Eurochocolate 2025: La festa tra le nuvole
La 31ª edizione, dal 14 al 23 novembre 2025 nel centro storico di Perugia: nuvole, cacao del mondo e un museo che apre le porte
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Eurochocolate 2025 è stata l'edizione delle nuvole. Dal 14 al 23 novembre 2025 la trentunesima edizione del Festival Internazionale del Cioccolato ha occupato per dieci giorni il centro storico di Perugia con un claim leggero e quasi fiabesco, "La festa tra le nuvole", e con una novità che ha cambiato la geografia stessa della manifestazione: l'apertura della Città del Cioccolato nell'ex Mercato Coperto, il museo permanente a cui il fondatore Eugenio Guarducci lavorava da oltre vent'anni. Per la prima volta il festival non era soltanto una festa temporanea fatta di stand e piazze allestite, ma aveva alle spalle un luogo stabile, aperto tutto l'anno, affacciato proprio su una delle piazze del percorso.
Eurochocolate Perugia 2025 è stata anche la seconda edizione consecutiva a novembre, dopo il ritorno in città del trentennale, e la prima a misurarsi con una domanda precisa: il nuovo calendario autunnale e la nuova formula, più organizzata e più internazionale, potevano diventare stabili? Le cronache di quei giorni raccontano un festival affollato nei weekend, una partecipazione straniera in crescita, ventidue Paesi del cacao riuniti in un'unica area, ma anche la pioggia dell'ultima domenica, una contestazione di piazza e un confronto acceso con il Comune. E raccontano, alla fine, una fata che distribuiva lecca-lecca a forma di stella: il primo indizio del tema dell'anno successivo.
In questa pagina ricostruiamo l'edizione 2025 con le fonti disponibili: la presentazione ufficiale ripresa dalla stampa, le cronache di ANSA, UmbriaJournal, Umbria24, La Nazione e delle testate locali, i dati diffusi a fine manifestazione. Quando un'informazione non si trova, lo diciamo; quando le fonti non concordano, segnaliamo la differenza. Questo sito è curato da Club Magellano, tour operator che da anni organizza viaggi in pullman per il festival, e non è il sito ufficiale della manifestazione: lo sguardo è quello di chi Eurochocolate lo ha frequentato da visitatore e accompagnatore. Per inquadrare questa edizione nella storia del festival, dal 1994 a oggi, puoi partire dalla pagina dedicata alle edizioni passate di Eurochocolate.

In questa guida
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La trentunesima edizione si è aperta venerdì 14 novembre e si è chiusa domenica 23 novembre 2025, coprendo due fine settimana completi e la settimana feriale in mezzo. Lo scenario è stato ancora una volta l'acropoli di Perugia, con un percorso che toccava i Giardini Carducci, Piazza Italia, Corso Vannucci, Piazza della Repubblica, Via Mazzini, Via Fani e Piazza Matteotti, più alcuni spazi al chiuso: l'ex Borsa Merci, il LAB di Via Angusta, le sale del Palazzo dei Priori e, naturalmente, la neonata Città del Cioccolato.
La scheda dell'edizione
| Voce | Eurochocolate 2025 |
|---|---|
| Edizione | 31ª |
| Date | 14-23 novembre 2025 |
| Luogo | Centro storico di Perugia |
| Claim | "La festa tra le nuvole" |
| Aree simbolo | Spazio Nuvola, NuvoLab, Eurochocolate World, ChocoLab, Chocolate Show |
| Paesi del cacao | 22, con circa 40 marchi bean to bar e tree to bar |
| Novità | Apertura della Città del Cioccolato nell'ex Mercato Coperto |
| Stima presenze | 1.068.795 accessi e 260.571 visitatori unici (analisi Confcommercio Umbria) |
| Edizione precedente | Eurochocolate 2024, "Sulla bocca di tutti" |
| Edizione successiva | Eurochocolate 2026, "Fate Dolci" |
Dalla conferma di febbraio alla presentazione di novembre
La storia di Eurochocolate 2025 comincia molti mesi prima dell'apertura. Il 10 febbraio 2025 La Nazione riferiva l'esito di un incontro tra gli organizzatori e la giunta comunale di Perugia: l'edizione era confermata nel centro storico, con le date del 14-23 novembre concordate con Gioform Srl, la società titolare del marchio. A sostegno della scelta di novembre venivano citati i dati turistici dell'anno precedente: nel novembre 2024, il mese del trentennale, le presenze in città erano cresciute del 24,1% e gli arrivi del 36,8% rispetto al novembre 2023. Lo spostamento da ottobre a novembre, in altre parole, aveva portato visitatori in un mese tradizionalmente più tranquillo per il turismo perugino.
L'accordo non era però privo di condizioni. Gioform si impegnava a una serie di miglioramenti richiesti dopo l'esperienza del 2024: una migliore gestione dei flussi pedonali con attenzione alle persone con disabilità, una segnaletica più chiara, un accesso più agevole per i residenti del centro storico, più personale di sicurezza, più bagni chimici e il riposizionamento di alcune strutture lungo Corso Vannucci. Dal canto suo l'organizzazione chiedeva formalmente di poter tornare a usare due luoghi storici del festival, Piazza IV Novembre e i Giardini Carducci. Guarducci spiegava che la richiesta era stata avanzata "principalmente per ottimizzare la distribuzione dei flussi di visitatori", per alleggerire i punti più congestionati nei giorni di punta e sostenere l'equilibrio economico della manifestazione. L'assessore allo sviluppo economico Andrea Stafisso rispondeva che il Comune avrebbe valutato la richiesta nelle settimane successive, ricordando che commercianti e residenti chiedevano una regolazione più attenta dell'uso del centro storico e che, con l'apertura della Città del Cioccolato, il format del festival avrebbe potuto cambiare.
Le fonti che abbiamo consultato non chiariscono nel dettaglio come si sia chiusa la trattativa sui singoli spazi. Le guide dell'edizione indicano i Giardini Carducci all'inizio del percorso, mentre nessuna delle cronache di novembre descrive allestimenti in Piazza IV Novembre paragonabili ai divani a forma di bocca del 2024: per questo nella pagina parliamo della piazza principale di Perugia come di un luogo da visitare lungo il percorso, non come di un'area del festival.
La presentazione ufficiale si è tenuta il 7 novembre 2025 al Rosetta Hotel di Perugia. Accanto a Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate, e a Flavia Ruffinelli, executive manager, sono intervenuti l'assessora regionale al turismo e all'agricoltura Simona Meloni, l'assessore comunale Andrea Stafisso e, secondo il resoconto dell'ANSA, Simone Fittuccia di Federalberghi Umbria Confcommercio. L'edizione aveva il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Sviluppumbria e Camera di Commercio dell'Umbria. Il dato più citato quel giorno riguardava l'accoglienza: le strutture ricettive si stavano progressivamente riempiendo e le richieste dei gruppi erano cresciute del 75%. Meloni parlò di una città che sarebbe stata "più vivace e attrattiva"; Stafisso ringraziò "una complessa macchina organizzativa" e annunciò una collaborazione più stretta tra Comune e organizzatori per gestire i flussi, soprattutto nei fine settimana; Fittuccia invitò gli albergatori a puntare sempre di più sui grandi eventi, definiti "fondamentali per il territorio di Perugia".
Orari, accesso e servizi
Secondo le guide pubblicate prima dell'apertura, gli stand erano aperti dalle 10 alle 19:30 nei giorni feriali, dalle 9:30 alle 22 il sabato e dalle 9 alle 20 la domenica. Come nel 2024, l'accesso alle aree all'aperto era libero: si poteva passeggiare tra gli stand del Chocolate Show, entrare nello Spazio Nuvola o fermarsi in Eurochocolate World senza biglietto. Erano invece a pagamento e su prenotazione alcune esperienze, a cominciare dalle degustazioni guidate del ChocoLab, proposte a 6 euro a persona, e naturalmente la visita alla Città del Cioccolato, che ha una biglietteria propria.
Le fonti consultate non citano per il 2025 la Chococard, la carta prepagata che in molte edizioni del passato dava diritto a una selezione di assaggi e a sconti presso gli espositori: non sappiamo quindi se sia stata riproposta e in quale forma. Il programma riportava invece altre agevolazioni. Chi presentava un titolo d'acquisto di Eurochocolate alla Galleria Nazionale dell'Umbria, nel Palazzo dei Priori, aveva diritto all'ingresso ridotto a 6 euro, proseguendo il legame tra festival e patrimonio artistico avviato nel 2024. Trenitalia, Official Carrier dell'edizione, proponeva sconti presso alcuni stand e negozi a chi raggiungeva Perugia con i treni Regionali; tra i partner della mobilità figuravano anche l'aeroporto internazionale dell'Umbria San Francesco d'Assisi e il Minimetrò. Radio Subasio, radio ufficiale, trasmetteva in diretta dal Glass Studio di Piazza della Repubblica: dalle 13 alle 17 nei giorni feriali, dalle 15 alle 20 nel fine settimana.

Qual era il tema di Eurochocolate 2025?
Ogni edizione di Eurochocolate ha un titolo, e quasi sempre quel titolo è un gioco di parole. Dopo il "Sulla bocca di tutti" del trentennale, che celebrava la notorietà raggiunta dal festival e insieme il piacere del gusto, il tema di Eurochocolate 2025 ha scelto un registro diverso: non più la bocca, il morso, il passaparola, ma il cielo. "La festa tra le nuvole" è un'immagine leggera, sognante, che parla di sospensione e di stupore più che di golosità.
Un claim che gioca con un modo di dire
Il comunicato di presentazione, almeno nella forma ripresa dalla stampa, non contiene una spiegazione ufficiale del claim. La chiave di lettura più immediata, però, è nella lingua di tutti i giorni. "Avere la testa tra le nuvole" significa essere distratti, sognatori, persi nei propri pensieri: basta cambiare una lettera, da "testa" a "festa", per trasformare un rimprovero in un invito. Il festival si proponeva come un momento in cui è legittimo distrarsi, lasciare per qualche ora le preoccupazioni quotidiane e salire, appunto, tra le nuvole.
Che questa lettura non sia una forzatura lo conferma il titolo di uno degli incontri in programma, un convegno scientifico di cui parleremo più avanti: "Mezzo secolo di testa tra le nuvole". Il modo di dire originale e la sua variazione festiva convivevano dunque nello stesso calendario, e la scelta del claim appare coerente con lo stile della comunicazione di Eurochocolate, che da sempre preferisce l'ammiccamento linguistico alla descrizione: basti ricordare "Attacca Bottone" nel 2019 o "Ne abbiamo piene le scatole" nel 2021.
C'è poi un secondo livello, più legato al prodotto. Il cioccolato, nella pubblicità e nell'immaginario, è spesso associato alla leggerezza: mousse, spume, cioccolate calde montate, praline ripiene di creme ariose. Le nuvole sono una metafora naturale di questa consistenza, e diversi prodotti dell'edizione, come vedremo, hanno giocato proprio su questo.
Dalla bocca alla nuvola: l'immagine dell'edizione
Sul piano visivo il passaggio è stato netto. Come notava una guida per famiglie pubblicata alla vigilia, l'immagine ufficiale del 2025 mostrava una tavoletta di cioccolato che si alza verso una nuvola, prendendo il posto della collezione di bocche di cioccolato che aveva caratterizzato il trentennale. Le bocche del 2024 erano un'immagine di presenza e di consumo, quasi carnale; la tavoletta che sale verso il cielo racconta un movimento, un'aspirazione, un sogno a occhi aperti.
L'immagine si prestava bene anche a una città come Perugia, costruita su un colle, con belvederi da cui nelle giornate di novembre si vedono spesso la valle del Tevere coperta di nebbia e i banchi di nuvole basse appoggiati sulle colline. Chi è salito ai Giardini Carducci in una mattina d'autunno conosce bene quella sensazione di stare sopra le nuvole. Non abbiamo trovato dichiarazioni degli organizzatori che colleghino esplicitamente il claim al paesaggio perugino, quindi la consideriamo una suggestione, non un'intenzione dichiarata.
Il lessico del cielo nei prodotti dell'anno
Il tema ha preso forma soprattutto nei prodotti. Lo Spazio Nuvola di Piazza Matteotti ospitava la linea 2025 di Costruttori di Dolcezze, il marchio fondato da Guarducci nel 2006 che dà al cioccolato forme e confezioni giocose. I nomi, riportati dal programma, sono un piccolo dizionario dei modi di dire meteorologici della lingua italiana.
La tavoletta ripiena si chiamava Nugoloso, dal "nugolo", la massa di nubi, ma anche, per estensione, una moltitudine fitta: un nome che fa pensare sia al cielo sia alla folla che riempie il centro nei weekend del festival. Il lollipop era la Nuvola passeggera, espressione con cui si indica un problema destinato a dissolversi in fretta. Il minibox di dragée prendeva il nome di Apriti cielo, l'esclamazione che accompagna un evento capace di scatenare reazioni esagerate. I cioccolatini Cielo a pecorelle e Cioccolato a catinelle richiamavano insieme il proverbio "cielo a pecorelle, acqua a catinelle", che collega le nuvole a fiocchi, i cirrocumuli, all'arrivo della pioggia. Completava la serie la Nuvoletta, realizzata con la maître chocolatier Alice Cianuri, la stessa artista che nel 2024 aveva firmato le sculture di cioccolato esposte in Piazza IV Novembre.
Al Chocolate Bar, infine, il protagonista era il Colpo di fulmine: un dolce a forma di nuvola ideato dal designer milanese Matteo Ragni, che ne ha disegnato anche lo stampo in silicone. Anche qui il nome è un doppio senso: il fulmine che esce dalla nuvola e l'innamoramento improvviso, il "colpo di fulmine" che si spera il visitatore provi al primo assaggio. Ragni è un designer noto soprattutto per il lavoro sugli oggetti d'uso quotidiano; il suo nome compare anche tra gli autori degli oggetti esposti nella sezione moda e design della Città del Cioccolato, segno di un dialogo tra festival e museo che il 2025 ha reso evidente.
Le nuvole viste dalla scienza
C'è un dettaglio curioso nel programma di Eurochocolate 2025. Sabato 15 novembre, dalle 9:30, la Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori ha ospitato il convegno "Mezzo secolo di testa tra le nuvole: 50 anni di monitoraggio climatico a Perugia e 20 anni della rete nazionale di Linea Meteo", organizzato con l'Associazione Perugia Meteo e con Linea Meteo. Il tema del festival diventava così l'occasione per parlare di dati climatici, di stazioni meteorologiche e di come è cambiato il tempo in città nell'arco di cinquant'anni.
È un esempio di come Eurochocolate abbia provato, negli ultimi anni, ad affiancare alla festa momenti di approfondimento. E c'è anche una nota ironica: proprio il meteo, con la pioggia e il nevischio dell'ultimo fine settimana, è stato il fattore che più ha condizionato l'affluenza della seconda parte del festival. La festa tra le nuvole, a un certo punto, si è trovata davvero sotto le nuvole.
Che cosa raccontava il tema, al di là del gioco
Rileggendo il claim a distanza di un anno, si può notare che "La festa tra le nuvole" ha avuto una funzione precisa nella storia recente della manifestazione. Il 2024 era stato l'anno del ritorno, e il suo titolo guardava al passato: trent'anni di festival "sulla bocca di tutti". Il 2025 doveva invece dimostrare che il ritorno in città non era un episodio celebrativo ma l'inizio di una nuova fase. Un tema leggero, privo di riferimenti autocelebrativi, aiutava a spostare l'attenzione dal compleanno alla festa in sé, e dalla memoria all'esperienza: i laboratori del NuvoLab, i prodotti a tema, gli spettacoli itineranti costruiti attorno all'immaginario del cielo.
Il claim aveva anche il vantaggio di parlare ai bambini. Le nuvole, le stelle, i fulmini sono immagini che un bambino riconosce subito, e non è un caso che il tema sia stato declinato in modo particolare nelle attività per le famiglie e nei prodotti più giocosi, come i lollipop. Da questo punto di vista il 2025 ha preparato il terreno al 2026, quando il claim "Fate Dolci" porterà al centro proprio il mondo delle fiabe e il fare con le mani.

Il contesto dell'anno: Perugia, il cacao e il mercato del cioccolato nel 2025
Per capire Eurochocolate 2025 bisogna guardare a tre piani diversi: la città che lo ospitava, che stava ridefinendo il proprio rapporto con il festival; il mercato mondiale del cacao, uscito da due anni di prezzi record; e le tendenze del consumo, che in quel periodo erano dominate da un prodotto nato sui social.
Perugia e il festival dopo il ritorno in città
Nel 2025 Perugia era governata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, eletta nel 2024, e il rapporto tra amministrazione e organizzatori si giocava soprattutto su due temi: la gestione del centro storico durante i dieci giorni di festa e il calendario. Il ritorno nell'acropoli, dopo le tre edizioni al chiuso di Umbriafiere a Bastia Umbra (2021-2023), aveva riportato in città un pubblico numeroso, ma aveva anche riaperto questioni che per anni avevano accompagnato il festival: l'occupazione delle piazze, la convivenza con i residenti e con i negozi, i servizi igienici, la sicurezza nei momenti di massima affluenza.
A queste questioni il 2025 ne aggiungeva una nuova. Novembre è il mese in cui il commercio del centro comincia a prepararsi al Natale e in cui cade il Black Friday; ospitare un grande evento proprio in quelle settimane significava sovrapporre due calendari. Come vedremo nella sezione dedicata al bilancio, il Consorzio Perugia in centro avrebbe contestato apertamente il periodo scelto. Dall'altra parte, i dati turistici del novembre 2024 dimostravano che il festival portava visitatori in un mese che, senza di esso, sarebbe stato molto più tranquillo.
Il 2025 era anche l'anno in cui la Città del Cioccolato passava dalla fase di cantiere a quella di museo aperto. Questo cambiava il ruolo di Eurochocolate: non più l'unico grande evento del cioccolato a Perugia, ma il momento più intenso di un'offerta che ora durava tutto l'anno. Lo stesso Stafisso, già a febbraio, aveva osservato che con il museo il format del festival avrebbe potuto evolvere.
Il prezzo del cacao dopo il picco
Il festival del 2025 si è svolto in un momento particolare per il mercato del cacao. Tra il 2023 e il 2024 una serie di raccolti scarsi in Africa occidentale, dove Costa d'Avorio e Ghana producono la maggior parte del cacao mondiale, aveva fatto salire i prezzi a livelli mai visti. Secondo un'analisi pubblicata a fine novembre 2025 dal quotidiano ecuadoriano El Diario, nel 2024 le quotazioni internazionali erano cresciute del 178%; alla fine di novembre 2025, però, risultavano scese di oltre il 56% dall'inizio dell'anno e di oltre il 60% rispetto ai picchi del 2024. Il cacao si scambiava intorno ai 5.090 dollari per tonnellata, una cifra comunque superiore alla media ventennale, indicata dallo stesso articolo in circa 2.700 dollari.
Il rapporto mensile dell'Organizzazione Internazionale del Cacao (ICCO) per novembre 2025, cioè proprio il mese del festival, descrive un mercato dal tono complessivamente ribassista. Il contratto di dicembre a Londra era salito all'inizio del mese da 5.808 a 6.211 dollari per tonnellata, e quello di New York da 6.133 a 6.607, per poi scendere a metà mese di circa il 15% a Londra e il 20% a New York, e recuperare parzialmente nell'ultima settimana. Tra le cause indicate dall'ICCO figuravano il rinvio del regolamento europeo sui prodotti a deforestazione zero (EUDR), l'esenzione del cacao dai dazi reciproci decisa dagli Stati Uniti, la ripresa degli arrivi di cacao nei porti ivoriani dopo un avvio di stagione lento e, soprattutto, una domanda debole: i dati di macinazione di ottobre 2025 erano risultati deboli in Europa e in Asia, segno che anni di prezzi elevati avevano ridotto i consumi industriali e finali. El Diario citava anche le previsioni di un surplus mondiale per la stagione 2025/26 e la forte crescita della produzione in Ecuador.
Per chi visitava il festival, questo contesto aveva conseguenze concrete, anche se non sempre visibili. Il cioccolato che si trovava sugli scaffali nel novembre 2025 era stato prodotto con materia prima acquistata nei mesi precedenti, quando i prezzi erano ancora molto alti: molte aziende avevano ritoccato i listini, ridotto i formati o aumentato la quota di ingredienti diversi dal cacao, come frutta secca, creme e cereali. Le fonti sul festival non riportano i prezzi praticati dagli espositori, quindi non possiamo dire se e quanto siano cambiati rispetto al 2024; possiamo però osservare che il tema della filiera e della sua sostenibilità economica era molto presente nel programma, con un talk dedicato proprio a "Rigenerare la filiera del cacao".
Le tendenze: pistacchio, proteine, senza zuccheri
Il prodotto più discusso del 2025 non era nato a Perugia ma sui social network. Il cosiddetto cioccolato "Dubai", una tavoletta ripiena di crema di pistacchio e pasta kataifi, era diventato virale nei mesi precedenti, spingendo grandi marchi e piccoli laboratori a proporre le proprie versioni. A Eurochocolate 2025 la tendenza era ben visibile: Lindt riportava al festival la sua Dubai Style Chocolate, con il 45% di pistacchio, e il marchio Choco Zero, specializzato in cioccolato senza zuccheri aggiunti, presentava dodici gusti tra cui una versione Dubai con pasta kataifi e pistacchio. Il pistacchio compariva anche nelle praline BomBon Cuor di Pistacchio di Fabbri 1905.
La seconda tendenza era quella del cioccolato "funzionale". Ritter Sport presentava la linea Delicious Protein Power, nelle versioni Crunchy Hazelnut e Crunchy Peanut, e Choco Zero portava al ChocoLab il food creator Giuseppe Healty, seguito sui social da circa quattro milioni di persone secondo il programma. Accanto a questo, cresceva l'attenzione per il cioccolato di origine, per i produttori bean to bar e tree to bar e per la tracciabilità: un filone che a Perugia si concentrava in Eurochocolate World e nei talk sulla filiera.
Infine, le ricorrenze dei grandi marchi. KitKat celebrava i suoi novant'anni con tre tavolette dedicate (Caramello Salato, Doppio Cioccolato e Nocciola), mentre Perugina presentava i Baci Perugina Crystal in edizione limitata all'arancia e "Le Cremose" della linea Perugina Nero, nei gusti Caramello Salato, Pralinato alla Nocciola e Cookies and Cream. Il caramello salato, presente in più linee, era un'altra delle note ricorrenti dell'anno.

Dove si è svolto Eurochocolate 2025? Il percorso nel centro storico
Il percorso del 2025 ricalcava nelle linee generali quello del ritorno in città del 2024, con un asse principale tra i Giardini Carducci e Piazza Matteotti e una serie di spazi al chiuso distribuiti lungo il tragitto. Proviamo a ripercorrerlo come lo avrebbe fatto un visitatore arrivato dal basso, con le scale mobili della Rocca Paolina o con il Minimetrò.
Giardini Carducci e Largo della Libertà
Il punto d'ingresso naturale per chi saliva dalla Rocca Paolina erano i Giardini Carducci, il belvedere che domina la valle verso Assisi e il Monte Subasio. Le guide dell'edizione li indicano come inizio del percorso; le fonti consultate non descrivono però nel dettaglio che cosa vi fosse allestito.
A poca distanza, in Largo della Libertà, si trovava secondo il resoconto dell'ANSA Eurochocolate World, l'area dei Paesi produttori di cacao curata da Sviluppumbria, l'agenzia di sviluppo economico della Regione Umbria, insieme a Cacao Solution. È uno degli spazi più interessanti dell'edizione, e per questo gli dedichiamo una sezione a parte.
Piazza Italia: la Regione Umbria e i fondi europei
In Piazza Italia, la piazza ottocentesca che segna il confine tra l'acropoli medievale e la città moderna, la Regione Umbria aveva allestito spazi espositivi dedicati ai programmi europei, ciascuno con una propria proposta. Per il FESR, il fondo europeo di sviluppo regionale, il progetto "Umbria, cuore dolce d'Europa" proponeva un percorso tra venti luoghi del territorio valorizzati con risorse europee, raccontati attraverso un Calendario dell'Avvento. Per il FSE+, il fondo sociale, l'iniziativa "Mettiamoci al Lavoro" comprendeva un pannello interattivo chiamato Working Cloud, sul quale i visitatori potevano lasciare proposte sul tema del lavoro, e la presenza di Arpal Umbria, che illustrava i Centri per l'impiego e la rete dei servizi per il lavoro. Per il FEASR, il fondo per lo sviluppo rurale, era allestita la mostra fotografica "Angolo di Campo – Un altro modo di raccontare l'agricoltura italiana", con materiali sui progetti finanziati. In omaggio veniva distribuito il ricettario "Umbria, Terra di Dolci Eccellenze", con diciannove dolci tradizionali umbri riconosciuti come prodotti agroalimentari tradizionali.
Il nome della "nuvola del lavoro" mostra come il tema dell'edizione fosse stato adottato anche dai partner istituzionali. Il Calendario dell'Avvento, d'altra parte, era una formula già sperimentata nel 2024, quando Umbria Tourism aveva lanciato un calendario dedicato alla scoperta della regione.

Corso Vannucci e il Chocolate Show
Da Piazza Italia si entra in Corso Vannucci, la via principale di Perugia, che per gran parte della storia del festival è stata la sua spina dorsale. Nel 2025 la strada ospitava il Chocolate Show, presentato come il più grande mercato del cioccolato all'aperto, con marchi storici, grandi aziende e artigiani provenienti da tutta Italia. Le fonti che abbiamo consultato non riportano il numero degli espositori del 2025; per il 2024 La Nazione parlava di circa 570 aziende, ma il dato non è direttamente confrontabile e non va attribuito all'edizione successiva.
L'impegno, preso a febbraio, di riposizionare alcune strutture lungo il Corso rispondeva a una delle critiche più frequenti del 2024: nei momenti di massima affluenza la via diventava difficile da percorrere, e la presenza degli stand riduceva lo spazio per chi doveva soltanto attraversare il centro. Le cronache di fine edizione non tornano su questo punto in modo specifico, mentre tra gli impegni per il 2026 l'assessore Stafisso ha citato il miglioramento dell'accessibilità e dell'estetica degli stand.
Piazza della Repubblica e il Glass Studio
Lungo il Corso, Piazza della Repubblica ospitava il Glass Studio di Radio Subasio, la radio ufficiale dell'edizione, che trasmetteva in diretta ogni giorno. La formula era stata inaugurata nel 2024, quando La Nazione segnalava per la prima volta la presenza dello studio a vetri della radio nel percorso del festival. Per molti visitatori, la musica e le voci della radio erano il sottofondo della passeggiata.
Via Mazzini e l'ex Borsa Merci: il NuvoLab
Da Piazza della Repubblica si scende verso Via Mazzini, dove l'ex Borsa Merci ospitava il NuvoLab, il laboratorio didattico per bambini e famiglie. Qui si realizzavano dal vivo alcuni dei prodotti iconici dell'edizione, con un percorso costruito attorno al tema delle nuvole. Le guide per famiglie lo segnalavano come l'appuntamento principale per i più piccoli. Nel 2026 lo stesso spazio ospiterà il Fate Lab: una continuità che dice molto su come il NuvoLab sia stato considerato un esperimento riuscito.
Via Fani e Piazza Matteotti: lo Spazio Nuvola e la Città del Cioccolato
Via Fani collega la zona di Via Mazzini a Piazza Matteotti, la lunga piazza parallela al Corso che nel 2025 era il vero cuore del festival. Qui si trovava lo Spazio Nuvola, con la linea di Costruttori di Dolcezze, e qui si affaccia l'ex Mercato Coperto, sede della Città del Cioccolato, collegato alla piazza attraverso l'Arcone, il soppalco storico che il museo ha recuperato come passaggio. Piazza Matteotti era anche uno dei palcoscenici degli spettacoli itineranti; le cronache riportano che l'assessore al turismo Fabrizio Croce si era detto preoccupato per il volume di alcune iniziative proprio in quella piazza.
Via Angusta: il LAB – Luisa Annibale Base
Poco distante, in Via Angusta, il LAB – Luisa Annibale Base ospitava il ChocoLab, lo spazio delle degustazioni guidate diretto da Roberto Caraceni e sostenuto da Luisa Spagnoli Spa. Il nome richiama Luisa e Annibale Spagnoli, due dei soci che nel 1907 diedero vita alla Perugina. Segnaliamo una piccola discrepanza: nella nostra pagina madre il nome compare come "Luisa Annibali Base", ma le fonti consultate, dal programma ripreso da Assisi News alle schede di Umbria Tourism, scrivono "Annibale", e questa è la forma corretta.
Il Palazzo dei Priori: Sala dei Notari e Sala della Vaccara
Il Palazzo dei Priori, che domina Corso Vannucci e Piazza IV Novembre, ospitava i principali appuntamenti di approfondimento. La Sala dei Notari, con le sue volte affrescate, accoglieva venerdì 14 novembre dalle 8:30 il quarto congresso dell'ISCHOM, la società scientifica internazionale che studia il rapporto tra cacao, cioccolato e salute, presieduta dal professor Gian Carlo Di Renzo. La Sala della Vaccara ospitava il convegno sulla meteorologia del 15 novembre e il talk sulla filiera del cacao del 20 novembre.

Le aree e i protagonisti di Eurochocolate 2025
Una delle caratteristiche dell'edizione 2025 è stata la cura con cui ogni spazio è stato legato al tema. Non c'erano soltanto stand di vendita, ma luoghi con un'identità precisa: uno per i prodotti a tema, uno per i bambini, uno per le degustazioni, uno per i Paesi del cacao, uno per la cultura scientifica. Vediamoli uno per uno.
Lo Spazio Nuvola di Piazza Matteotti
Lo Spazio Nuvola era la vetrina di Costruttori di Dolcezze, il marchio nato nel 2006 da un'idea di Eugenio Guarducci per dare al cioccolato forme e confezioni originali, spesso costruite su giochi di parole. Della linea 2025 abbiamo già raccontato i nomi: Nugoloso, Nuvola passeggera, Apriti cielo, Cielo a pecorelle, Cioccolato a catinelle, Nuvoletta. Lo spazio funzionava come una sorta di negozio-installazione, dove l'acquisto si accompagnava al gioco di riconoscere i modi di dire.
Il valore di questi prodotti, per chi li comprava, era anche quello del souvenir: una tavoletta o un minibox con il nome dell'edizione è un ricordo che si porta a casa, e per molti visitatori abituali è diventato un piccolo rito collezionare i prodotti a tema anno dopo anno. La collaborazione con Alice Cianuri per la Nuvoletta legava inoltre la linea al lavoro artistico sul cioccolato, uno dei filoni storici del festival.
Il Chocolate Bar e il Colpo di fulmine
Il Chocolate Bar era, nel 2025, una presenza doppia. Da una parte c'era il bar del festival, con il suo menu a tema; dall'altra quello aperto sulla terrazza panoramica della Città del Cioccolato, che secondo SiViaggia era già attivo nell'estate 2025, prima dell'apertura del museo, e proponeva piatti dolci e salati e cocktail come il ChocoMojito. Le creazioni citate nelle fonti sono il Colpo di fulmine e "FetteXfette".
Il Colpo di fulmine, come detto, era un dolce a forma di nuvola ideato da Matteo Ragni, che ne aveva disegnato anche lo stampo in silicone. Nella nostra pagina madre lo avevamo descritto come una bevanda: le fonti più dettagliate, a partire dal programma pubblicato alla presentazione, parlano invece di un dolce, e questa è la versione che adottiamo qui. È un piccolo esempio di come il design industriale sia entrato nel mondo di Eurochocolate: lo stampo è un oggetto progettato, e la forma della nuvola diventa riconoscibile quanto il gusto.
Il ChocoLab al LAB – Luisa Annibale Base
Se lo Spazio Nuvola era il luogo del gioco, il ChocoLab era quello dell'approfondimento. Nello spazio di Via Angusta, diretto dal maestro degustatore Roberto Caraceni con il sostegno di Luisa Spagnoli Spa, il programma prevedeva ogni giorno degustazioni guidate, abbinamenti con vini, liquori e prodotti tipici e una cerimonia del cacao. Il costo indicato era di 6 euro a persona, con prenotazione sul sito ufficiale.
Caraceni teneva ogni giorno due appuntamenti fissi, "Come valutare il cioccolato?" e "Cacao differenti, cioccolati differenti": due lezioni pensate per insegnare a riconoscere le differenze tra le origini e tra le lavorazioni, a partire dall'aspetto, dal suono della rottura, dall'aroma e dalla fusione in bocca. Accanto a lui si alternavano i produttori di diversi Paesi, con un calendario fittissimo che il programma riportava giorno per giorno. Ne riportiamo una selezione, così come pubblicata:
| Provenienza | Produttori e relatori | Alcune date |
|---|---|---|
| Repubblica Dominicana | Prodominicana, Definite Chocolate | 14, 15, 21, 22 e 23 novembre |
| Trinidad e Tobago | The Kairi, Tonči | 16, dal 17 al 21 e 23 novembre |
| Giamaica | Pure Chocolate, Likkle More | dal 17 al 20 e 22 novembre |
| Venezuela | Cacao de Origen Lab | 15, 16, 20 e 22 novembre |
| Colombia | Cacao Disidente, Gobernación del Arauca, Cacao Motum, Color Cacao, Fundación Carlota | in quasi tutti i giorni |
| Ghana | Three Mountains | 20 novembre |
| Isole Salomone | Cacao Latitudes | 21 novembre |
| Costa Rica | Chocolateria del Volcán | 17 e 18 novembre |
Completavano il calendario la cerimonia del cacao sacro, proposta nei due weekend con rituali e musica, gli abbinamenti con la grappa curati dall'ANAG e quelli con il vino dell'Assosommelier, un risotto colombiano vegetale preparato da Irene Volpe, gli incontri del marchio Cacao Mae e di Kuyay (Finca Quya), lo spazio dell'Unione Montana del Tronto e Valfluvione dedicato ai nove comuni del Piceno, con degustazioni nei fine settimana, e due appuntamenti dell'Associazione Amici del Cioccolato dedicati al Cuneese, "Le magie del borgo e i profumi del cuneese". Il 15 e il 16 novembre il ChocoLab ospitava anche Giuseppe Healty con Choco Zero.
Il LAB è uno degli spazi che collegano il festival al progetto della Città del Cioccolato: dopo il 2025 è rimasto attivo come polo didattico per degustazioni, masterclass e workshop, e a fine edizione è stato proprio il luogo in cui è stato presentato il claim del 2026.
I grandi marchi e gli sponsor
Accanto agli artigiani, Eurochocolate 2025 ha visto la presenza dei grandi nomi dell'industria, ciascuno con le proprie novità. Il programma ne elenca molte:
- Perugina e KitKat: i Baci Perugina Crystal in edizione limitata all'arancia, le tre tavolette KitKat per il novantesimo anniversario del marchio e "Le Cremose" di Perugina Nero.
- Ritter Sport: la linea Delicious Protein Power, nelle versioni Crunchy Hazelnut e Crunchy Peanut.
- Lindt: le tre ricette EXCELLENCE Fusion e il ritorno della Dubai Style Chocolate.
- ICAM Cioccolato: l'azienda di Lecco, storica partner del festival, con il marchio Vanini.
- Fabbri 1905: sponsor ufficiale, con le praline BomBon Cuor di Pistacchio e Choco Cherry e il Pandoro Cuor di Amarena.
- Caffè Vergnano: con il progetto "Women in Coffee", avviato nel 2018.
- Ada Gourmet: tre piatti inediti ispirati alla fabbrica bean to bar della Città del Cioccolato, "Dialogo tra finocchio e cacao", "Cioccolato nel Bosco" e un dolce chiamato "Bean to bar".
Tra gli altri partner ringraziati alla presentazione comparivano aziende e realtà del territorio come ISA, Plenitude, FBM (che firma anche la fabbrica bean to bar del museo), Umbria Ufficio, Xtraice, Giuliano Tartufi, Umbria&Bike, PEFC, Chocohotel, Hotel Gio Jazz, Hotel Gio Wine, ATMO, Sedicieventi e Orizzonte Nove.
La presenza delle multinazionali, che per i visitatori è da sempre una parte del fascino del festival, nel 2025 è diventata anche un tema di discussione: è stata uno dei motivi della contestazione di piazza di cui parliamo nella sezione sul bilancio. Guarducci, nella conferenza di chiusura, ha ricordato che le grandi aziende sono presenti tutto l'anno in città, a cominciare dallo stabilimento Perugina di San Sisto, e nei supermercati.

Spettacoli e animazione per le vie
La festa tra le nuvole era anche una festa di strada. Il programma prevedeva la ChocoParade dell'Accademia Creativa, i Choco Buskers, la Choco Street Band e i Chocolieri, con spettacoli itineranti, musica e performance distribuite tra le vie e le piazze dell'acropoli, tutti declinati sul tema del cielo e delle nuvole. Questi format, in buona parte già presenti nel 2024, sono stati confermati anche per il 2026, segno che la formula degli spettacoli diffusi, al posto di un unico grande palco, è diventata una caratteristica stabile del festival tornato in città.
Per chi visitava il festival con i bambini, gli spettacoli itineranti avevano un vantaggio pratico: non bisognava conoscere orari e luoghi in anticipo, perché capitava di incontrarli lungo il percorso. Le fonti non riportano un calendario dettagliato delle esibizioni.
Famiglie e scuole: il NuvoLab e le mattine dei bambini
Le attività per i più piccoli erano concentrate nel NuvoLab dell'ex Borsa Merci. Il principio era quello del "fare": i bambini, con le famiglie, assistevano alla realizzazione di alcuni prodotti iconici dell'edizione e partecipavano in prima persona. Una guida pensata per le famiglie indicava il festival come adatto a tutte le fasce d'età, dai piccolissimi agli adolescenti, e citava proprio il NuvoLab come attività principale.
Nelle mattine dei giorni feriali il festival accoglieva poi gli alunni delle scuole primarie di Perugia, accompagnati dagli insegnanti, per lezioni giocose sul cacao e sul cioccolato. È un filone che il festival coltiva da tempo, dalle aree ChocoFamily del 2007 alle iniziative Choco Scuole del 2019, e che nel 2026 diventerà ancora più centrale con il Fate Lab e il coinvolgimento di centinaia di bambini delle scuole cittadine.
Tra le proposte culturali più insolite c'era infine il Laboratorio Profumi di Perugia, curato da Carlo Sargenti, Omar Ticchioni e Claudia Mugnaini, dove si poteva creare un profumo personalizzato su una base al cioccolato chiamata "Nebula Cacao": un nome che, ancora una volta, rimandava alle nuvole.

Quali Paesi del cacao c'erano a Eurochocolate 2025?
Se c'è un'area che racconta l'evoluzione di Eurochocolate negli ultimi anni, è Eurochocolate World. Già nel 2007 il festival ospitava delegazioni dei principali Paesi produttori e il C8 Summit; nel 2024 i produttori internazionali erano 33; nel 2025 l'area ha raggiunto circa 40 marchi bean to bar e tree to bar da 22 Paesi della fascia equatoriale. Curata da Sviluppumbria con Cacao Solution e allestita in Largo della Libertà, era il luogo in cui si poteva parlare direttamente con chi coltiva il cacao o lo trasforma nel Paese d'origine.
Ventidue origini, dalla Colombia al Vietnam
L'elenco dei Paesi, così come riportato dal programma, era il seguente: Brasile, Colombia, Costa d'Avorio, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Filippine, Ghana, Hawaii, India, Indonesia, Giamaica, Madagascar, Messico, Nicaragua, Perù, Repubblica Dominicana, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Venezuela e Vietnam. Una precisazione: le Hawaii non sono uno Stato indipendente ma uno degli Stati Uniti; il programma le conta come origine a sé, ed è un'abitudine diffusa nel mondo del cioccolato di origine, dove ciò che conta è la zona di coltivazione più che la bandiera. Inoltre il calendario del ChocoLab cita anche un produttore delle Isole Salomone, che non compare nell'elenco dei 22: le fonti non spiegano la differenza, che potrebbe dipendere dalla distinzione tra espositori dell'area e relatori delle degustazioni.
Il quadro è comunque quello di una mappa quasi completa della fascia del cacao, la striscia di terra compresa approssimativamente tra il ventesimo parallelo nord e il ventesimo parallelo sud dove la pianta trova il clima caldo e umido di cui ha bisogno. Accanto ai grandi produttori dell'Africa occidentale, come Costa d'Avorio e Ghana, c'erano Paesi celebri per i cacao fini, come l'Ecuador, il Venezuela, il Madagascar e il Perù, e origini meno conosciute in Italia, come l'Uganda, le Filippine, la Thailandia e il Vietnam.
Perché il bean to bar e il tree to bar contano
Le espressioni "bean to bar" e "tree to bar" indicano due modi di controllare la filiera. Nel bean to bar il produttore acquista le fave di cacao e segue personalmente tutte le fasi successive, dalla tostatura alla tavoletta; nel tree to bar il controllo comincia ancora prima, dalla coltivazione, perché chi produce la tavoletta possiede o gestisce anche la piantagione. In un anno in cui il prezzo del cacao era stato al centro delle cronache economiche, questi modelli erano interessanti anche per una ragione economica: permettono a una parte maggiore del valore finale di restare nei Paesi d'origine.
Nel 2025 l'area proponeva due focus nuovi: i cacao pregiati dei Caraibi, ben rappresentati al ChocoLab da Repubblica Dominicana, Trinidad e Tobago e Giamaica, e quelli della regione colombiana dell'Arauca, dove secondo il programma si trova la più grande piantagione di cacao rigenerativo al mondo. È un'affermazione riportata dalla fonte e che non abbiamo potuto verificare in modo indipendente.
La Colombia protagonista
Tra tutti i Paesi presenti, la Colombia è stata senza dubbio il più visibile. Oltre ai cinque produttori protagonisti delle degustazioni, il festival ha ospitato il progetto Agrocadenas, nato dalla collaborazione tra l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Ministero dell'Agricoltura colombiano e il consorzio CISP-Venser, con l'obiettivo di rafforzare le filiere agricole in tre regioni del Paese a beneficio di circa 1.200 famiglie di piccoli produttori. La stessa iniziativa era al centro della prima mostra temporanea della Città del Cioccolato, nella Sala Choco Expo.
Domenica 23 novembre, dalle 15 alle 17, il Consolato della Colombia a Roma ha promosso un evento culturale con la presentazione dell'Alleanza Colombia-Italia per la Cooperazione e lo Sviluppo economico e l'esibizione del gruppo Ancestros, una formazione di una ventina di artisti. A Perugia era presente anche la viceministra colombiana dell'agricoltura Geidy Ortega, come ha ricordato Guarducci parlando con La Nazione nell'ultimo giorno di festival. Una nota sulle date: secondo il programma la presentazione dell'Alleanza era fissata per il 23 novembre, mentre nell'intervista pubblicata il 24 Guarducci la colloca "il giorno prima" dell'intervista stessa; la differenza dipende probabilmente dal momento in cui l'intervista è stata raccolta.
Per un festival che nel 2022 aveva avuto il Messico come ospite d'onore, la centralità della Colombia nel 2025 conferma una linea: Eurochocolate cerca ogni anno un Paese o una regione del cacao con cui costruire un rapporto più stretto. Nel 2026 questa logica verrà estesa all'Italia, con la formula della Regione Ospite inaugurata dalla Calabria.
Il talk sulla filiera e il congresso sulla salute
Due appuntamenti hanno dato al 2025 una dimensione scientifica. Il primo era il quarto congresso dell'ISCHOM, venerdì 14 novembre nella Sala dei Notari, presieduto dal professor Gian Carlo Di Renzo; tra i relatori figurava Spencer Nyman di Cocoa Runners, realtà britannica dedicata al cioccolato artigianale. L'ISCHOM ha curato anche l'allestimento dell'area salute della Città del Cioccolato, dedicata agli effetti del cacao sull'organismo.
Il secondo era il talk "Rigenerare la filiera del Cacao", giovedì 20 novembre alle 15 nella Sala della Vaccara, con Andrea Mecozzi, Brigitte Laliberté, Leslie Agyare, Sara Agostoni e Martino Bonato. Il titolo era eloquente: dopo due anni di crisi dei raccolti e di prezzi altalenanti, la questione non era più soltanto come rendere il cacao sostenibile, ma come ricostruire una filiera in difficoltà, partendo dalla salute delle piante e dei suoli. Il tema si collega al programma Cacao of Excellence, che seleziona ogni anno i migliori campioni di cacao del mondo e che, secondo il comunicato di apertura del museo, è stato trasferito da Roma a Perugia con un laboratorio di ricerca sostenuto da Alliance of Bioversity International e CIAT.

La Città del Cioccolato: il museo che ha accompagnato l'edizione 2025
L'evento più importante dell'anno, per il mondo del cioccolato perugino, non si è svolto in una piazza ma dentro un edificio degli anni Trenta. La Città del Cioccolato, il museo esperienziale dedicato al cacao allestito nell'ex Mercato Coperto, ha aperto le porte a ridosso del festival, e Eurochocolate 2025 è stata la prima edizione a convivere con esso.
Un'idea lunga vent'anni
L'idea di un luogo permanente dedicato al cioccolato a Perugia ha una storia lunga. In un'intervista a Forbes Italia del 2022, Guarducci ricordava di averne cominciato a parlare con le amministrazioni locali fin dal 2004, indicando proprio l'ex Mercato Coperto come sede possibile. L'edificio, affacciato su Piazza Matteotti e sospeso sul versante della città che guarda verso Assisi, è uno dei primi costruiti in Italia in cemento armato: fu inaugurato nel 1932, su progetto dell'ingegnere comunale Giuseppe Grossi e per volontà del podestà Giovanni Buitoni, secondo la ricostruzione di SiViaggia. Un articolo di Dissapore del 2024 attribuisce invece a Francesco Buitoni un ruolo nell'incentivarne la costruzione: le fonti giornalistiche, dunque, non concordano del tutto sul membro della famiglia Buitoni da ricordare.
Il percorso che ha portato all'apertura è stato scandito da alcune tappe documentate. L'edificio era stato ristrutturato nel 2016 con il sostegno della Regione Umbria e della Fondazione Perugia. Nel 2024 è nata la società Destinazione Cioccolato Srl SB, concessionaria trentennale degli spazi; durante il trentennale del festival, nel novembre 2024, si potevano visitare i cantieri, e una campagna di raccolta di capitale tra i cittadini aveva raccolto, secondo La Nazione, 508.000 euro in ventiquattro ore. L'investimento complessivo, secondo il comunicato di apertura ripreso da SiViaggia, è stato di circa sei milioni di euro, con il contributo del programma ministeriale "Italia Economia Sociale", di Intesa Sanpaolo e di una campagna di equity crowdfunding con quasi duecento investitori privati. Il 7 luglio 2025, Giornata mondiale del cioccolato, era stato annunciato il conto alla rovescia; la biglietteria online era stata aperta il 20 settembre.
Quando ha aperto: una data, tre versioni
Sulla data di apertura le fonti non sono uniformi. A luglio 2025 l'apertura era annunciata per il 28 ottobre 2025, data scelta per richiamare l'inaugurazione del Mercato Coperto, avvenuta lo stesso giorno del 1932 alle 15:30. Il resoconto della presentazione del festival pubblicato da Assisi News indica invece l'apertura al 1° novembre 2025, e un articolo di SiViaggia uscito proprio il 1° novembre parla di un'inaugurazione appena avvenuta senza indicare il giorno. Umbria Tourism scrive genericamente "ottobre 2025", mentre nella nostra pagina madre avevamo indicato novembre. Quel che è certo è che, all'apertura di Eurochocolate il 14 novembre, il museo era già visitabile e che l'ANSA, presentando il festival, lo definiva "recentemente inaugurato".
Che cosa c'è dentro
Il museo occupa circa 2.800 metri quadrati su due livelli. Le definizioni del primato variano a seconda della fonte: il comunicato di apertura lo presenta come "il più grande al mondo dedicato al cacao", Umbria Tourism come il più grande d'Europa, altre fonti come il più grande d'Italia. Al di là delle classifiche, il percorso descritto dalle fonti è ricco.
Al piano superiore un cielo digitale con suoni di foresta tropicale, proiezioni interattive e installazioni di Manuel Gardina racconta la geografia e la storia del cacao, dalle civiltà precolombiane alle corti europee fino ai centri italiani del cioccolato come Torino, Firenze e Modica. Qui si trovano anche la sezione dedicata alla Perugina e a Luisa Spagnoli e la collezione Kramsky di incarti di tavolette, una delle raccolte più ampie al mondo nel suo genere. Al piano inferiore, raggiungibile con una passerella di legno o, per i più curiosi, con uno scivolo, si entra in una piantagione ricostruita, con le cabosse, la fermentazione e l'essiccazione delle fave, e con la mostra fotografica "Mujeres del Cacao" di Jesús Ochoa, dedicata alle donne di Chuao, in Venezuela.
Il cuore produttivo è la fabbrica bean to bar firmata FBM, dove i visitatori possono realizzare la propria tavoletta seguendo le fasi della lavorazione con un maestro cioccolatiere. Completano il percorso un'area sulla sostenibilità con pannelli interattivi e visori per esplorare a distanza la piantagione di Playa de Oro, in Ecuador, sostenuta da Eurochocolate; il laboratorio del programma Cacao of Excellence; gli spazi per bambini Piantalab, Coloralab e la Snap Room, dove dei sensori riproducono il suono di una tavoletta che si spezza; l'area salute curata con l'ISCHOM; la sezione moda e design, con un abito di Nicoletta Spagnoli e oggetti firmati da Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Paolo Ulian e Odoardo Fioravanti, in collaborazione con il Museo Alessi, e un approfondimento sulla genesi della bottiglia della Coca-Cola, la cui forma secondo il museo si ispira alla cabossa; la Sala Choco Expo per le mostre temporanee; la Collezione Caraceni, con oltre tremila oggetti tra pubblicità d'epoca e macchinari storici.
Al piano terra il Choco Shop, accessibile anche senza entrare nel museo, riunisce secondo le fonti i prodotti di circa 150 aziende di più di trenta Paesi, accanto alle specialità di Costruttori di Dolcezze; sulla terrazza c'è il Chocolate Bar, con vista sull'acropoli, sulla valle umbra e su Assisi. Fanno parte del sistema anche due edifici collegati: il primo laboratorio della Perugina in Via Alessi, attivo dal 1907, restaurato con Luisa Spagnoli Spa e conservato con il suo banco di marmo originale, e il LAB di Via Angusta.
Che cosa ha cambiato per il festival
Per chi visitava Eurochocolate nel 2025, la Città del Cioccolato offriva qualcosa che il festival, da solo, non poteva dare: un luogo al chiuso, con un percorso strutturato, in cui capire da dove viene il cacao e come diventa cioccolato. Nelle giornate di pioggia dell'ultimo weekend questa possibilità è stata ancora più preziosa. Guarducci, a fine edizione, ha osservato che la manifestazione "ormai può contare sulla presenza stabile del Museo, molto apprezzato dai visitatori". Le fonti consultate non riportano il numero di ingressi al museo durante i dieci giorni del festival.

Cronache e bilancio di Eurochocolate 2025
Il bilancio di un'edizione di Eurochocolate è sempre fatto di due parti: i numeri, che gli organizzatori e le associazioni di categoria diffondono a fine manifestazione, e le cronache, che raccontano ciò che i numeri non dicono. Nel 2025 entrambe le parti sono state particolarmente ricche.
Oltre un milione di accessi: come leggere i numeri
Il 24 novembre 2025, il giorno dopo la chiusura, UmbriaJournal ha pubblicato i dati elaborati da Confcommercio Umbria con la piattaforma Mobility Analytics, nell'ambito del progetto CITIES. Lo strumento utilizza dati anonimi e aggregati provenienti dalle reti mobili e dalle app di geolocalizzazione, e permette di stimare la provenienza, la durata della permanenza e il profilo dei visitatori. I risultati principali sono questi:
| Indicatore | Valore riportato |
|---|---|
| Accessi complessivi | 1.068.795 |
| Visitatori unici | 260.571 |
| Accessi da flussi nazionali | circa 191.000 |
| Accessi da SIM estere | oltre 32.000 |
| Presenze nella fascia di spesa "High" | 48,5% |
Secondo la stessa analisi, più della metà delle visite italiane proveniva dal comune di Perugia, oltre la metà dei visitatori italiani si era trattenuta per più di due ore e gli accessi stranieri arrivavano soprattutto da Spagna, Stati Uniti, Regno Unito e Polonia. I flussi sarebbero stati costanti e distribuiti lungo tutto il periodo.
Vale la pena leggere questi dati con attenzione. Gli "accessi" non sono persone: la stessa persona che entra ed esce più volte dall'area monitorata, o che torna in giorni diversi, genera più accessi. Il dato più vicino al numero di persone è quello dei visitatori unici, circa 260.000. Inoltre l'articolo non chiarisce come i 191.000 accessi nazionali e i 32.000 stranieri si rapportino al totale di oltre un milione: è probabile che si riferiscano a grandezze diverse, ma la fonte non lo spiega. Infine, il fatto che oltre metà delle visite italiane venisse da Perugia ricorda che il festival è anche una grande festa cittadina, frequentata dai perugini oltre che dai turisti. Il confronto con le edizioni precedenti è difficile: in passato i numeri erano stimati con metodi diversi, e per il 2023, a Umbriafiere, il bilancio ufficiale parlava di 73.000 visitatori in un evento al chiuso con accessi controllati: una misura del tutto differente.
Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, ha definito Eurochocolate "un patrimonio da difendere e valorizzare".
La pioggia dell'ultimo weekend
L'ultimo fine settimana è stato segnato dal maltempo. Secondo La Nazione, il sabato 22 novembre ha risentito poco della pioggia, mentre la domenica le previsioni sfavorevoli, con pioggia e nevischio, hanno tenuto lontane soprattutto le famiglie: in giro si vedevano molti meno bambini, e il calo è stato in parte compensato da gruppi di giovani e comitive organizzate. Guarducci ha parlato di "un po' di terrorismo meteo" che aveva "bloccato soprattutto i progetti delle famiglie". Nella conferenza stampa di chiusura del 25 novembre ha poi descritto, secondo Umbria24, una sensazione di "sold out" in entrambi i weekend nonostante la pioggia, con un calo del 30% nel secondo sabato. Le due ricostruzioni non coincidono perfettamente sul giorno più penalizzato: La Nazione indica la domenica, Umbria24 riporta il dato del calo riferito al sabato. Non sono stati diffusi dati precisi sull'occupazione alberghiera.
La contestazione e la frattura con il Comune
Il momento più teso dell'edizione è arrivato venerdì 21 novembre. Un gruppo di manifestanti ha contestato il festival in un corteo legato alla causa palestinese; secondo le cronache, tra le motivazioni c'era la presenza di multinazionali ritenute collegate a Israele, oltre a critiche su sostenibilità ed etica. La Nazione parla di un piccolo gruppo che ha fischiato Guarducci. Il patron del festival ha denunciato che la protesta era degenerata in insulti rivolti a lui, al suo staff, alla sua famiglia e alla città.
Nella conferenza stampa di chiusura, Guarducci ha usato parole molto dure verso le istituzioni: "Mi sono sentito solo", ha detto, lamentando che la politica "non ci fosse stata" come avrebbe dovuto e distinguendo tra la solidarietà ricevuta in privato e quella pubblica, mancata nei giorni immediatamente successivi. Ha ricordato che le multinazionali sono presenti tutto l'anno a San Sisto e nei supermercati senza che si organizzino manifestazioni, e ha sottolineato il ruolo dello stabilimento Perugina, che secondo le sue parole dà lavoro a circa 600 persone. Secondo Umbria24, la sera prima c'era stata una lunga telefonata con la sindaca Vittoria Ferdinandi, che non aveva però stemperato la tensione.
L'assessore Stafisso ha replicato che a Perugia deve esserci libertà di manifestare, ma che il Comune non accetta gli insulti personali, esprimendo solidarietà; Guarducci ha risposto che erano trascorsi troppi giorni di silenzio. In consiglio comunale l'opposizione ha presentato una mozione urgente per chiedere un sostegno esplicito al festival e la condanna dei messaggi ostili, ma la maggioranza non l'ha approvata. Anche Mencaroni, per Confcommercio, ha definito la protesta rispettabile nelle motivazioni ma inopportuna nel contesto, perché rischiava di disorientare i turisti.
Commercianti, calendario e servizi
Le tensioni non riguardavano soltanto la protesta. Il Consorzio Perugia in centro ha contestato il periodo scelto, ritenuto poco adatto perché coincidente con la preparazione delle iniziative natalizie e con il Black Friday; Guarducci ha replicato che il festival è un "ospite" e che le date vengono concordate con il Comune. Ha anche ironizzato sulle preoccupazioni dell'assessore al turismo Fabrizio Croce per il volume di alcune iniziative in Piazza Matteotti. Stafisso, da parte sua, ha sottolineato che gli stand erano stati smontati rapidamente, anche sotto la pioggia, per permettere gli allestimenti natalizi, e che il Comune aveva già avviato il lavoro su servizi igienici, illuminazione e gestione dei flussi.
Guarducci, nella stessa occasione, ha difeso la scelta di novembre ricordando che dopo trent'anni a ottobre lo spostamento era stato voluto, anche per ragioni meteorologiche, e che il festival aveva animato un periodo turistico altrimenti tranquillo senza sovrapporsi ad altri grandi appuntamenti.
Gli impegni per l'anno successivo
Dal confronto sono usciti alcuni impegni per il 2026, elencati da Stafisso secondo Umbria24: più sicurezza, il miglioramento dei servizi igienici, dell'accessibilità e dell'estetica degli stand, e interventi su alcuni nodi del centro, tra cui Via Oberdan e Piazza IV Novembre. È un elenco che riprende, quasi punto per punto, le condizioni discusse a febbraio, segno che il rapporto tra festival e città è ancora un lavoro in corso.

Dalla festa tra le nuvole a "Fate Dolci": l'eredità di Eurochocolate 2025
Ogni edizione di Eurochocolate lascia qualcosa a quella successiva. Nel caso del 2025 il passaggio di testimone è stato messo in scena in modo esplicito, con un personaggio che è comparso durante il festival e si è rivelato solo dopo la chiusura.
La fata del 15 novembre
Sabato 15 novembre 2025, il primo sabato del festival, tra le vie del centro è comparsa una fata che distribuiva lollipop a forma di stella: secondo UmbriaSocial, circa mille visitatori li hanno ricevuti. Nessuno, in quel momento, sapeva chi fosse né che cosa annunciasse. La risposta è arrivata a festival concluso, nella presentazione del nuovo claim al LAB – Luisa Annibale Base: la fata era Anastasia Cherednychenko, cake designer nota per il progetto "torta_mi_via", scelta come volto di Eurochocolate 2026 e del claim "Fate Dolci". Alla presentazione è ricomparsa vestita da fata; secondo la stessa fonte, anche Nourelhouda Fares, del team della Città del Cioccolato, aveva interpretato una fata. Cherednychenko ha raccontato di aver accettato il ruolo "molto volentieri".
Guarducci ha spiegato la scelta con una frase che riassume lo stile della comunicazione del festival: "abbiamo di nuovo giocato con le parole". "Fate" è insieme il plurale di fata e l'imperativo del verbo fare: le creature delle fiabe e l'invito a mettere le mani in pasta. Le date della trentaduesima edizione sono state annunciate subito: dal 13 al 22 novembre 2026, ancora a Perugia e ancora a novembre.
Dalle nuvole alle fate: che cosa è passato da un anno all'altro
Il collegamento tra le due edizioni non è soltanto narrativo. Molte formule sperimentate nel 2025 sono state confermate e sviluppate:
| 2025, "La festa tra le nuvole" | 2026, "Fate Dolci" |
|---|---|
| Spazio Nuvola in Piazza Matteotti, con la linea di Costruttori di Dolcezze | Spazio Fate Dolci in Piazza Matteotti, con i preparati per dolci in bottiglia |
| NuvoLab nell'ex Borsa Merci di Via Mazzini | Fate Lab nello stesso spazio, con il coinvolgimento delle scuole |
| ChocoLab al LAB – Luisa Annibale Base | ChocoLab confermato nella stessa sede |
| Eurochocolate World con 22 Paesi | Eurochocolate World con produttori da oltre 20 Paesi |
| Lollipop Nuvola passeggera e lollipop a stella della fata | Lollipop a forma di bacchetta magica con stelle di cioccolato |
| ChocoParade, Choco Buskers, Choco Street Band, Chocolieri | Choco Buskers, Chocoparade, Chocolieri e spettacoli aerei |
| Colombia come Paese protagonista | Calabria come prima Regione Ospite |
| Apertura della Città del Cioccolato | Collaborazione tra museo e festival |
Nelle prime anticipazioni raccolte a fine novembre 2025, Manuela Onida, indicata dalle cronache come executive manager, parlava di una linea "Fate Dolci" di Costruttori di Dolcezze composta inizialmente da tre ricette, Plum Cake, Muffin e Cookies, vendute come bottiglie di vetro con gli ingredienti di base, e con versioni senza glutine e vegane. Le presentazioni del 2026 parlano poi di sei ricette, quattro delle quali senza glutine: un'evoluzione del progetto più che una contraddizione tra le fonti.
Le novità che il 2025 non aveva
Il 2026 porterà anche elementi nuovi rispetto all'edizione delle nuvole. La prima è la Regione Ospite, una formula che mette in dialogo il cioccolato con le eccellenze agroalimentari di una regione italiana e che debutta con la Calabria, attraverso il brand "Calabria Straordinaria". La seconda è l'area Free From, dedicata ai prodotti senza zuccheri aggiunti, senza lattosio, senza glutine e vegani: un'esigenza che nel 2025 si intravedeva già nella presenza di marchi come Choco Zero e che nel 2026 diventa uno spazio a sé. La terza è il peso della pasticceria, con la collaborazione con la Pasticceria Settevalli e gli show cooking del maestro pasticcere Nicola Antonacci. Infine la CioccolaTau, tavoletta dedicata all'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi e preparata con nocciole umbre della varietà Tonda Francescana.
Per conoscere date, aree e appuntamenti della prossima edizione puoi consultare la pagina dedicata a Eurochocolate 2026, il programma di Eurochocolate 2026 e il calendario degli eventi di Eurochocolate 2026.
Che cosa resta del 2025
A un anno di distanza, l'eredità dell'edizione delle nuvole si può riassumere in quattro punti. Il primo è la conferma di novembre: dopo il 2024, che poteva sembrare un esperimento legato al trentennale, il 2025 ha consolidato il nuovo calendario, con dati di affluenza considerati positivi dagli organizzatori e da Confcommercio, pur tra le critiche dei commercianti. Il secondo è la nascita di un sistema: festival, museo, LAB e primo laboratorio Perugina ora formano una rete di luoghi del cioccolato nel centro di Perugia, aperti anche fuori dai dieci giorni di novembre. Il terzo è la crescita della dimensione internazionale, con 22 Paesi del cacao, la delegazione colombiana e oltre 32.000 accessi da SIM estere. Il quarto, meno piacevole ma altrettanto reale, è la consapevolezza che il rapporto con la città va costruito ogni anno: la contestazione, le polemiche sul calendario e gli impegni presi dal Comune ne sono la prova.
Per un confronto con l'edizione che ha preceduto quella delle nuvole, puoi leggere la pagina su Eurochocolate 2024 e il trentennale "Sulla bocca di tutti"; per risalire ancora più indietro, alle edizioni al chiuso di Umbriafiere, quella su Eurochocolate 2023.

Perugia da vedere sui luoghi di Eurochocolate 2025
Una delle ragioni per cui Eurochocolate è tornato nel centro storico è che la città stessa fa parte dell'esperienza. I luoghi dell'edizione 2025 coincidono con alcuni dei punti più belli dell'acropoli, e chi ripercorre oggi quel tragitto, magari in occasione del festival del 2026, può trasformare la giornata del cioccolato in una visita alla città. Per un itinerario completo trovi tutte le informazioni nella pagina su cosa vedere a Perugia.
Dalla Rocca Paolina ai Giardini Carducci
Il percorso del 2025 cominciava dove comincia quasi ogni visita a Perugia per chi arriva dal basso: le scale mobili che attraversano la Rocca Paolina, la fortezza voluta da papa Paolo III a metà del Cinquecento sopra le case della famiglia Baglioni. Salendo, si cammina dentro le strade medievali inglobate nella fortezza, con le volte di mattoni e le facciate delle antiche abitazioni. Si sbuca poi in Piazza Italia, a pochi passi dai Giardini Carducci, il belvedere da cui nelle giornate limpide si vedono la valle umbra, Assisi e il Monte Subasio.
Corso Vannucci, Palazzo dei Priori e Fontana Maggiore
Corso Vannucci, intitolato al pittore Pietro Vannucci detto il Perugino, porta da Piazza Italia a Piazza IV Novembre, il cuore monumentale della città. Lungo il Corso si incontra il Palazzo dei Priori, che ospita la Sala dei Notari, dove nel 2025 si è tenuto il congresso ISCHOM, e la Galleria Nazionale dell'Umbria, dove i visitatori del festival avevano diritto all'ingresso ridotto: tra le sue opere ci sono capolavori del Perugino, di Piero della Francesca e del Beato Angelico. Nello stesso palazzo, il Collegio del Cambio conserva gli affreschi del Perugino. In fondo al Corso si apre la piazza con la Fontana Maggiore, capolavoro di Nicola e Giovanni Pisano, e la Cattedrale di San Lorenzo.
Piazza Matteotti e il Mercato Coperto
Da Corso Vannucci si scende con pochi passi in Piazza Matteotti, cuore dell'edizione 2025. Qui si affacciano il Palazzo del Capitano del Popolo e l'antica Università, e qui si trova l'ex Mercato Coperto con la Città del Cioccolato: anche fuori dal periodo del festival, la terrazza del Chocolate Bar offre uno dei panorami più ampi sulla valle. A pochi metri, la stazione Pincetto del Minimetrò collega il centro con la stazione ferroviaria di Fontivegge e con i parcheggi di Pian di Massiano.
Via Mazzini, Via Fani e i vicoli verso Via Angusta
Via Mazzini e Via Fani sono strade brevi che collegano il Corso a Piazza Matteotti e alla zona dell'ex Borsa Merci; percorrerle in un giorno di festival significa passare in pochi minuti dagli stand alle botteghe e ai caffè storici del centro. Via Angusta, dove si trova il LAB, è una delle strade del centro storico vicine a Piazza Matteotti: il nome stesso ne ricorda la larghezza ridotta, tipica delle vie dell'acropoli.

Consigli per chi vuole tornare a novembre
L'esperienza dell'edizione 2025 offre qualche indicazione utile a chi pensa di visitare Eurochocolate nei prossimi anni. I weekend sono i giorni più affollati: chi può scegliere un giorno feriale trova un centro più percorribile, anche se con orari di apertura più brevi. Novembre a Perugia può essere freddo e piovoso, come ha dimostrato l'ultima domenica del 2025: scarpe comode, un capo in più e un'idea di dove ripararsi, per esempio nella Città del Cioccolato o in uno dei musei del centro, fanno la differenza. Le attività su prenotazione, come le degustazioni del ChocoLab, si esauriscono rapidamente nei giorni di punta. Infine, la città è in salita: le scale mobili e il Minimetrò sono il modo migliore per arrivare in centro senza fatica.
Chi preferisce non pensare a parcheggi, ZTL e orari può affidarsi a un viaggio organizzato: Club Magellano propone da anni viaggi in pullman per Eurochocolate, con partenze da diverse città, e nella pagina degli hotel per Eurochocolate trovi indicazioni su dove dormire se vuoi fermarti più di un giorno. Le proposte del momento sono raccolte nelle offerte per Eurochocolate, e se vuoi sapere chi siamo puoi leggere la pagina dedicata a Club Magellano.
Eurochocolate 2026 ti aspetta
Dopo le nuvole del 2025, a novembre 2026 Perugia festeggia "Fate Dolci": scopri i viaggi in pullman di Club Magellano per vivere la trentaduesima edizione senza pensieri.

Domande frequenti
Quando si è svolto Eurochocolate 2025?
La 31ª edizione di Eurochocolate si è svolta dal 14 al 23 novembre 2025 nel centro storico di Perugia. È stata la seconda edizione consecutiva a novembre, dopo trent'anni di appuntamenti a ottobre.
Qual era il tema di Eurochocolate 2025?
Il claim era "La festa tra le nuvole". L'immagine dell'edizione mostrava una tavoletta di cioccolato che sale verso una nuvola, e molti prodotti dell'anno avevano nomi legati al cielo, come la tavoletta Nugoloso, il lollipop Nuvola passeggera e i cioccolatini Cielo a pecorelle.
Dove si trovavano le aree principali di Eurochocolate 2025?
Lo Spazio Nuvola era in Piazza Matteotti, il NuvoLab nell'ex Borsa Merci di Via Mazzini, Eurochocolate World in Largo della Libertà, gli spazi della Regione Umbria in Piazza Italia e il ChocoLab al LAB – Luisa Annibale Base di Via Angusta. Il Chocolate Show si snodava all'aperto nel centro storico.
Quanti Paesi produttori di cacao erano presenti a Eurochocolate 2025?
Eurochocolate World, curato con Sviluppumbria e Cacao Solution, riuniva circa 40 marchi bean to bar e tree to bar da 22 Paesi produttori, tra cui Colombia, Ecuador, Ghana, Madagascar, Perù, Venezuela e Vietnam.
Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2025?
Secondo l'analisi di Confcommercio Umbria basata su dati anonimi di telefonia mobile, sono stati registrati 1.068.795 accessi complessivi e 260.571 visitatori unici. Si tratta di una stima su dati di geolocalizzazione, non di un conteggio di biglietti.
Che cosa ha aperto a Perugia in occasione di Eurochocolate 2025?
La Città del Cioccolato, museo esperienziale di circa 2.800 metri quadrati nell'ex Mercato Coperto, con una fabbrica bean to bar, un Choco Shop e un Chocolate Bar in terrazza. L'apertura era annunciata per il 28 ottobre 2025; il comunicato di presentazione del festival indica il 1° novembre.
Cos'era il Colpo di fulmine di Eurochocolate 2025?
Era la creazione del Chocolate Bar dell'edizione: un dolce a forma di nuvola ideato dal designer Matteo Ragni, che ne ha firmato anche lo stampo in silicone.
Quanto costavano le degustazioni del ChocoLab nel 2025?
Secondo il programma diffuso alla presentazione, le degustazioni guidate del ChocoLab costavano 6 euro a persona, con prenotazione sul sito ufficiale. L'accesso alle aree all'aperto del festival era libero.
Perché si è parlato di polemiche a Eurochocolate 2025?
Venerdì 21 novembre un gruppo di manifestanti ha contestato il festival, anche per la presenza di multinazionali; Eugenio Guarducci ha denunciato insulti personali e lamentato la mancata solidarietà pubblica delle istituzioni. Il Comune ha poi espresso solidarietà condannando gli insulti.
Come è stato annunciato il tema di Eurochocolate 2026?
Sabato 15 novembre 2025 una fata ha distribuito circa mille lollipop a forma di stella ai visitatori. A festival concluso si è scoperto che era la cake designer Anastasia Cherednychenko, volto del claim 2026 "Fate Dolci".
