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Eurochocolate 2020: Choco di Parole, l'edizione annullata

Prevista dal 16 al 25 ottobre 2020, fermata a sette giorni dall'apertura: storia di un'edizione mai andata in scena

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Di tutte le edizioni passate di Eurochocolate, quella del 2020 è l'unica che nessuno ha visto. Eurochocolate 2020 era in programma a Perugia dal 16 al 25 ottobre, con il claim "Choco di Parole", e per tutta l'estate e l'inizio dell'autunno gli organizzatori lavorarono per renderla possibile nonostante la pandemia: un festival più piccolo, con varchi di accesso, card personali, prenotazioni nel fine settimana e una capienza contata persona per persona. Il 10 ottobre, sette giorni prima dell'apertura, dopo un'ordinanza della Regione Umbria che riduceva gli eventi a quattro giorni con un tetto di 500 persone, l'edizione venne annullata. Per la prima volta dal 1994 Perugia trascorse un mese di ottobre senza la sua festa del cioccolato.

Raccontare un'edizione che non si è svolta può sembrare un paradosso, ma è proprio da qui che passa uno dei cambiamenti più profondi nella storia del festival. Nel 2020 nacquero idee che sarebbero tornate negli anni successivi: il controllo degli ingressi, un pacchetto con kit di prodotti per chi accedeva alle aree del festival, la vendita a distanza, la consapevolezza che il centro storico di Perugia, con i suoi vicoli e le sue piazze aperte, era il luogo più difficile da governare in una stagione di distanziamento. Da quella consapevolezza, pochi mesi dopo, sarebbe arrivata la scelta di trasferire il festival al chiuso, a Umbriafiere di Bastia Umbra.

In questa pagina ricostruiamo la vicenda di Eurochocolate 2020 sulla base delle cronache dell'epoca: l'annuncio estivo, il tema, il piano di gestione dei flussi presentato alle autorità, il progetto Choco in Casa, l'annullamento e le parole degli organizzatori, i mesi successivi e la strada verso il 2021. Dove le fonti non dicono nulla, lo segnaliamo invece di riempire i vuoti. Per il quadro complessivo di tutte le edizioni, dalla prima del 1994 a oggi, puoi consultare la nostra pagina sulle edizioni passate di Eurochocolate.

Tetti e campanili del centro storico di Perugia visti dal Museo archeologico nazionale dell'Umbria
Foto: Messer Amanuense Perusino, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

In questa guida

Eurochocolate 2020: l'edizione che non ci fu

Per capire che cosa ha rappresentato l'annullamento del 2020 bisogna partire da un dato: fino ad allora Eurochocolate non aveva mai saltato un anno. Dal 1994 al 2019 il festival si era svolto ogni autunno nel centro storico di Perugia, quasi sempre nella seconda metà di ottobre, per nove o dieci giorni consecutivi. L'ultima edizione prima della pandemia, quella dal 18 al 27 ottobre 2019 con il claim "Attacca Bottone", secondo Forbes Italia aveva richiamato circa 700.000 visitatori. Ne parliamo in dettaglio nella pagina dedicata a Eurochocolate 2019.

Il 2020 avrebbe dovuto seguire lo stesso schema: dieci giorni, da venerdì 16 a domenica 25 ottobre, nelle vie e nelle piazze dell'acropoli perugina. Curiosamente erano le stesse date dell'edizione 2015, quella di #MustaChoc, che si era svolta proprio dal 16 al 25 ottobre: un calendario tipico del festival, costruito per includere due fine settimana completi. La differenza era tutta nel contesto. Quella che si preparava era, nelle parole del suo presidente Eugenio Guarducci riportate da UmbriaON a settembre, la prima grande manifestazione a Perugia e in Umbria dopo il lockdown, e doveva quindi dimostrare che un evento di massa poteva svolgersi in sicurezza.

La scheda dell'edizione

VoceEurochocolate 2020
Date previste16-25 ottobre 2020
Luogo previstoCentro storico di Perugia
Claim"Choco di Parole"
Numerazione nelle cronache dell'epoca27ª edizione
Numerazione attualeNon conteggiata (la 27ª è diventata l'edizione indoor 2021)
Annuncio delle dateInizio agosto 2020
Annullamento10 ottobre 2020, dopo l'ordinanza regionale del 9 ottobre
MotivoRiduzione degli eventi a 4 giorni e tetto di 500 persone
Edizione precedente2019, "Attacca Bottone" (26ª)
Edizione successiva2021, "Ne abbiamo piene le scatole", a Umbriafiere

La questione della numerazione

C'è un piccolo nodo da sciogliere, che spesso genera confusione tra chi consulta l'elenco delle edizioni. Nel 2020 tutte le cronache parlavano di ventisettesima edizione: lo scrivevano UmbriaJournal ad agosto, il Quotidiano di Ragusa nell'articolo sulle selezioni del personale a settembre, UmbriaON nell'intervista a Guarducci, e anche Sky TG24 e l'agenzia europea EFA News nei giorni dell'annullamento. Era la numerazione naturale, visto che il 2019 era stato la ventiseiesima.

Poiché l'edizione non si svolse, quel numero non fu "consumato". Quando nella primavera del 2021 venne annunciata l'edizione indoor di Umbriafiere, Dissapore la presentò come "edizione straordinaria della 27ª edizione", e la numerazione successiva conferma questa lettura: il 2022 è stato ufficialmente la ventottesima edizione, il 2024 la trentesima, quella del trentennale, e il 2026 sarà la trentaduesima. Il 2020, insomma, è un anno vuoto nella sequenza: c'è un tema, ci sono date, c'era un progetto dettagliato, ma non c'è un numero d'ordine. Nella nostra tabella delle edizioni passate compare infatti con un trattino.

Perché vale la pena raccontarla

Si potrebbe pensare che un'edizione annullata meriti al massimo una riga. In realtà il 2020 è uno degli anni più documentati, in un certo senso, della storia recente del festival: proprio perché si trattava di immaginare un evento in condizioni mai viste, gli organizzatori resero pubblici molti dettagli organizzativi che di solito restano dietro le quinte. Sappiamo quanti varchi erano previsti, quante persone avrebbero potuto trovarsi contemporaneamente nel centro storico, quali coefficienti di affollamento erano stati adottati, da dove sarebbero partite le navette, dove sarebbe stato allestito lo spazio di isolamento per eventuali casi sospetti. È una fotografia rara del funzionamento di una grande manifestazione urbana.

E poi c'è il valore simbolico. Per Perugia, l'ottobre senza Eurochocolate fu uno dei segni più visibili di quanto la pandemia avesse cambiato la vita della città: niente stand lungo Corso Vannucci, niente profumo di cioccolato in Piazza IV Novembre, niente pullman di visitatori in arrivo nei fine settimana. Per chi, come noi, organizza da anni viaggi verso il festival, fu anche il primo autunno senza la partenza per l'Umbria.

Veduta del centro storico di Perugia con i suoi edifici in pietra
Il centro storico di Perugia: nell'ottobre 2020 le sue strade rimasero senza gli stand e senza la folla che il festival vi aveva sempre richiamato.Foto: Carlo “Granchius” Bonini, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Il contesto: Perugia e il mondo degli eventi nel 2020

Per capire le scelte degli organizzatori bisogna ricordare come si presentava l'Italia nell'estate e nell'autunno del 2020. Dopo i primi casi di fine febbraio, il 9 marzo un decreto del Presidente del Consiglio aveva esteso le restrizioni a tutto il Paese, con il divieto di spostamenti non necessari e la chiusura di musei e luoghi della cultura. L'11 marzo erano stati sospesi la maggior parte dei negozi, i bar e i ristoranti; il 22 marzo era arrivato il divieto di spostarsi in un comune diverso dal proprio. Il lockdown era stato prorogato fino al 3 maggio.

La riapertura era stata graduale: il 18 maggio avevano riaperto negozi, musei, bar e ristoranti; dal 3 giugno era tornata libera la circolazione tra le regioni; dal 15 giugno avevano riaperto cinema e teatri. L'estate del 2020 fu una sorta di tregua: i contagi erano bassi, gli italiani tornavano a viaggiare soprattutto all'interno del Paese, molti eventi provavano a ripartire in forma ridotta, con posti a sedere distanziati, prenotazioni e ingressi contingentati. Già a metà agosto, però, il Ministero della Salute aveva disposto la chiusura delle discoteche, primo segnale che la situazione poteva cambiare rapidamente.

Lo stato di emergenza e la data del 16 ottobre

Un dettaglio, oggi quasi dimenticato, spiega la scelta del calendario. Lo stato di emergenza nazionale, dichiarato il 31 gennaio 2020, era stato prorogato in estate fino al 15 ottobre. UmbriaJournal, dando notizia il 2 agosto della conferma delle date, sottolineava proprio questo: Eurochocolate sarebbe partito il giorno dopo la scadenza dello stato di emergenza. Era una coincidenza di calendario, perché le date del festival seguivano lo schema consueto, ma in quelle settimane assumeva un significato quasi augurale, come se il festival potesse segnare simbolicamente l'uscita dall'emergenza.

Le cose andarono diversamente. Il 7 ottobre 2020, con il decreto-legge n. 125, lo stato di emergenza venne prorogato fino al 31 gennaio 2021; in seguito sarebbe stato esteso ancora, prima al 30 aprile e poi al 31 luglio 2021. L'8 ottobre la mascherina divenne obbligatoria anche all'aperto. Due giorni dopo arrivò l'annullamento di Eurochocolate.

Il decreto dell'8 agosto e le fiere

Il quadro normativo entro cui gli organizzatori lavoravano era quello del decreto del Presidente del Consiglio dell'8 agosto 2020, che regolava tra l'altro sagre e fiere locali. Il piano di Eurochocolate, secondo PerugiaToday, "fa proprie le direttive" di quel decreto. Il punto delicato era che le norme nazionali fissavano principi generali, mentre l'applicazione concreta a un evento diffuso in un centro storico richiedeva protocolli attuativi e il parere delle autorità locali: il Comitato tecnico-scientifico regionale, la prefettura, la questura. Proprio la mancanza di protocolli attuativi sarebbe stata uno dei punti sollevati da Guarducci dopo l'annullamento.

Perugia senza i suoi grandi eventi

Perugia è una città che vive anche di grandi appuntamenti. Eurochocolate in autunno, Umbria Jazz in estate, il Festival Internazionale del Giornalismo in primavera: manifestazioni che portano in città pubblico da tutta Italia e dall'estero, riempiono alberghi, ristoranti e negozi, danno lavoro stagionale a centinaia di giovani. Nel 2020 tutto questo sistema si fermò o si ridusse drasticamente. Per Eurochocolate, in particolare, il peso economico non riguardava solo l'organizzazione: con centinaia di migliaia di visitatori nelle edizioni precedenti, l'indotto per la città e per tutta l'Umbria era considerevole. Le fonti che abbiamo consultato non riportano una stima del mancato indotto del 2020, e quindi non ne indichiamo una.

Nel suo appello dopo l'annullamento, come vedremo, Eurochocolate chiese al governo misure straordinarie per il comparto del turismo, degli eventi e delle fiere, osservando che la proroga della cassa integrazione oltre il 31 dicembre 2020 doveva essere solo uno dei tasselli di un pacchetto più ampio di tutele. È un dettaglio che dice molto sulla situazione di un settore, quello degli eventi, che nel 2020 fu tra i più colpiti in assoluto.

Il mondo del cioccolato nell'anno della pandemia

Anche il cioccolato, nel 2020, visse un anno particolare. Le chiusure dei negozi nei centri storici, la cancellazione delle fiere di settore e dei festival, il crollo del turismo colpirono soprattutto i piccoli produttori artigianali, che vendono una parte importante della loro produzione proprio negli eventi e nei punti vendita frequentati dai turisti. È a loro che si rivolgeva esplicitamente l'operazione Choco in Casa, presentata da Eurochocolate a fine settembre come una forma di sostegno a "un settore duramente colpito dalla crisi" e alle aziende che avevano perso "una consistente fonte di reddito".

Sul fronte della materia prima, il 2020 fu anche l'anno in cui entrò in vigore il Living Income Differential, il differenziale di reddito dignitoso di 400 dollari per tonnellata che Costa d'Avorio e Ghana, i due principali produttori mondiali di cacao, avevano annunciato nel 2019 e applicato a partire dalla stagione 2020/21 sulle vendite di cacao, con l'obiettivo di aumentare i redditi dei coltivatori. Le fonti che abbiamo consultato per questa pagina non riportano invece i prezzi del cacao di quei mesi; sappiamo soltanto che erano lontanissimi dai livelli record raggiunti nel 2024, quando il prezzo del cacao superò i 10.000 dollari per tonnellata. Il tema della filiera e dei Paesi produttori, al centro dell'area Eurochocolate World, nel 2020 non avrebbe comunque trovato spazio fisico: come vedremo, quell'area era tra le iniziative cancellate per evitare assembramenti.

Perugia distesa sul suo colle vista da lontano, da Assisi
Perugia sul suo colle, vista da Assisi: un'acropoli aperta, con decine di accessi, vicoli e scalinate, molto difficile da trasformare in un'area a ingresso controllato.Foto: Chris Light, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Qual era il tema di Eurochocolate 2020?

Ogni edizione di Eurochocolate, almeno dall'inizio degli anni Duemila, ha un titolo: un claim ironico, quasi sempre costruito su un gioco di parole tra il cioccolato e un modo di dire, un titolo di film, un'espressione della lingua quotidiana. Il 2012 era stato "iChoc, Applichiamoci", il 2014 "Masterchoc: non faremo torte a nessuno!", il 2015 "#MustaChoc", il 2019 "Attacca Bottone". Il tema di Eurochocolate 2020 portava questa tradizione al suo grado più esplicito: "Choco di Parole".

Un gioco di parole sul gioco di parole

Il meccanismo è semplice e, a ben guardare, autoironico. "Choco" si pronuncia come "cioco", e in italiano richiama immediatamente "gioco". "Choco di Parole" diventa così "gioco di parole": un claim che dichiara apertamente la natura di tutti i claim di Eurochocolate, sempre costruiti come giochi linguistici. È una specie di firma, quasi un riassunto di venticinque anni di comunicazione del festival in tre parole.

La scelta aveva anche una coerenza con l'edizione precedente. "Attacca Bottone" nel 2019 parlava di relazione, di conversazione, di fare conoscenza: attaccare bottone significa avviare un discorso con qualcuno. "Choco di Parole" spostava l'attenzione dalle relazioni al linguaggio stesso, alle parole come materia di gioco. Le fonti che abbiamo consultato non riportano una presentazione ufficiale completa del claim con le sue declinazioni grafiche e il programma tematico che avrebbe dovuto accompagnarlo; quello che sappiamo viene dalle iniziative collaterali e dai prodotti realizzati intorno al tema.

Un indizio sul momento della presentazione viene dagli archivi di UmbriaJournal, dove un articolo intitolato "Eurochocolate 2020, Choco di parole il nuovo claim" è associato a "La Posta in Choco", descritta come un exit poll dolce per le elezioni regionali umbre. Le regionali in Umbria si svolsero il 27 ottobre 2019, ultimo giorno dell'edizione "Attacca Bottone": è quindi probabile che il claim del 2020 fosse stato annunciato già in chiusura dell'edizione 2019, come accadeva spesso. Non avendo potuto leggere il testo integrale di quell'articolo, lo segnaliamo come ipotesi.

Il Gioco Inedito di Lucca Comics & Games

La prima occasione in cui "Choco di Parole" uscì dai confini del festival fu una collaborazione inattesa. Nell'estate del 2020 Lucca Comics & Games e l'editore dV Giochi dedicarono al cioccolato l'edizione 2020 del Gioco Inedito, il premio assegnato dal 1995 al miglior prototipo di gioco di un autore emergente. Secondo TravelNoStop, che ne dava notizia il 15 luglio 2020, i partecipanti dovevano proporre un gioco di carte a tema cioccolato, e i prototipi presentati furono oltre quaranta. Eurochocolate partecipava come partner "con il claim Choco di Parole", in un'edizione del premio dedicata al "Cibo degli Dèi".

Il collegamento tra un gioco di carte e il claim del festival era naturale: un gioco di parole diventava un gioco da tavolo. Il premio, definito "goloso" proprio perché offerto da Eurochocolate, consisteva nella pubblicazione del gioco vincitore con dV Giochi. I finalisti erano tre: Choco%Cento di Riccardo Sora, un gioco di collezione per famiglie da due a quattro giocatori; Il regno di Chocombo di Dario Accetta e Valerio Dibennardo, che ottenne anche il premio per il miglior artwork; Prochocolate di Federico Latini, un deck-building per famiglie. Il vincitore venne annunciato domenica 19 luglio 2020 durante una diretta trasmessa su Twitch, Facebook e YouTube; la fonte che abbiamo consultato, pubblicata prima della proclamazione, non riporta il nome del gioco vincitore.

Guarducci spiegava la partecipazione con una motivazione che andava oltre il cioccolato: la convinzione che "riattivare anche il sistema eventi costituisca un forte contributo alla rinascita della nostra economia". Era luglio, i contagi erano bassi e la ripartenza sembrava a portata di mano.

Le parole del cioccolato

Il tema si prestava a un percorso affascinante, che avrebbe potuto riempire le piazze di Perugia: il cioccolato, infatti, è anche una storia di parole. Lo stesso nome scientifico della pianta del cacao, Theobroma cacao, attribuito da Linneo nel Settecento, significa letteralmente "cibo degli dèi", dal greco theós, dio, e broma, cibo: la stessa espressione che dava il titolo al Gioco Inedito 2020.

La parola "cacao" deriva dalle lingue mesoamericane, attraverso lo spagnolo, mentre l'origine di "cioccolato" è discussa: la spiegazione più diffusa la collega al nahuatl, la lingua degli Aztechi, e a una bevanda amara a base di cacao, ma i linguisti non sono concordi sulla forma originale del termine. In italiano la parola ha avuto a lungo forme diverse, come "cioccolata" e "cioccolatte", e ancora oggi distinguiamo tra la cioccolata, tradizionalmente la bevanda, e il cioccolato, il prodotto solido.

Poi c'è il lessico della lavorazione, che ogni visitatore di Eurochocolate impara a conoscere passeggiando tra gli stand: le cabosse, i frutti del cacao che crescono direttamente sul tronco; la fermentazione e l'essiccazione delle fave; la tostatura; la granella o nibs; la massa di cacao; il concaggio, la lunga miscelazione inventata nell'Ottocento per rendere il cioccolato liscio e vellutato; il temperaggio, che dà al cioccolato lucentezza e lo fa "spezzare" con un suono netto. E ancora le parole del gusto e del mercato: fondente, al latte, bianco, gianduia, monorigine, bean-to-bar. Nella nostra guida al cioccolato trovi un approfondimento su varietà e lavorazioni.

Perugia, una città di parole e di cioccolato

C'è poi un legame tutto perugino tra cioccolato e parole, ed è il più famoso di tutti: il Bacio Perugina. Nato nel 1922 nello stabilimento della Perugina, il cioccolatino è celebre per il cartiglio che lo avvolge, con una frase d'amore o un aforisma. Per generazioni di italiani il Bacio è stato prima di tutto un oggetto da leggere, oltre che da mangiare: un piccolo testo da condividere, regalare, conservare. In una città che ha fatto del cioccolato con le parole un simbolo riconosciuto in tutto il mondo, un claim come "Choco di Parole" suonava quasi come un omaggio.

Non sappiamo, perché le fonti consultate non lo riportano, se e come il festival avrebbe coinvolto questa tradizione nel programma del 2020. Ma il legame è evidente e aiuta a capire perché il gioco linguistico, a Perugia, abbia sempre funzionato così bene: qui il cioccolato si legge da più di un secolo.

Tavoletta di cioccolato spezzata in più pezzi
Una tavoletta di cioccolato spezzata: in una città dove il cioccolato si legge da più di un secolo, il 2020 aveva scelto il claim “Choco di Parole”.Foto: Solensean, CC BY-SA 2.0 fr, via Wikimedia Commons

I prodotti del claim: carte, giochi e scherzi verbali

Qualche traccia concreta del tema la troviamo nell'elenco dei prodotti inseriti nella versione Fun di Choco in Casa, la casetta di cioccolato presentata a fine settembre, di cui parliamo più avanti. Accanto a otto cioccolatini Eurochocolate c'erano la tavoletta personalizzabile "Nomemade", le "Carte da Choco", la "Chocopirina", la "Cazzuola", il "Grattaciock" e alcuni prodotti della linea "Attacca bottone" dell'anno precedente. I nomi parlano da soli: "Nomemade" gioca con homemade e con il nome da scrivere sulla tavoletta, "Carte da Choco" con le carte da gioco, "Chocopirina" con l'aspirina, "Grattaciock" con il gratta e vinci. Sono, letteralmente, giochi di parole trasformati in prodotti, nella linea di quanto Eurochocolate faceva da anni con il marchio Costruttori di Dolcezze.

Questo è forse il modo migliore per immaginare che cosa sarebbe stata l'edizione: non un tema astratto, ma un invito a giocare con le parole attraverso il cioccolato, con oggetti spiritosi e personalizzabili, un'idea di festa leggera e un po' surreale. L'intervista di UmbriaON a Guarducci, a settembre, parlava di "percorsi creativi" legati al claim e di "un Eurochocolate più ordinato che non rinuncia ad essere originalmente curioso ed attrattivo".

Il claim come strumento di comunicazione

Vale la pena soffermarsi su una scelta di comunicazione che il 2020 rende particolarmente evidente. I claim di Eurochocolate non sono semplici titoli: funzionano come marchi temporanei, che danno nome alle aree, ai prodotti, agli hashtag, ai concorsi. Nel 2019 i bottoni di cioccolato erano ovunque, Piazza Matteotti era diventata la "Piazza dei Bottoni"; negli anni dei social network il claim diventava hashtag, come #MustaChoc o #ConChi?. Un claim efficace permette al festival di essere riconoscibile anno dopo anno pur cambiando completamente contenuti.

"Choco di Parole" aveva una particolarità: era abbastanza generico da adattarsi a qualunque formato. Poteva funzionare in un festival diffuso nel centro storico, ma anche in un gioco di carte, in una scatola da spedire a casa, in una comunicazione tutta online. In un anno in cui nessuno sapeva quale forma avrebbe preso l'evento, era un claim flessibile. È anche per questo, probabilmente, che fu utilizzato fin da luglio per iniziative che con il festival in piazza non avevano nulla a che fare.

Una tradizione di claim, prima e dopo il 2020

Collocare "Choco di Parole" nella sequenza dei titoli del festival aiuta a capirne il senso. Nel 2012 il claim era "iChoc, Applichiamoci", che giocava con il mondo delle app per smartphone; nel 2013 "Evergreen, la sostenibile dolcezza dell'essere", con un evidente richiamo al romanzo di Milan Kundera e al tema della sostenibilità; nel 2014 "Masterchoc: non faremo torte a nessuno!", che richiamava i talent culinari televisivi; nel 2015 "#MustaChoc", che giocava con l'inglese mustache, i baffi, e con l'hashtag; nel 2016 "#ConChi?", dedicato alla condivisione; nel 2017 "Tutta un'altra Musica"; nel 2018 il venticinquennale, presentato come le nozze d'argento con la città; nel 2019 "Attacca Bottone".

Dopo il 2020 la serie è proseguita con "Ne abbiamo piene le scatole" nel 2021, "Eurochocolate = molto cioccolato" nel 2023, "Sulla bocca di tutti" nel 2024, "La festa tra le nuvole" nel 2025 e "Fate Dolci" nel 2026, mentre il 2022 è stato ricordato soprattutto per il Messico ospite d'onore. Letta così, la sequenza mostra un'evoluzione: dai riferimenti alla tecnologia e alla televisione dei primi anni Dieci, ai temi relazionali del 2016 e del 2019, fino all'autoironia degli anni della pandemia e al ritorno alla partecipazione con "Fate Dolci".

"Choco di Parole" si colloca esattamente nel mezzo, ed è il più riflessivo di tutti: un claim che parla della lingua stessa con cui il festival comunica. Il fatto che sia rimasto senza edizione lo rende, a modo suo, il più curioso della serie. La tabella completa di temi e date si trova nella nostra pagina sulle edizioni passate.

Dall'annuncio estivo al piano anti-Covid di Eurochocolate 2020

La storia di Eurochocolate 2020 si può ricostruire quasi giorno per giorno grazie alle cronache locali. È la storia di un progetto che diventa via via più dettagliato e più prudente, mentre il contesto sanitario, dopo l'estate, peggiora.

Agosto: "l'edizione 2020 si farà"

Il 2 agosto 2020 UmbriaJournal, riprendendo il Corriere dell'Umbria, annunciava che la ventisettesima edizione di Eurochocolate si sarebbe svolta dal 16 al 25 ottobre. L'articolo, firmato da Morena Zingales, sottolineava che la manifestazione continuava a suscitare interesse nonostante le difficoltà della crisi, e che il festival si sarebbe tenuto nel rispetto delle norme anti-Covid, con una gestione dei flussi di visitatori più ordinata, come avveniva per altri eventi già in corso quell'estate. Il titolo era volutamente netto: "l'edizione 2020 si farà".

In quel momento la decisione sembrava ragionevole. I contagi in Italia erano bassi, molte manifestazioni estive si stavano svolgendo con ingressi contingentati, e l'autunno sembrava lontano. Ma la scelta di andare avanti significava anche dover progettare un festival completamente diverso da quello degli anni precedenti: un evento a ingresso libero in un centro storico aperto, che nelle giornate di punta aveva visto vie e piazze stracolme, doveva trasformarsi in un'area controllata.

Settembre: le selezioni del personale

All'inizio di settembre gli organizzatori aprirono le selezioni. Secondo il Quotidiano di Ragusa, che il 1° settembre riprendeva il comunicato, Eurochocolate cercava circa 450 collaboratori per i ruoli di venditori, promoter, hostess, standisti e animatori, da impiegare nei punti vendita e nelle aree di animazione delle aziende del cioccolato. I requisiti erano quelli consueti: maggiore età, diploma, attitudine al contatto con il pubblico, cordialità; l'inglese era titolo preferenziale, ed era richiesta la residenza o il domicilio in provincia di Perugia almeno nei giorni dell'evento, una scelta sensata in un anno in cui gli spostamenti potevano diventare complicati. I colloqui erano previsti nella prima metà di settembre, anche a distanza. L'articolo affiancava al claim "Choco di Parole" una parola chiave che descrive bene lo spirito di quei mesi: prudenza.

Anche PerugiaToday, nello stesso periodo, dava notizia della ricerca di centinaia di addetti. Per molti giovani perugini, Eurochocolate era da anni un'occasione di lavoro stagionale: il fatto che il festival cercasse personale anche nel 2020 era un segnale di normalità molto atteso.

"Sarà un'edizione sicura e bella"

Il 19 e 20 settembre UmbriaON pubblicava un'intervista di Fabio Toni a Eugenio Guarducci dal titolo eloquente: "Sarà un'edizione sicura e bella". Il presidente del festival descriveva un'organizzazione in fase avanzata, costruita in dialogo con le autorità: sopralluoghi tecnici, incontri con la prefettura, la questura e il centro operativo regionale. Le misure annunciate erano la mascherina obbligatoria, il distanziamento, la profilazione dei visitatori e un team dedicato al controllo dell'affluenza, pronto a intervenire in caso di assembramenti. "Nulla sarà lasciato al caso in materia di sicurezza", sintetizzava l'articolo.

Guarducci spiegava anche che erano state cancellate le iniziative a rischio assembramento e che non ci sarebbero stati fine settimana caotici. Il piano del personale era completato e i giovani erano stati selezionati, ma le assunzioni attendevano il via libera definitivo. È un dettaglio importante: a meno di un mese dall'apertura, tutto era pronto, ma tutto era ancora condizionato.

Scorcio del centro storico di Perugia
Il centro storico di Perugia: nel piano del 2020 il kit dei visitatori comprendeva i biglietti per salirvi con minimetrò e bus navetta da Pian di Massiano o Fontivegge.Foto: trolvag, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il Piano di Gestione dei Flussi

Il documento più interessante di tutta la vicenda è il Piano di Gestione dei Flussi che gli organizzatori presentarono alle autorità e di cui PerugiaToday pubblicò i dettagli alla fine di settembre, in attesa della valutazione del Comitato tecnico-scientifico dell'Umbria, convocato per lunedì 28 settembre. Guarducci spiegò così la scelta di renderlo pubblico: "Abbiamo ritenuto utile dare informazioni più dettagliate". Vale la pena ripercorrerlo punto per punto, perché è una fotografia unica di come si immaginava, nel 2020, un festival urbano in sicurezza.

Un format ridimensionato. La prima scelta era rinunciare a tutto ciò che poteva creare assembramenti, "a partire dalle Sculture di Cioccolato, al circuito legato alle ChocoCard, fino all'Eurochocolate World". Sono tre pilastri storici del festival: le sculture dal vivo, con gli scultori che lavorano blocchi di cioccolato davanti al pubblico, attiravano ogni anno folle compatte attorno alla Fontana Maggiore o in Piazza IV Novembre; la ChocoCard, la tessera con degustazioni e omaggi presso gli espositori, creava file e circuiti di visita; l'area Eurochocolate World, dedicata ai Paesi produttori di cacao, si svolgeva tradizionalmente negli spazi della Rocca Paolina. Il festival, ammetteva lo stesso Guarducci, "risentirà così, fisiologicamente, di un calo di visitatori".

Una capienza calcolata. Il piano adottava coefficienti prudenziali di affollamento: una persona ogni 3 metri quadrati nelle aree ad alta pedonabilità, una ogni 4 in quelle a media pedonabilità, una ogni 5 in quelle a bassa pedonabilità. Il risultato era una capienza massima di 8.284 persone contemporanee nell'area del festival, con una rotazione stimata di circa 24.000 visitatori al giorno. Per avere un termine di paragone, se l'edizione 2019 aveva richiamato circa 700.000 visitatori in dieci giorni, una media di 70.000 al giorno, il 2020 sarebbe stato pensato per circa un terzo di quel flusso giornaliero.

La profilazione nel fine settimana. Nei weekend, i giorni di maggiore affluenza, l'accesso agli stand sarebbe stato possibile solo con prenotazione online, fornendo i propri dati personali, e con il pagamento di 10 euro. Il pacchetto comprendeva un kit di prodotti al cioccolato, un braccialetto, la card Tracciock e i biglietti di andata e ritorno da Pian di Massiano o Fontivegge per salire in centro con il minimetrò o con i bus navetta. Per chi non aveva bisogno del trasporto, cioè i residenti del centro storico e gli ospiti delle strutture ricettive dell'acropoli, il costo era di 7 euro.

I varchi Ciock In. L'accesso all'area del festival sarebbe avvenuto attraverso 14 varchi dislocati nel centro storico, "per l'occasione rinominati Ciock In", con un evidente gioco di parole su check-in e sul suono di "cioc", il cioccolato. Attraverso i varchi sarebbero potuti transitare "soltanto coloro che esibiranno il braccialetto e la card Tracciock". Erano previste corsie preferenziali per residenti e lavoratori.

La card Tracciock. Anche qui, un gioco di parole: Tracciock fonde "tracciamento" e "ciock". Si trattava di una card "abbinata a un codice a barre personale (diverso per ogni visitatore)", che avrebbe registrato le presenze e i tempi di permanenza negli stand: "La card Tracciock dovrà quindi essere esibita a ogni accesso presso gli stand". In pratica, uno strumento di tracciamento dei contatti adattato al festival, in un periodo in cui il tracciamento era considerato una delle principali armi contro la diffusione del virus.

Le misure negli stand. Ingressi e uscite separati, potenziamento dei pagamenti elettronici, gel igienizzante e guanti monouso, segnaletica per l'obbligo di mascherina e il distanziamento, misurazione della temperatura per tutti i lavoratori secondo il protocollo aziendale.

Il controllo dell'area. Annunci diffusi per ricordare le norme, unità mobili di controllo preventivo, videosorveglianza del centro storico e uno spazio di isolamento in Piazza Italia per eventuali casi sospetti. Tra i luoghi citati dal piano c'erano anche Piazza Matteotti, il terminal dei bus di Piazza Partigiani, il parcheggio di Pian di Massiano e la stazione di Fontivegge.

Che cosa ci dice il piano

Riletto oggi, il piano del 2020 colpisce per due ragioni. La prima è l'ambizione: trasformare un'acropoli medievale, con decine di accessi tra vie, scalinate, scale mobili e il minimetrò, in un'area a ingresso controllato era un'operazione enorme. La seconda è che molte delle sue idee sarebbero tornate negli anni successivi, in altra forma. Il pacchetto a pagamento con kit di prodotti, il braccialetto, la prenotazione online e il controllo degli ingressi anticipavano il modello delle edizioni indoor di Umbriafiere, dove il biglietto d'ingresso, secondo Forbes Italia, sarebbe diventato la principale fonte di finanziamento del festival.

C'è anche un'ironia amara nel modo in cui il piano gioca con le parole: Ciock In, Tracciock, perfino la profilazione presentata come parte dell'esperienza. Era il claim "Choco di Parole" applicato alla burocrazia della pandemia. Un modo, forse, per rendere più leggero un insieme di regole che in quei mesi pesavano su tutti.

La facciata di Palazzo Cesaroni a Perugia
Palazzo Cesaroni, affacciato su Piazza Italia all'estremità meridionale del centro: nel piano del 2020 in questa piazza era previsto lo spazio di isolamento per eventuali casi sospetti.Foto: Perugia-City.com, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La cronologia di Eurochocolate 2020

Prima di proseguire, ecco in sintesi le tappe documentate della vicenda, dall'estate all'annuncio dell'edizione successiva.

DataChe cosa accadde
15 luglio 2020Eurochocolate partner del Gioco Inedito di Lucca Comics & Games con il claim "Choco di Parole"
19 luglio 2020Proclamazione in diretta streaming del gioco vincitore
2 agosto 2020Annuncio delle date: l'edizione si farà dal 16 al 25 ottobre
1 settembre 2020Aperte le selezioni per circa 450 collaboratori
19-20 settembre 2020Guarducci a UmbriaON: "Sarà un'edizione sicura e bella"
25 settembre 2020Presentazione di Choco in Casa e dell'operazione #RecoveryFond
Fine settembre 2020Pubblicato il Piano di Gestione dei Flussi, all'esame del Comitato tecnico-scientifico regionale dal 28 settembre
7 ottobre 2020Lo stato di emergenza nazionale viene prorogato al 31 gennaio 2021
9 ottobre 2020Ordinanza della Regione Umbria: eventi ridotti a 4 giorni, tetto di 500 persone
10 ottobre 2020Gli organizzatori annunciano l'annullamento
16 ottobre 2020Data prevista per l'apertura, mai avvenuta
17 maggio 2021Annuncio dell'edizione 2021 a Umbriafiere, dal 15 al 24 ottobre

Choco in Casa: il festival a domicilio

Il 25 settembre 2020, mentre il piano era all'esame delle autorità, Eurochocolate presentò un'iniziativa pensata per chi non poteva o non voleva venire a Perugia: Choco in Casa. UmbriaJournal ne dava conto in un articolo di Morena Zingales. Si trattava di una casetta di cioccolato, presentata pubblicamente con una Maxi Choco in Casa allestita in Piazza IV Novembre, in due versioni.

La versione Choco in Casa Fun conteneva prodotti del marchio Costruttori di Dolcezze, lo stesso che firma da anni i prodotti spiritosi del festival: gli otto cioccolatini Eurochocolate in una minicasetta e i prodotti a tema di cui abbiamo parlato, dalla tavoletta "Nomemade" al "Grattaciock".

La versione Choco in Casa Umbria raccoglieva invece i prodotti di nove aziende artigianali del territorio: il liquore al cioccolato di Antica Valle Francescana, il cremino "Superbo" di Be Well, la crema spalmabile di Ellegi, una tavoletta fondente di Dulcinea, cialde per cioccolata calda di Mania, una tavoletta cremino di Milepi, una tavoletta al farro di Terre Umbre, i tartufini di Vetusta Nursia e le praline "Il Perugino" di Vannucci. Un piccolo campionario del cioccolato umbro, che di solito trovava spazio tra gli stand del festival.

Entrambe le versioni contenevano un chilo di cioccolato, con spedizione gratuita; l'acquisto avveniva online sul sito ufficiale del festival, con spedizioni a partire dal 16 ottobre, data di apertura prevista, e vendita anche negli Eurochocolate Store di Piazza IV Novembre. Erano previsti uno sconto per le prime mille casette ordinate e uno sconto sulle tariffe del Chocohotel di Perugia per soggiorni tra il 1° novembre 2020 e il 31 marzo 2021.

L'operazione #RecoveryFond

Il nome scelto per presentare l'iniziativa era, ancora una volta, un gioco di parole: #RecoveryFond. Nell'estate del 2020 l'Unione europea aveva varato il piano per la ripresa che i media italiani chiamavano comunemente Recovery Fund; Eurochocolate lo trasformava in "Recovery Fond", con ogni probabilità un richiamo al cioccolato fondente. Le casette venivano presentate come "recovery bond": comprarle significava sostenere le aziende produttrici, che nei mesi precedenti avevano perso una parte importante del loro reddito.

Guarducci la descriveva come "un modo per invitare il nostro pubblico e non solo a seguirci anche a distanza", ma anche come un tassello del Piano di Gestione dei Flussi: offrire un'alternativa a domicilio serviva a ridurre la pressione sui fine settimana. Le fonti che abbiamo consultato non riportano quante casette furono vendute, né se l'iniziativa proseguì regolarmente dopo l'annullamento del festival.

Tartufi al cioccolato appena preparati
Tartufi al cioccolato: nel 2020 Choco in Casa provò a portare a domicilio, in una casetta da un chilo, i prodotti che di solito si scoprono tra gli stand del festival.Foto: gran, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Perché Eurochocolate 2020 è stato annullato?

Nelle prime settimane di ottobre la situazione sanitaria in Italia cambiò rapidamente. La curva dei contagi, rimasta bassa per tutta l'estate, riprese a salire con la riapertura delle scuole e il ritorno alla vita al chiuso. Il 7 ottobre il governo prorogò lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021; l'8 ottobre la mascherina divenne obbligatoria anche all'aperto. In questo clima la Regione Umbria approvò, nella serata del 9 ottobre, un'ordinanza che stringeva le regole per gli eventi.

L'ordinanza regionale

Le cronache riassumono così il contenuto dell'ordinanza per quanto riguardava manifestazioni come Eurochocolate: durata ridotta da dieci a quattro giorni e tetto massimo di 500 persone. Le fonti che abbiamo consultato non riportano il numero dell'ordinanza né il testo completo delle disposizioni, e per questo non lo indichiamo. Ciò che è chiaro è l'effetto: per un festival progettato su dieci giorni e su una capienza di oltre ottomila persone contemporanee, quelle condizioni erano incompatibili con il progetto.

Che cosa significavano quei numeri

Conviene fare un rapido confronto, partendo dai dati del piano. Il progetto presentato a settembre prevedeva una capienza massima di 8.284 persone contemporanee e una rotazione di circa 24.000 visitatori al giorno su dieci giorni. Un tetto di 500 persone corrisponde a circa un sedicesimo di quella capienza; quattro giorni invece di dieci significano perdere più della metà del calendario, compreso uno dei due fine settimana. Per un evento che si regge sulle vendite degli espositori, sui servizi e sulla presenza di sponsor, un ridimensionamento di questa portata cambiava completamente i conti.

Ma il problema più serio, nelle parole degli organizzatori, era un altro: il nome Eurochocolate attira persone anche quando il festival è piccolo. Un evento da 500 persone in un centro storico aperto, con un nome conosciuto in tutta Italia, rischiava di richiamare comunque visitatori ben oltre il limite, che si sarebbero trovati davanti a varchi chiusi e a code. Da qui il timore di creare un problema di ordine pubblico invece che una festa.

Il comunicato degli organizzatori

Sabato 10 ottobre 2020, a sette giorni dall'apertura, gli organizzatori annunciarono la sospensione dell'edizione. La notizia venne diffusa dall'agenzia ANSA e ripresa da Sky TG24 con il titolo "Stop a Eurochocolate 2020 dopo ordinanza Regione". La nota degli organizzatori era netta: "l'ordinanza regionale certifica, in pratica, l'impossibilità di organizzare la prossima edizione di Eurochocolate".

Le ragioni indicate erano due. La prima riguardava l'ordine pubblico: un evento noto in tutta Italia, ridotto a quattro giorni e a 500 persone, rischiava di attirare comunque un pubblico molto più numeroso del consentito, trasformandosi, come riassume la nostra pagina sulle edizioni passate, "in un serio problema di ordine pubblico" per la città e i suoi abitanti. Secondo EFA News, gli organizzatori dissero di non voler gravare sulla città, sui cittadini e sulle forze dell'ordine, già impegnate su più fronti. La seconda ragione era economica: con quelle restrizioni la sostenibilità dell'evento era difficile da immaginare.

Le parole di Guarducci

Il presidente Eugenio Guarducci collegò le decisioni della Regione all'andamento negativo dei dati sulla pandemia nei giorni precedenti. Ma non nascose un elemento di amarezza: secondo Sky TG24 ed EFA News, criticò il fatto che altre iniziative di grandi dimensioni non sembrassero colpite dalle stesse misure. Le fonti non specificano a quali iniziative si riferisse.

Guarducci sostenne inoltre, sempre secondo EFA News, che l'evento avrebbe potuto svolgersi all'interno del quadro definito dal decreto dell'8 agosto, ma che la mancanza di protocolli attuativi aveva spinto verso misure più restrittive e mirate. Nel comunicato non mancavano i ringraziamenti: alle istituzioni regionali e locali, alle forze dell'ordine, alla squadra dell'evento, agli sponsor e ai partner che avevano lavorato al progetto.

L'appello al governo

Il comunicato si chiudeva con un appello che allargava lo sguardo oltre Perugia. Gli organizzatori chiedevano al governo di sostenere il comparto del turismo, degli eventi e delle fiere con misure straordinarie, osservando che la proroga della cassa integrazione oltre il 31 dicembre 2020, già annunciata, doveva essere solo una parte di un pacchetto più ampio di tutele. EFA News, l'agenzia europea dell'agroalimentare, titolò il suo articolo del 12 ottobre con un gioco di parole che avrebbe potuto uscire dagli uffici del festival: "#CiockDown", la resa di Eurochocolate alla pandemia.

La Fontana Maggiore e il Palazzo dei Priori a Perugia visti dall'alto
La Fontana Maggiore e il Palazzo dei Priori dall'alto: nell'ottobre 2020 Piazza IV Novembre rimase senza festival per la prima volta dal 1994.Foto: Cristianopelagracci, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Le reazioni

Che cosa dissero la città, i commercianti, gli operatori turistici? Su questo punto dobbiamo essere onesti: le fonti che siamo riusciti a consultare riportano la posizione degli organizzatori ma non documentano in modo puntuale le reazioni del Comune di Perugia, delle associazioni di categoria o degli albergatori nei giorni successivi all'annullamento. È ragionevole pensare che il dibattito ci sia stato, ma non riportiamo dichiarazioni che non abbiamo potuto verificare.

Quello che le fonti permettono di dire è che la scelta di fermarsi non arrivò come una sorpresa assoluta. Già a fine settembre il piano era in attesa del parere delle autorità, e la stessa intervista di settembre a Guarducci parlava di assunzioni condizionate al via libera definitivo. Il quadro, insomma, era quello di un progetto sospeso fino all'ultimo, che dipendeva da decisioni prese fuori dal controllo degli organizzatori.

Sette giorni dopo

Venerdì 16 ottobre 2020, il giorno in cui avrebbe dovuto aprire il festival, il centro storico di Perugia si presentava per quello che era in quei mesi: una città alle prese con regole sempre più strette. Proprio in quei giorni il governo varava nuove misure. Dal 13 ottobre entrarono in vigore limitazioni agli assembramenti in ristoranti, cinema, teatri, eventi sportivi e feste private. Dal 26 ottobre, il giorno dopo la data di chiusura prevista per Eurochocolate, tornarono a chiudere cinema, teatri e palestre, e furono introdotti nuovi limiti di orario per bar e ristoranti. Il 3 novembre un nuovo decreto divise l'Italia in zone di rischio, con il coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5.

Alla luce di quanto accadde nelle settimane successive, è difficile immaginare che Eurochocolate 2020 avrebbe potuto svolgersi regolarmente anche senza l'ordinanza regionale: le misure nazionali di fine ottobre avrebbero comunque inciso sulla seconda parte del festival. È una valutazione nostra, a posteriori, ma aiuta a capire perché l'annullamento, pur doloroso, venne poi letto come inevitabile.

Dopo lo stop: l'inverno 2020-2021 di Eurochocolate

Che cosa fecero gli organizzatori nei mesi successivi? È la parte della storia per cui le fonti sono più scarse, e vale la pena dirlo chiaramente. Abbiamo cercato tracce di iniziative online, di edizioni natalizie o pasquali, di eventi sostitutivi tra l'autunno 2020 e la primavera 2021, ma le cronache che abbiamo potuto consultare non ne documentano. Questo non significa che non ci siano state attività minori, promozioni o vendite online: significa che non abbiamo trovato fonti verificabili, e quindi non le raccontiamo.

Choco in Casa dopo l'annullamento

L'unica iniziativa del 2020 pensata per vivere anche senza il festival in piazza era Choco in Casa. Il progetto prevedeva le spedizioni dal 16 ottobre e uno sconto sul Chocohotel valido per soggiorni dal 1° novembre 2020 al 31 marzo 2021: un orizzonte temporale che andava ben oltre le date dell'evento. Le fonti consultate, tuttavia, non dicono se le casette furono effettivamente spedite secondo il calendario previsto né quanto riscosse l'iniziativa dopo il 10 ottobre.

Il lavoro che non ci fu

C'è un aspetto dell'annullamento che le cronache sull'evento tendono a trascurare: le persone che avrebbero dovuto lavorarci. A inizio settembre il festival cercava circa 450 collaboratori tra venditori, promoter, hostess, standisti e animatori, tutti residenti o domiciliati in provincia di Perugia; a metà settembre, secondo UmbriaON, la selezione era conclusa e mancava solo il via libera definitivo per le assunzioni. Con l'annullamento quelle opportunità di lavoro stagionale svanirono, insieme a quelle legate agli espositori, ai fornitori, agli allestimenti e ai servizi. Le fonti consultate non quantificano l'impatto complessivo sull'occupazione, ma l'appello degli organizzatori al governo per il comparto degli eventi va letto anche in questa chiave.

Le altre attività del gruppo

Va ricordato che l'attività degli organizzatori di Eurochocolate non si è mai limitata ai dieci giorni del festival. Il marchio di prodotti Costruttori di Dolcezze, nato nel 2006, e gli Eurochocolate Store in Piazza IV Novembre esistevano già e continuavano a lavorare anche fuori stagione, nei limiti imposti dalle chiusure. Negli anni precedenti era nato anche Eurochocolate Christmas: secondo il quotidiano il Dolomiti, che ne dava notizia nell'ottobre 2019, la seconda edizione era in programma dal 12 al 15 dicembre 2019 nel comprensorio della Paganella, in Trentino, tra Andalo, Fai della Paganella, Molveno, Cavedago e Spormaggiore, organizzata da Gioform, la società titolare del marchio Eurochocolate. Per l'inverno 2020-2021, però, non abbiamo trovato fonti che documentino lo svolgimento di eventi di questo tipo, e in quel periodo le regole sanitarie avrebbero comunque reso molto difficile qualunque manifestazione in presenza.

Una città in attesa

Per Perugia, l'inverno 2020-2021 fu il periodo più duro della pandemia. Il 27 dicembre 2020 cominciò in Italia la campagna di vaccinazione, ma i primi mesi del 2021 portarono una nuova ondata. Nel febbraio 2021, come riferiva ANSA, la presidente della Regione Donatella Tesei firmò un'ordinanza che faceva della provincia di Perugia una zona rossa, una delle misure più severe applicate in Umbria in quella fase. Di festival, in quelle settimane, non si poteva nemmeno parlare.

È in questo contesto che maturò la decisione che avrebbe segnato i tre anni successivi. Se il 2020 aveva dimostrato quanto fosse difficile controllare gli accessi in un centro storico aperto, l'edizione successiva doveva trovare un luogo in cui farlo fosse possibile.

Tazza di cioccolata calda in una giornata di dicembre
Una tazza di cioccolata calda a dicembre: nell'inverno 2020-2021, senza festival e con molte attività chiuse, il cioccolato per molti si gustò soprattutto a casa.Foto: Emna Mizouni, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Perché dopo il 2020 Eurochocolate scelse Umbriafiere?

Il 17 maggio 2021 arrivò l'annuncio. L'agenzia ANSA titolava "Torna Eurochocolate ma lascia il centro storico di Perugia"; Italpress e, il giorno dopo, Dissapore ripresero la notizia. L'edizione 2021 si sarebbe svolta dal 15 al 24 ottobre nel centro fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra, nella pianura tra Perugia e Assisi. Era la prima volta, nella storia del festival, che Eurochocolate lasciava l'acropoli perugina.

Le ragioni della scelta

La motivazione, presentata alla Regione e al Comune di Perugia, era quella di poter realizzare l'edizione "in pieno rispetto dei protocolli di sicurezza" previsti per il settore fieristico, la cui ripartenza era fissata al 1° luglio 2021. La differenza rispetto al 2020 era sostanziale. Un centro fieristico è un luogo chiuso e circoscritto, con ingressi definiti, in cui contare le persone, controllare i titoli d'accesso e gestire i percorsi è relativamente semplice. Nel centro storico di Perugia, invece, come aveva mostrato il piano dell'anno precedente con i suoi quattordici varchi, ogni via e ogni scalinata è un possibile accesso.

Nel 2021, inoltre, il quadro normativo era cambiato. Il decreto-legge del 22 aprile 2021 aveva introdotto la certificazione verde per vaccinati, guariti e persone con un test negativo; dal 6 agosto il green pass sarebbe stato richiesto per una serie di attività, tra cui fiere ed eventi. Un luogo chiuso con ingressi controllati permetteva di applicare queste regole in modo ordinato. Era, in un certo senso, la versione realizzabile di ciò che il piano del 2020 aveva cercato di ottenere nel centro storico.

Un legame da non spezzare

Gli organizzatori presentarono il trasferimento come temporaneo. Secondo ANSA e Italpress, era prevista una presenza simbolica in Piazza IV Novembre, per non interrompere il legame con la città. E già nell'annuncio del maggio 2021 si guardava avanti: per il 2022 erano previste due edizioni a Perugia, una primaverile intorno a Pasqua con il titolo "A passo d'uovo" e la consueta dieci giorni di ottobre. Le cose sarebbero andate in parte diversamente: l'edizione primaverile si svolse effettivamente nel centro storico nel 2022, con date che le fonti riportano in modo diverso, mentre l'edizione autunnale rimase a Umbriafiere fino al 2023. Il ritorno stabile in centro sarebbe arrivato solo nel 2024, con il trentennale.

Perugia vista in lontananza da Bettona, oltre la pianura umbra
Perugia vista da Bettona, oltre la pianura tra Perugia e Assisi: è in quest'area, a Bastia Umbra, che si trova Umbriafiere, sede del festival dal 2021 al 2023.Foto: Ziegler175, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

"Ne abbiamo piene le scatole": il tema nato dalla pandemia

Il tema del 2021 nasceva direttamente dall'esperienza dei mesi precedenti. Guarducci spiegò che durante l'ultimo anno molti avevano contribuito all'aumento dei consumi di cibo in scatola, e che da questa tendenza era nata l'idea di usare il packaging in latta, giudicato "altamente sostenibile e concettualmente molto interessante", anche per il cioccolato. "Abbiamo così provato a riempire alcune scatole di varie forme con differenti tipologie di cioccolato", raccontò a Dissapore.

Il claim, "Ne abbiamo piene le scatole", era un perfetto esempio di autoironia: da un lato le scatole di latta piene di cioccolato, dall'altro l'espressione colloquiale con cui gli italiani, dopo un anno e mezzo di restrizioni, dicevano di essere stanchi. Se "Choco di Parole" era stato il gioco di parole di un'edizione mai nata, "Ne abbiamo piene le scatole" era quello di un'edizione nata proprio dalla fatica di quel periodo.

Com'è andata nel 2021

L'edizione indoor si articolò in tre padiglioni tematici: Chocolate Experience, Chocolate Show e Funny Chocolate, con didattica, degustazioni guidate, laboratori per bambini e il grande mercato del cioccolato. Secondo Forbes Italia, i visitatori furono circa 70.000, circa un decimo rispetto al 2019, ma il fatturato si mantenne attorno ai 2,5 milioni di euro, "in linea con le edizioni pre-pandemia". La chiave fu il biglietto d'ingresso: "Il nostro principale finanziatore è diventato il pubblico, grazie al ticketing, che prima non c'era", spiegò Guarducci, anche perché molti sponsor avevano ridimensionato o annullato la loro presenza. Sempre secondo Forbes, Perugia e Assisi registrarono il tutto esaurito negli alberghi per la durata dell'evento.

C'è una linea diretta tra il piano del 2020 e questo risultato. Il pacchetto da 10 euro con kit di prodotti, braccialetto e card personale, pensato per i fine settimana del 2020, era già una forma di biglietto. Nel 2021 quel modello diventò la regola. Trovi il racconto completo di quell'edizione nella pagina dedicata a Eurochocolate 2021, e quello dell'anno successivo, con il Messico ospite d'onore, nella pagina su Eurochocolate 2022.

Il dibattito sul centro storico

Il trasferimento a Umbriafiere ebbe sostenitori e critici. Da un lato, il format indoor garantiva ordine, sicurezza e un pubblico motivato; dall'altro, molti commercianti, ristoratori e albergatori del centro storico lamentavano la perdita di un evento che per decenni aveva portato in città centinaia di migliaia di persone, e molti visitatori affezionati sentivano la mancanza della festa diffusa tra le piazze. Era un dibattito che affondava le radici proprio nel 2020: l'annullamento aveva mostrato, per assenza, quanto il festival contasse per l'economia dell'acropoli.

L'eredità di Eurochocolate 2020 e il confronto con il 2026

Un'edizione che non si è svolta può lasciare un'eredità? Nel caso di Eurochocolate 2020 la risposta è sì, e non solo per il vuoto che lasciò. Molte delle soluzioni studiate in quei mesi sono riapparse, trasformate, negli anni successivi, e il 2020 resta un punto di svolta nella storia del festival.

Dal festival libero al biglietto

Fino al 2019 Eurochocolate era una festa a ingresso libero: si entrava nel centro storico e si passeggiava tra gli stand, pagando solo ciò che si acquistava, più eventualmente la ChocoCard o le esperienze a numero chiuso. Il piano del 2020 introdusse per la prima volta l'idea di un accesso a pagamento, almeno nei fine settimana, con un pacchetto che comprendeva un kit di prodotti. Nel 2021 a Umbriafiere il biglietto divenne la regola e, come abbiamo visto, la principale fonte di finanziamento. Oggi, con il ritorno nel centro storico, l'accesso alle vie e alle piazze è tornato libero, mentre si pagano le esperienze strutturate: un equilibrio che nasce anche dalla lezione di quegli anni.

Il festival anche a distanza

Choco in Casa fu il primo tentativo strutturato di portare il festival a casa delle persone, con un prodotto che raccoglieva in una scatola le aziende che di solito si incontrano tra gli stand. L'idea di un rapporto con il pubblico che non si esaurisce nei dieci giorni di ottobre o di novembre è diventata nel tempo uno dei fili conduttori dello sviluppo del marchio, fino all'apertura di un luogo permanente.

La Città del Cioccolato

Quel luogo permanente oggi esiste. A novembre 2025 ha aperto nell'ex Mercato Coperto di Perugia la Città del Cioccolato, un museo esperienziale dedicato al cacao, con percorso espositivo, fabbrica bean-to-bar e laboratori. Il progetto ha radici lontane: già nell'intervista a Forbes Italia del 2022 Guarducci raccontava il sogno di un parco tematico permanente sul cioccolato a Perugia, di cui parlava con le amministrazioni locali dal 2004. Non c'è un legame diretto documentato tra l'annullamento del 2020 e questa scelta, ma è evidente che l'esperienza di un anno senza festival ha reso più chiaro il valore di una presenza che non dipenda da dieci giorni all'aperto.

Il ritorno a Perugia

Dopo i tre anni a Umbriafiere, nel 2024 Eurochocolate è tornato nel centro storico per il trentennale, spostandosi a novembre, con il claim "Sulla bocca di tutti". Il 2025 ha confermato il ritorno in città con "La festa tra le nuvole". Racconti dettagliati di queste edizioni si trovano nelle pagine dedicate a Eurochocolate 2024 ed Eurochocolate 2025. Nel 2024 La Nazione salutava il ritorno nell'acropoli "dopo cinque anni di assenza": cinque anni che cominciano proprio con l'ottobre vuoto del 2020.

Cabosse di cacao sulla pianta in Costa d'Avorio
Cabosse di cacao in Costa d'Avorio: il racconto della filiera, cancellato nel 2020 con l'area Eurochocolate World, è tornato al centro del festival e oggi ha una sede stabile.Foto: Hanay, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Una lezione per gli eventi in città

Il 2020 ha lasciato anche una lezione che va oltre Eurochocolate. Il piano di quell'anno mostrò con chiarezza quanto sia complesso governare i flussi di un grande evento in un centro storico: contare le persone, separare ingressi e uscite, garantire corsie per residenti e lavoratori, collegare parcheggi e trasporti. Molte di queste attenzioni, nate nell'emergenza, sono rimaste nel modo di organizzare le manifestazioni: la comunicazione preventiva sugli accessi, il ruolo dei parcheggi di interscambio e del minimetrò, la prenotazione per le esperienze a numero chiuso. Per chi visita il festival oggi, significa un'esperienza più prevedibile, soprattutto nei fine settimana.

Da "Choco di Parole" a "Fate Dolci"

Il confronto con l'edizione 2026 è istruttivo. Eurochocolate 2026, la trentaduesima edizione, si svolgerà a Perugia dal 13 al 22 novembre con il tema "Fate Dolci": un claim che gioca su due significati, l'invito a fare dolci con le proprie mani e le fate protagoniste delle grafiche e degli spazi per le famiglie. Per la prima volta ci sarà una Regione Ospite, la Calabria, con prodotti come il bergamotto, il cedro, il peperoncino e i fichi di Cosenza proposti anche in abbinamento al cioccolato.

Tra "Choco di Parole" e "Fate Dolci" c'è una continuità evidente: entrambi sono giochi di parole, entrambi spostano l'attenzione dal semplice assaggio a qualcosa di più attivo. Nel 2020 si giocava con le parole; nel 2026 si gioca con le mani, nei laboratori, nella fabbrica della Città del Cioccolato, dove è prevista un'esperienza di circa trenta minuti per creare la propria tavoletta. C'è però anche una differenza profonda. Il 2020 era il progetto di un festival ridotto all'osso, senza sculture, senza ChocoCard, senza Paesi produttori, pensato per contenere il pubblico. Il 2026 è un festival che torna ad allargarsi, con le stime che parlano di circa 800.000 visitatori e un percorso che attraversa Giardini Carducci, Largo della Libertà, Piazza Italia, Corso Vannucci, Via Fani, Via Mazzini, Piazza della Repubblica e Piazza Matteotti.

Eurochocolate 2020 (previsto)Eurochocolate 2026
Date16-25 ottobre13-22 novembre
LuogoCentro storico di PerugiaCentro storico di Perugia
Claim"Choco di Parole""Fate Dolci"
AccessoVarchi Ciock In, prenotazione nei weekendVie e piazze ad accesso libero
Sculture e Paesi produttoriCancellati per evitare assembramentiProgramma completo
NovitàChoco in Casa, card TracciockCalabria Regione Ospite, collaborazione con la Città del Cioccolato
EsitoAnnullato il 10 ottobreIn programma

Per tutti i dettagli sulla prossima edizione puoi consultare le nostre pagine su Eurochocolate 2026 e sul programma.

Perugia da vedere sui luoghi dell'edizione mancata

Il piano del 2020 ci ha lasciato una mappa precisa dei luoghi che il festival avrebbe dovuto occupare e attraversare. Ripercorrerli oggi è un buon modo per conoscere Perugia, e per capire perché trasformare la città in un'area a ingresso controllato fosse così complicato. Per una guida più completa alla città trovi la nostra pagina su Perugia.

Pian di Massiano e il minimetrò

Il punto di partenza previsto per molti visitatori del 2020 era il grande parcheggio di Pian di Massiano, ai piedi del colle, accanto allo stadio. Da qui il kit del weekend includeva il biglietto di andata e ritorno per il minimetrò, il sistema di trasporto automatico su rotaia che collega la parte bassa della città con il centro storico, fermando anche alla stazione ferroviaria di Fontivegge e arrivando al capolinea di Pincetto, a pochi passi da Piazza Matteotti. Ancora oggi è la soluzione più comoda per chi arriva in auto durante il festival; tutte le indicazioni pratiche sono nella nostra pagina su come arrivare a Eurochocolate.

Piazza Partigiani e la Rocca Paolina

L'altro accesso citato dal piano era il terminal dei bus di Piazza Partigiani, da cui partono le scale mobili che risalgono verso il centro attraversando la Rocca Paolina. La fortezza fu fatta costruire da papa Paolo III a metà del Cinquecento sopra un intero quartiere medievale, quello dei Baglioni, le cui strade e case sono ancora percorribili nei sotterranei. Proprio questi spazi ospitavano tradizionalmente l'area Eurochocolate World, dedicata ai Paesi produttori di cacao, che nel 2020 era stata cancellata. Salire con le scale mobili attraverso le vie sepolte della Rocca è una delle esperienze più suggestive della città.

Illustrazione storica della pianta e dei frutti del cacao
Un'illustrazione storica del cacao: ai Paesi produttori era dedicata l'area Eurochocolate World, di solito nella Rocca Paolina, che nel 2020 fu tra quelle sacrificate.Foto: Autore sconosciuto, Public domain, via Wikimedia Commons

Piazza Italia

All'uscita delle scale mobili si arriva in Piazza Italia, la piazza ottocentesca costruita dopo la demolizione di gran parte della Rocca, con la statua equestre di Vittorio Emanuele II e il Palazzo della Provincia. Nel piano del 2020 qui avrebbe dovuto trovarsi lo spazio di isolamento per eventuali casi sospetti. Accanto si aprono i Giardini Carducci, con la loro balconata sulla valle umbra, oggi tra le aree del festival.

Corso Vannucci

Da Piazza Italia parte Corso Vannucci, la via principale del centro, intitolata al pittore Pietro Vannucci detto il Perugino. È da sempre la spina dorsale di Eurochocolate, con la lunga fila di stand del Chocolate Show. Lungo il corso si affacciano il Palazzo dei Priori, che ospita la Galleria Nazionale dell'Umbria, e il Collegio del Cambio, con gli affreschi del Perugino. Nel 2020, con i varchi Ciock In e la card Tracciock, il passeggio lungo il corso sarebbe stato contingentato: un'immagine difficile da immaginare per chi conosce le domeniche affollate del festival.

Piazza IV Novembre

In fondo al corso si apre Piazza IV Novembre, il cuore monumentale della città, con la Fontana Maggiore di Nicola e Giovanni Pisano, la Cattedrale di San Lorenzo e la scalinata del Palazzo dei Priori. Qui per anni sono state esposte e scolpite dal vivo le grandi opere di cioccolato; qui, a fine settembre 2020, venne allestita la Maxi Choco in Casa; qui si trovavano gli Eurochocolate Store in cui erano in vendita le casette; e qui, nel 2021, era prevista la presenza simbolica del festival trasferito a Umbriafiere. Se c'è un luogo che racconta tutta la vicenda del 2020, è questa piazza.

Piazza Matteotti e l'ex Mercato Coperto

Poco distante, Piazza Matteotti era citata nel piano del 2020 tra i luoghi del festival, e nel 2019 era stata la "Piazza dei Bottoni". Sotto la piazza si trova l'ex Mercato Coperto, con la sua terrazza panoramica: è qui che nel 2025 ha aperto la Città del Cioccolato. Da Piazza Matteotti si scende anche verso il capolinea del minimetrò di Pincetto, chiudendo idealmente il giro.

Un itinerario a piedi sui luoghi del 2020

Chi vuole ripercorrere oggi la mappa dell'edizione mancata può farlo in un paio d'ore, a passo tranquillo. Si può partire da Pian di Massiano con il minimetrò, scendere al capolinea di Pincetto e salire a Piazza Matteotti, dove si affaccia l'ex Mercato Coperto con la Città del Cioccolato. Da qui si raggiunge in pochi minuti Piazza IV Novembre, con la Fontana Maggiore e la Cattedrale; si percorre poi Corso Vannucci fino a Piazza Italia e ai Giardini Carducci, per affacciarsi sulla valle. Il ritorno può passare dalle scale mobili della Rocca Paolina, scendendo tra le vie medievali sepolte fino a Piazza Partigiani.

È un percorso che tocca quasi tutti i luoghi citati nel piano del 2020 e, allo stesso tempo, buona parte delle aree in cui si svolge il festival oggi. Nei giorni di Eurochocolate conviene muoversi presto la mattina o nei giorni feriali, quando le vie sono meno affollate; fuori dal periodo del festival lo stesso itinerario permette di scoprire con calma i monumenti principali della città.

Uno sguardo oltre Perugia

Il trasferimento del 2021 ha fatto conoscere a molti visitatori anche la pianura tra Perugia e Assisi, dove si trova Bastia Umbra con il centro fieristico di Umbriafiere. A pochi chilometri ci sono Santa Maria degli Angeli e Assisi, con la Basilica di San Francesco; poco più in là Spello e la valle Umbra. Chi visita Eurochocolate oggi può facilmente abbinare al festival una di queste mete: trovi alcuni suggerimenti nella nostra pagina sul viaggio a Eurochocolate e su dove dormire nella pagina dedicata agli hotel.

Panorama di Perugia visto da Porta Sole
Perugia vista da Porta Sole: il centro storico che nel 2020 avrebbe dovuto accogliere un festival a ingressi contati e che dal 2024 è tornato a ospitarlo.Foto: Enric, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Come abbiamo ricostruito Eurochocolate 2020

Un'edizione annullata lascia meno tracce di una che si è svolta: niente bilanci di fine manifestazione, niente fotografie delle sculture, niente cronache delle giornate. Per questa pagina ci siamo basati sugli articoli pubblicati tra l'estate e l'autunno del 2020 e sulle cronache del 2021 e degli anni successivi. Ecco le principali fonti e i punti su cui conviene fare attenzione.

Le fonti principali. Per l'annuncio delle date, UmbriaJournal del 2 agosto 2020, che riprendeva il Corriere dell'Umbria. Per il Gioco Inedito, TravelNoStop del 15 luglio 2020. Per le selezioni del personale, il Quotidiano di Ragusa del 1° settembre 2020. Per l'intervista a Guarducci, UmbriaON del 19-20 settembre 2020. Per Choco in Casa, UmbriaJournal del 25 settembre 2020. Per il Piano di Gestione dei Flussi, PerugiaToday, alla fine di settembre 2020. Per l'annullamento, Sky TG24 del 10 ottobre 2020, che riprendeva ANSA, ed EFA News del 12 ottobre. Per il trasferimento a Umbriafiere, ANSA e Italpress del 17 maggio 2021 e Dissapore del 18 maggio 2021. Per i numeri del 2019 e del 2021, Forbes Italia del settembre 2022. Per il contesto nazionale, le date dei provvedimenti riportate dalle ricostruzioni enciclopediche della pandemia in Italia.

La numerazione. Tutte le fonti del 2020 parlano di ventisettesima edizione; la numerazione successiva, invece, assegna il numero 27 all'edizione indoor del 2021. Non è una contraddizione, ma un effetto dell'annullamento: lo segnaliamo perché chi legge le cronache dell'epoca può trovare la dicitura "27ª edizione" riferita a entrambi gli anni.

L'ordinanza regionale. Le fonti concordano sul contenuto essenziale (quattro giorni, 500 persone) e sul fatto che fu approvata la sera del 9 ottobre, ma quelle che abbiamo consultato non ne riportano il numero né il testo integrale.

Le reazioni e i mesi successivi. Non abbiamo trovato fonti verificabili sulle reazioni di istituzioni e categorie economiche all'annullamento, né su eventuali iniziative di Eurochocolate tra l'ottobre 2020 e la primavera 2021, oltre a Choco in Casa. Se emergeranno documenti affidabili, aggiorneremo la pagina.

Il claim. Non abbiamo potuto leggere la presentazione ufficiale di "Choco di Parole". Il significato del gioco di parole è evidente, ma il programma tematico previsto per le piazze resta in gran parte sconosciuto; l'ipotesi che il claim sia stato annunciato già alla fine dell'edizione 2019 si basa sul collegamento, negli archivi di UmbriaJournal, con un'iniziativa legata alle elezioni regionali di quell'anno.

Le altre edizioni da scoprire

Eurochocolate 2020 si capisce meglio leggendola insieme alle edizioni che l'hanno preceduta e seguita. Prima c'è Eurochocolate 2019, "Attacca Bottone", l'ultima grande festa nel centro storico prima della pandemia. Dopo c'è Eurochocolate 2021, "Ne abbiamo piene le scatole", la prima a Umbriafiere. E se vuoi confrontare il calendario, Eurochocolate 2015, quella di #MustaChoc, si era svolta esattamente nelle stesse date previste per il 2020, dal 16 al 25 ottobre. La storia completa, anno per anno, è nella pagina sulle edizioni passate.

Vivi Eurochocolate dal vivo

L'ottobre del 2020 è rimasto senza festival; il novembre del 2026 no. Club Magellano organizza viaggi in pullman per Eurochocolate 2026 a Perugia: scopri itinerari, partenze e soluzioni di soggiorno.

Scopri i viaggi

Chi siamo e come lavoriamo lo trovi nella pagina su Club Magellano; Ricordiamo che eurochocolate.net non è il sito ufficiale del festival: date, programma e regole di accesso vengono comunicati dagli organizzatori.

Tazza di cioccolata calda servita al tavolo di una caffetteria
Una cioccolata calda in caffetteria: un piacere semplice, lo stesso che nell'autunno del 2020 mancò a chi aspettava di ritrovarlo a Eurochocolate.Foto: Simplus Menegati, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Domande frequenti

Quando era prevista Eurochocolate 2020?

Eurochocolate 2020 era in programma a Perugia da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2020, nel centro storico della città. Le date furono annunciate all'inizio di agosto e confermate fino a pochi giorni dall'apertura.

Qual era il tema di Eurochocolate 2020?

Il claim scelto era "Choco di Parole", un gioco di parole costruito su "gioco di parole", nello stile dei titoli ironici con cui il festival accompagna ogni edizione. Lo stesso claim fu usato nell'estate 2020 per la collaborazione con il premio Gioco Inedito di Lucca Comics & Games.

Perché Eurochocolate 2020 è stato annullato?

Il 10 ottobre 2020 gli organizzatori annunciarono lo stop dopo un'ordinanza della Regione Umbria approvata la sera prima, che riduceva la durata degli eventi da dieci a quattro giorni e fissava un tetto di 500 persone. Secondo gli organizzatori, quelle condizioni rendevano di fatto impossibile organizzare la manifestazione.

Eurochocolate 2020 conta nella numerazione delle edizioni?

No. Le cronache del 2020 la presentavano come 27ª edizione, ma poiché non si svolse il numero è passato all'edizione indoor del 2021. La 28ª edizione è quella del 2022 e la 32ª quella del 2026.

Che cosa prevedeva il piano anti-Covid di Eurochocolate 2020?

Secondo PerugiaToday, il piano prevedeva 14 varchi di accesso chiamati Ciock In, una card personale Tracciock con codice a barre, braccialetti, la prenotazione online nei fine settimana e una capienza massima di 8.284 persone contemporanee nel centro storico, con una rotazione stimata di circa 24.000 visitatori al giorno.

Quali iniziative erano state eliminate per l'edizione 2020?

Per evitare assembramenti gli organizzatori avevano rinunciato alle sculture di cioccolato dal vivo, al circuito della ChocoCard e all'area Eurochocolate World dedicata ai Paesi produttori di cacao.

Cos'era Choco in Casa?

Era una casetta di cioccolato da un chilo, in versione Fun con prodotti Costruttori di Dolcezze e in versione Umbria con prodotti di nove aziende artigianali umbre, presentata a fine settembre 2020 come operazione #RecoveryFond per sostenere i produttori e seguire il festival anche a distanza.

Quante persone avrebbero dovuto lavorare a Eurochocolate 2020?

A inizio settembre 2020 gli organizzatori cercavano circa 450 collaboratori tra venditori, promoter, hostess, standisti e animatori, con colloqui anche a distanza. Le assunzioni restarono in attesa del via libera definitivo, che non arrivò.

Dove si è svolto Eurochocolate dopo l'annullamento del 2020?

Nel 2021 il festival si è trasferito al chiuso, nel centro fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra, dal 15 al 24 ottobre, con il tema "Ne abbiamo piene le scatole". È rimasto a Umbriafiere fino al 2023 ed è tornato nel centro storico di Perugia nel 2024.

Che rapporto c'è tra Eurochocolate 2020 ed Eurochocolate 2026?

Nessuna continuità diretta di programma, ma entrambe le edizioni puntano su un gioco di parole: "Choco di Parole" nel 2020, "Fate Dolci" nel 2026. L'edizione 2026 si svolge a Perugia dal 13 al 22 novembre, con la Calabria come prima Regione Ospite.

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