'apertura il museo aveva già registrato 25.000 ingressi, con l'obiettivo di arrivare a 300.000 visitatori in tre anni. Le visite al cantiere del 2024 sono state, a posteriori, il primo capitolo di questa storia. Nell'edizione 2026 la collaborazione tra festival e museo prevede anche un'esperienza nella fabbrica bean to bar per creare la propria tavoletta: ne parliamo nella pagina sul programma di Eurochocolate 2026.

Cronache e bilanci di Eurochocolate 2024

Come è andata, dunque, l'edizione del ritorno? Per rispondere mettiamo insieme le cronache dei giorni del festival e i dati diffusi nei mesi successivi, tenendo presente un limite già segnalato: le fonti consultate non riportano un conteggio ufficiale complessivo dei visitatori.

L'inaugurazione e le prime parole

La mattina di venerdì 15 novembre 2024 il nastro è stato tagliato sul palco di Piazza IV Novembre. Nella cronaca pubblicata il giorno dopo, La Nazione ha raccontato il ritorno del festival "sull'acropoli" dopo cinque anni e ha riportato le parole di Eugenio Guarducci: "Spero che questi giorni dimostrino l'importanza e il valore di Eurochocolate". Il fondatore ha aggiunto di voler proseguire finché i benefici per la città fossero stati superiori ai disagi per residenti e attività, riconoscendo apertamente che una manifestazione di questa scala comporta anche un impatto sulla vita quotidiana del centro.

L'assessore comunale allo sviluppo economico e al commercio, Andrea Stafisso, ha dato il bentornato al festival citando "i dati molto significativi per le presenze e l'occupazione alberghiera". Era il primo Eurochocolate della nuova amministrazione comunale guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, eletta nel giugno 2024: un dettaglio che spiega perché la conferenza stampa del ritorno, mesi prima, avesse visto invece la presenza del sindaco uscente Andrea Romizi.

La piccola polemica sulle luminarie

Non sono mancati momenti di frizione. Sempre secondo La Nazione, Guarducci aveva suggerito di accendere le luminarie natalizie di Corso Vannucci già durante Eurochocolate, per dare al festival di novembre un'atmosfera da inizio feste. L'assessore Stafisso aveva respinto l'idea con una risposta molto concreta: non c'erano nemmeno gli allacci elettrici. È un episodio minore, ma rivelatore: spostando il festival a novembre, Eurochocolate si avvicinava al calendario natalizio della città, e il coordinamento tra i due momenti sarebbe diventato un tema delle edizioni successive.

Un novembre elettorale

C'è un altro elemento di contesto che le cronache del festival citano poco ma che vale la pena ricordare. Proprio nel secondo weekend di Eurochocolate, il 17 e 18 novembre 2024, l'Umbria ha votato per il rinnovo del Consiglio regionale: le elezioni hanno visto la vittoria di Stefania Proietti, che è succeduta a Donatella Tesei, la presidente che aveva partecipato alla conferenza stampa del ritorno in centro. Il festival del trentennale si è dunque svolto a cavallo di un passaggio politico importante per la regione, senza che questo, per quanto risulta dalle fonti, abbia inciso sul suo svolgimento.

I dati sulle presenze turistiche

Il primo dato significativo è arrivato a febbraio 2025, quando il Comune e l'organizzazione hanno cominciato a discutere l'edizione successiva. Secondo La Nazione del 10 febbraio 2025, a Perugia nel novembre 2024, rispetto al novembre 2023, le presenze turistiche sono cresciute del 24,1% e gli arrivi del 36,8%. Lo spostamento del festival da ottobre a novembre è stato indicato come uno dei fattori che hanno permesso di distribuire meglio i flussi turistici nell'arco dell'autunno.

È un risultato che va nella direzione esplicitamente cercata dagli organizzatori: usare il festival per sostenere un mese di bassa stagione. Va però ricordato che un confronto tra due novembre misura l'effetto complessivo del mese, non solo quello del festival, e che le fonti non forniscono un dato analogo sul mese di ottobre, che nel 2024 non aveva più Eurochocolate.

Un vasetto di crema spalmabile al cioccolato e nocciole
Una crema spalmabile al cioccolato e nocciole: nella settimana del festival del 2024, secondo lo studio di Camera di Commercio, Isnart e Mastercard, la spesa a Perugia è più che raddoppiata.Foto: F.sco Pinto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lo studio Camera di Commercio, Isnart e Mastercard

Il secondo dato, più dettagliato, è arrivato da uno studio della Camera di Commercio dell'Umbria con Isnart e Mastercard, presentato alla BIT di Milano e ripreso da La Nazione il 16 febbraio 2025. Analizzando i pagamenti con carta, lo studio ha stimato che nella settimana del festival il volume di spesa a Perugia sia cresciuto del 116% rispetto alla stessa settimana del 2023, del 48% rispetto alla settimana precedente l'evento e del 58% rispetto a quella successiva.

Le crescite per settore, rispetto alla settimana precedente e a quella successiva, erano molto marcate: trasporti +165,7% e +118,8%; shopping +41,7% e +96,4%; bar +78,8% e +74,8%; ristoranti +107,5% rispetto alla settimana precedente; alberghi +29,2% e +31,5%. Lo studio parlava di alberghi al completo, di un forte aumento delle vendite nei negozi del centro e di oltre 500 posti di lavoro temporanei generati dall'evento.

SettoreRispetto alla settimana precedenteRispetto alla settimana successiva
Trasporti+165,7%+118,8%
Ristoranti+107,5%non indicato
Bar+78,8%+74,8%
Shopping+41,7%+96,4%
Alberghi+29,2%+31,5%

Il confronto con Umbria Jazz

Lo stesso studio confrontava Eurochocolate con l'altro grande evento perugino, Umbria Jazz. Secondo la sintesi di La Nazione, il festival jazz di luglio ha un impatto relativamente maggiore sulla spesa complessiva e un pubblico più vario e con maggiore capacità di spesa; Eurochocolate, invece, attira un pubblico più familiare e composto da gruppi di amici, con una spesa più distribuita in tutta la città. I visitatori in giornata spendono soprattutto in cibo e piccoli acquisti; chi pernotta spende di più in alloggio ed esperienze. Gli esperti citati suggerivano di puntare su laboratori immersivi, tour a tema, promozione internazionale e più eventi collaterali, come concerti, show cooking e mostre.

Le criticità e le lezioni per il 2025

Il ritorno in piazza ha portato con sé anche problemi pratici. Le fonti consultate non riportano polemiche specifiche e documentate sul 2024 oltre a quella sulle luminarie, ma l'elenco delle misure concordate tra Comune e organizzazione per l'edizione successiva, riportato da La Nazione nel febbraio 2025, dice molto su ciò che andava migliorato: una migliore gestione dei flussi pedonali, anche per l'accesso delle persone con disabilità; una segnaletica più chiara, soprattutto per le vie d'uscita; un transito più agevole per i residenti del centro storico; più personale di sicurezza; più servizi igienici mobili; il riposizionamento di alcune strutture lungo Corso Vannucci; il coordinamento con l'avvio degli eventi natalizi sull'acropoli.

Nella stessa fase Gioform, la società titolare del marchio, ha chiesto formalmente di poter utilizzare Piazza IV Novembre e i Giardini Carducci come sedi stabili del festival, spiegando con le parole di Guarducci che l'istanza serviva "principalmente per ottimizzare la distribuzione dei flussi di visitatori". Stafisso ha risposto riconoscendo che "Eurochocolate è una manifestazione storicamente legata alla nostra città", e auspicando "un accordo condiviso". In altre parole: il ritorno in centro era stato un successo, ma aveva mostrato quanto fosse delicato far convivere un afflusso così grande con la vita di una città medievale arroccata su un colle.

Un bilancio complessivo

Messi insieme, i dati raccontano un'edizione che ha centrato gli obiettivi dichiarati: riportare il festival nel cuore della città, riempire gli alberghi in un mese di bassa stagione, generare spesa diffusa per commercio e ristorazione. Allo stesso tempo, il trentennale ha aperto una fase nuova di negoziazione con la città, sui luoghi, sugli spazi e sulla gestione della folla. Sul numero complessivo dei visitatori, ripetiamo, non abbiamo trovato un dato ufficiale: chi lo cita dovrebbe indicarne la fonte. Una pagina divulgativa in lingua inglese parla genericamente di "centinaia di migliaia di visitatori" e di un'edizione "da record", ma indica anche date sbagliate (14-23 novembre), e per questo non la consideriamo attendibile.

L'eredità di Eurochocolate 2024 e il confronto con il 2026

A distanza di due anni, il trentennale appare come il punto di partenza di una nuova fase della storia del festival. Molte delle scelte fatte nel 2024 sono diventate stabili, altre sono state corrette, altre ancora hanno trovato il loro compimento negli anni successivi.

Cosa è rimasto

La prima eredità è il mese di novembre. Quella che nel 2024 era una scommessa, motivata dal clima e dal rispetto per i dehors del centro, è diventata la regola: nel 2025 il festival si è svolto dal 14 al 23 novembre, nel 2026 è in programma dal 13 al 22 novembre. Il buon andamento delle presenze turistiche nel novembre 2024 ha probabilmente contribuito a consolidare questa scelta.

La seconda eredità è il centro storico. Dopo il trentennale non si è più tornati a Umbriafiere: le edizioni successive hanno confermato il percorso tra Giardini Carducci, Piazza Italia, Corso Vannucci, Piazza della Repubblica, Via Mazzini e Piazza Matteotti, con aggiustamenti dettati proprio dall'esperienza del 2024, a partire dalla gestione dei flussi e dal coordinamento con il calendario natalizio.

La terza eredità è la formula ibrida, che unisce la festa a ingresso libero con attività strutturate su prenotazione. Il Choco Lab del 2024 al Centro camerale Galeazzo Alessi è stato il ponte tra le degustazioni dei padiglioni di Umbriafiere e i laboratori delle edizioni successive: nel 2025 le attività sono passate in un nuovo spazio in Via Angusta, il LAB, diretto proprio da Roberto Caraceni, mentre l'ex Borsa Merci è diventata lo spazio per famiglie.

La quarta eredità è la Città del Cioccolato, che nel 2024 era un cantiere da visitare e un'idea da finanziare, e che dal novembre 2025 è una realtà aperta tutto l'anno. Insieme a lei, l'idea di un Osservatorio internazionale del cacao con sede a Perugia, nata dalla lettera d'intenti del 21 novembre 2024, resta uno degli obiettivi dichiarati del progetto.

Cabosse di cacao in Costa d'Avorio
Cabosse di cacao in Costa d'Avorio: la qualità del cacao nei Paesi produttori è il campo dell'Osservatorio internazionale nato dalla lettera d'intenti del novembre 2024.Foto: Hanay, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il 2025: "La festa tra le nuvole"

L'edizione successiva, la trentunesima, ha confermato luogo e periodo, dal 14 al 23 novembre 2025, con un tema dal tono più poetico: "La festa tra le nuvole". Rispetto al trentennale, le cronache segnalano un'area Eurochocolate World più ampia, con circa 40 produttori da 22 Paesi della fascia equatoriale e uno spazio dedicato alla Colombia, lo Spazio Nuvola in Piazza Matteotti, il Nuvolab per i bambini nell'ex Borsa Merci, il nuovo LAB di Via Angusta e, soprattutto, l'apertura della Città del Cioccolato. È stata anche l'edizione in cui il cioccolato "Dubai" al pistacchio, la moda nata sui social nel 2024, è diventato uno dei prodotti più cercati. Trovi il racconto completo nella pagina su Eurochocolate 2025.

Il 2026: "Fate Dolci" e la Calabria Regione Ospite

L'edizione 2026, la trentaduesima, si svolgerà dal 13 al 22 novembre 2026 con il tema "Fate Dolci" e, per la prima volta, con una Regione Ospite: la Calabria. Le aree annunciate sono Giardini Carducci, Largo della Libertà, Piazza Italia, Corso Vannucci, Via Fani, Via Mazzini, Piazza della Repubblica e Piazza Matteotti.

Il confronto con il 2024 è istruttivo. Il trentennale aveva un claim celebrativo, rivolto al passato e alla notorietà raggiunta: "Sulla bocca di tutti". Il 2026 sceglie invece un claim rivolto al fare: "Fate Dolci" gioca tra le fate delle fiabe e l'invito, all'imperativo, a preparare dolci con le proprie mani. Dove il 2024 metteva al centro la bocca, cioè il gusto e l'assaggio, il 2026 mette al centro le mani, cioè la manualità e la partecipazione. In mezzo c'è la nascita della Città del Cioccolato, con la sua fabbrica bean to bar in cui il pubblico può creare la propria tavoletta: un'evoluzione coerente con la strada aperta dalle visite al cantiere del 2024.

Eurochocolate 2024Eurochocolate 2026
Edizione30ª32ª
Date15-24 novembre13-22 novembre
Tema"Sulla bocca di tutti""Fate Dolci"
Novità principaleRitorno in centro e passaggio a novembreRegione Ospite (Calabria)
Città del CioccolatoCantiere visitabile, crowdfundingAperta, con fabbrica bean to bar

Per conoscere date, aree e novità della prossima edizione puoi leggere la nostra pagina su Eurochocolate 2026 e quella dedicata agli eventi di Eurochocolate 2026.

Cosa le fonti non dicono

Per onestà verso chi legge, è utile riassumere anche ciò che non siamo riusciti a documentare. Le fonti consultate non riportano: il numero complessivo dei visitatori del trentennale; gli orari di apertura delle aree; l'esistenza e il funzionamento di una Chococard o di altre formule di visita a pagamento oltre alle attività su prenotazione; l'elenco completo dei 33 produttori di Eurochocolate World; il testo e i firmatari della lettera d'intenti per l'Osservatorio; il numero, il peso e le dimensioni delle bocche di cioccolato esposte in Piazza IV Novembre. Inoltre, sul numero degli espositori del Chocolate Show le cifre disponibili (circa 170 aziende secondo i materiali di presentazione, 570 espositori secondo La Nazione) non sono direttamente confrontabili. Se emergeranno dati verificabili su questi punti, aggiorneremo la pagina.

Perché il trentennale resta un'edizione chiave

Rileggendo la storia del festival, il 2024 si colloca accanto a poche altre edizioni davvero di svolta: la prima del 1994, quelle di inizio anni Duemila con la trasferta torinese, il 2018 delle "nozze d'argento", il 2021 del trasloco al chiuso. È l'edizione che ha chiuso la parentesi della pandemia, che ha cambiato il calendario dopo trent'anni e che ha legato per la prima volta il festival a un luogo permanente. Ed è anche quella che ha portato con più forza, davanti al grande pubblico, i temi della filiera del cacao in un anno di prezzi record. Per chi vuole ripercorrere l'intera sequenza, la pagina sulle edizioni passate raccoglie tutte le schede anno per anno.

Ripercorrere i luoghi del 2024 oggi

Chi visita Perugia durante un'edizione di Eurochocolate, oggi, cammina negli stessi luoghi del trentennale. Ecco un breve itinerario per ritrovarli, utile anche come promemoria per chi parte con un viaggio organizzato.

Dalla Rocca Paolina a Piazza IV Novembre

Il modo più comodo per salire in centro è attraversare la Rocca Paolina con le scale mobili da Piazza Partigiani: si attraversano i resti della fortezza cinquecentesca voluta da papa Paolo III, con le vie medievali inglobate nelle sue strutture, e si sbuca accanto ai Giardini Carducci. Da qui si percorre Corso Vannucci, la strada del Chocolate Show, fino a Piazza IV Novembre, dove nel 2024 c'erano i divani a forma di bocca: vale la pena fermarsi alla Fontana Maggiore, salire la scalinata della Cattedrale di San Lorenzo e visitare la Galleria Nazionale dell'Umbria nel Palazzo dei Priori.

Via Mazzini, Piazza Matteotti e la Città del Cioccolato

Scendendo da Corso Vannucci verso Piazza della Repubblica si imbocca Via Mazzini, con il Centro camerale Galeazzo Alessi che nel 2024 ospitava il Choco Lab. Poco oltre si arriva in Piazza Matteotti, con il Palazzo del Capitano del Popolo e, sul lato verso valle, l'ex Mercato Coperto: quello che nel 2024 era un cantiere visitabile oggi è la Città del Cioccolato, da inserire nel programma di una visita a Perugia anche fuori dalle date del festival. Dalla terrazza del Mercato Coperto si gode una delle viste più ampie sulla valle umbra.

Tostatura delle fave di cacao nel villaggio di Chuao, in Venezuela
La tostatura delle fave a Chuao, in Venezuela: nel 2024, tra Via Mazzini e Piazza della Repubblica, Choco Lab ed Eurochocolate World raccontavano il cacao delle origini.Foto: Bucare2011, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Consigli pratici per chi parte

Se l'edizione 2024 ti ha incuriosito e vuoi vivere la prossima, ci sono alcune indicazioni che valgono ancora oggi. Il festival si svolge a novembre: conviene vestirsi a strati, con scarpe comode per salite e scalinate. I weekend sono i giorni più affollati, come hanno confermato i dati sui flussi del 2024, mentre i giorni feriali permettono di girare con più calma. Le attività su prenotazione, come degustazioni e laboratori, vanno prenotate per tempo sul sito ufficiale della manifestazione. Gli alberghi del centro, nel novembre 2024, erano al completo: chi vuole fermarsi a dormire fa bene a muoversi in anticipo. Trovi suggerimenti nella nostra pagina sugli hotel per Eurochocolate e indicazioni su treni, auto, parcheggi e minimetrò nella guida come arrivare a Eurochocolate.

Per chi preferisce non pensare a guida e parcheggio, Club Magellano organizza viaggi in pullman verso il festival, in giornata o con pernottamento: puoi conoscerci meglio nella pagina chi è Club Magellano.

Vivi Eurochocolate dal vivo

Il trentennale ha riportato il festival nel cuore di Perugia: scopri i viaggi in pullman di Club Magellano per l'edizione 2026, dal 13 al 22 novembre.

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Un ultimo assaggio

Eurochocolate 2024 è stato, nel senso più pieno, un'edizione "sulla bocca di tutti": per il ritorno atteso da cinque anni, per le discussioni sul nuovo mese e sulla gestione della folla, per i numeri del turismo, per un cacao mai così caro e così discusso. Ma è stato anche, più semplicemente, il momento in cui il cioccolato è tornato sotto la Fontana Maggiore, tra le pietre di Corso Vannucci, nelle mani e nella bocca di chi lo aspettava. Per chi c'era, è un ricordo; per chi non c'era, un buon motivo per esserci la prossima volta.

Fave di cacao tostate di São Tomé e Príncipe
Fave di cacao tostate di São Tomé: nel 2024 un cacao mai così caro e così discusso è stato, con il ritorno in città, uno dei temi del trentennale.Foto: Ji-Elle, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Domande frequenti

Quando si è svolto Eurochocolate 2024?

La trentesima edizione si è svolta a Perugia da venerdì 15 a domenica 24 novembre 2024. È stata la prima edizione perugina organizzata a novembre invece che a ottobre.

Qual era il tema di Eurochocolate 2024?

Il claim era "Sulla bocca di tutti": un modo per celebrare la notorietà raggiunta dal festival in trent'anni e, insieme, un richiamo alla bocca come luogo del gusto. In Piazza IV Novembre c'erano divani a forma di bocca e una collezione di bocche di cioccolato.

Dove si è svolto Eurochocolate 2024?

Nel centro storico di Perugia, dopo tre edizioni al chiuso a Umbriafiere di Bastia Umbra: Piazza IV Novembre, Corso Vannucci, Giardini Carducci, Piazza Matteotti, l'area di Via Mazzini e il Centro camerale Galeazzo Alessi.

Perché Eurochocolate è passato da ottobre a novembre nel 2024?

Secondo l'organizzazione, ottobre era diventato troppo caldo per un evento all'aperto dedicato al cioccolato e i dehors di bar e ristoranti restavano attivi fino a fine mese. Novembre, mese di bassa stagione, è anche più adatto ai consumi di cioccolato.

Quanti produttori di cacao c'erano a Eurochocolate 2024?

Le cronache dell'edizione parlano di 33 produttori internazionali di cacao da America centrale e meridionale, Africa e Asia, con nuove presenze da São Tomé, Venezuela, Colombia, Filippine, Thailandia e India. Un annuncio diffuso prima del festival indicava circa 40 produttori.

L'ingresso a Eurochocolate 2024 era gratuito?

Sì, l'accesso alle aree del centro storico era libero. Alcune attività, come le degustazioni del Choco Lab e le masterclass, erano su prenotazione.

Chi erano gli ospiti di Eurochocolate 2024?

Tra i nomi in programma c'erano Jordi Roca, con una masterclass il 23 novembre, Damiano Carrara, Loretta Fanella, Lorenzo Turina e l'esperto Roberto Caraceni della Compagnia del Cioccolato.

Che cos'era l'Osservatorio internazionale del cacao firmato a Eurochocolate 2024?

Il 21 novembre 2024, nell'ambito degli incontri About Chocolate, è stata firmata una lettera d'intenti per un Osservatorio internazionale del cacao e del cioccolato con sede a Perugia, pensato per monitorare la qualità e la sostenibilità della filiera.

Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2024?

Le fonti consultate non riportano un conteggio ufficiale dei visitatori. I dati diffusi in seguito parlano di presenze turistiche a Perugia in crescita del 24,1% e di arrivi in crescita del 36,8% rispetto al novembre 2023.

Che cosa è successo dopo Eurochocolate 2024?

Il festival è rimasto nel centro storico e a novembre: nel 2025 si è svolto dal 14 al 23 novembre con il tema "La festa tra le nuvole", ed è stata inaugurata la Città del Cioccolato. Il 2026 è in programma dal 13 al 22 novembre con il tema "Fate Dolci".

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